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Scritto Mercoledì 14 luglio 2010 alle 19:33

Viganò: torna in tribunale il caso della 'Coop. Artigiani Viganesi'

Non si è ancora conclusa la problematica situazione della Cooperativa Artigiani Viganesi. Il nuovo Curatore fallimentare, autorizzato in forza di Autorizzazioni Ministeriali, esaminando tutta la documentazione contabile della Cooperativa stessa ha ritenuto opportuno presentare presso il Tribunale Civile di Lecco atto di citazione ex art.206 L.F. e 2392 - 2393 - 2394bis e 2497 c.c. azione di
responsabilità per il fallimento della stessa agli ex amministratori: Sigg. Angelo Sirtori, Giuseppe Rigamonti, Tarcisio Guido Pozzi, Angelo Conti, Carlo Mapelli nonchè ai Sigg. Fabio Besana, Fabio Bertarini, Pierluigi Bonfanti ex sindaci del collegio sindacale.    

Ora saranno i Giudici del Tribunale a fare chiarezza sulla situazione e i soci che hanno subito danni economici e morali sperano in soluzione breve senza incorrere in ulteriori esorbitanti esborsi conomici da parte della liquidata Coop. Artigiani, fondi versati a suo tempo da alcuni soci della Cooperativa
stessa, dietro richieste dell'ex Curatore.  

  

Un ex socio della cooperativa  
La lettera, inviataci da un ex socio della Cooperativa Artigiani Viganesi, va a toccare l'annoso problema del PIP collocato lungo la via Leonardo da Vinci e oggetto di ventennali dispute messe in atto da più parti all'interno della comunità locale. Costituita il 20 aprile dell'83 per opera di 27 soci, la Cooperativa diede vita alla realizzazione del piano di insediamento produttivo collocato tra la chiesa parrocchiale e il cimitero lungo la via Da Vinci, costruito in tre lotti di capannoni. Negli anni la cooperativa iniziò ad accusare i primi problemi di natura economica, sino alla dichiarazione di insolvenza e alla liquidazione coatta fallimentare dichiarata dal Tribunale di Lecco l'8 giugno 2005. A quel punto il Ministero delle Attività Produttive nominò un curatore fallimentare chiamato a gestire la complessa situazione economica della cooperativa, sollevando non poche critiche da parte degli ex soci della stessa. Nella lettera inviata dall'anonimo socio si parla infatti di "danni economici e morali" imputabili al riscatto dei capannoni, richiesto dal curatore agli ex soci per poter continuare ad esercitare l'attività lavorativa all'interno dell'area artigianale di via Da Vinci a costo di notevoli impegni economici. L'ultimo sviluppo di questa vicenda è legato alla nomina del nuovo curatore, il quale ha ritenuto opportuno citare per responsabilità nel fallimento della cooperativa gli amministratori e i rappresentanti del collegio sindacale in carica al momento della liquidazione. L'udienza in questo caso è fissata per il 16 marzo del 2011.
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