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Scritto Giovedì 04 novembre 2021 alle 14:44

Confindustria: tutti gli indicatori in miglioramento ma preoccupa l'impennata di materie prime e energia

Il Presidente Lorenzo Riva
Nell’ambito dell’Osservatorio rapido sul mese di settembre 2021, lo spaccato riguardante le imprese di Lecco e di Sondrio è in linea generale sovrapponibile al quadro complessivo tracciato dai Centro Studi per le tre province (Lecco, Sondrio e Como).

“Ci troviamo in un quadro di generale miglioramento di tutti gli indicatori - sottolinea il Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Lorenzo Riva - con ordini ed attività produttiva che stanno andando bene a livello domestico e, soprattutto, in ambito export. Già da diversi mesi, tuttavia, l’attività delle imprese è complicata da significativi apprezzamenti delle materie prime, che risultano anche di difficile reperibilità e spesso consegnate con tempistiche estremamente allungate rispetto alla norma. Non poche aziende hanno visto ridurre parte della propria marginalità, non potendo interamente riversare gli aggravi sui prezzi di listino. Ora si aggiunge un ulteriore elemento di preoccupazione, con la crescita verticale dei prezzi di energia elettrica e gas, che ha spinto la nostra Associazione, con il Consorzio Energia Lombardia Nord e due Istituti bancari presenti sul territorio, a pensare e lanciare Credito Energetico, l’iniziativa che consente l’accesso a nuove linee di credito, destinate a sostenere i costi energetici e adattabili alle specifiche esigenze delle associate. Se accanto a questi elementi consideriamo la difficoltà nel reperire risorse umane formate, possiamo ben vedere che le complessità non mancano; tuttavia, sentiment degli imprenditori e prospettive si confermano positivi, sia sul fronte del business sia su quello dell’occupazione”.

“Anche l’occupazione manda segnali positivi - commenta il Direttore Generale di Confindustria Lecco e Sondrio, Giulio Sirtori - con una generale stabilità e una prevalenza di giudizi da parte del campione che vanno nella direzione della crescita, rispetto a quelli che indicano diminuzione. Un buon segnale che si scontra tuttavia con la cronica mancanza di competenze che, se già prima della pandemia metteva in difficoltà le imprese, ora si sta trasformando in un limite significativo: le aziende del territorio sono costantemente alla ricerca di giovani formati, di collaboratori con esperienza o da formare, ma la disponibilità è senza dubbio inferiore alla richiesta. Mai come in questo periodo è stato evidente il disallineamento fra domanda ed offerta di lavoro, generando una richiesta di persone, soprattutto con un percorso di tipo tecnico e industriale ma non solo, che ci ha spinti a moltiplicare anche i nostri sforzi per le iniziative di orientamento ed in ambito education”.

DOMANDA
Il quadro delineato per le aziende lecchesi e sondriesi assume gli stessi toni del quadro complessivo e rivela una maggior incidenza di giudizi di aumento rispetto a quelli di riduzione su entrambi i mercati di riferimento.
Nel caso degli ordini in Italia, a fianco del 47,8% di imprese che segnalano una situazione stabile, il 30,5% comunica un’espansione mentre il 21,7% una decelerazione.
Per quanto concerne invece l’export, un’impresa su tre (33,3%) indica una crescita, il 50,8% un mantenimento dei livelli registrati a luglio mentre il restante 15,9% una diminuzione.

ATTIVITA’ PRODUTTIVA
La produzione migliora anche a livello lecchese e sondriese; si riscontra infatti una maggior incidenza di indicazioni di aumento (33,8%) rispetto a quelle di riduzione (17,7%) mentre per poco meno di una realtà su due (48,5%) i livelli produttivi restano stabili sulle quantità del mese di luglio.
La capacità produttiva mediamente utilizzata nel corso del mese di settembre si assesta a quota 82,1%, dato che, da un lato, conferma quanto esaminato nel corso della prima metà dell’anno (82%) e, dall’altro, mostra un miglioramento di oltre tre punti percentuali rispetto ai livelli di marzo (78,4%).
Tra le realtà del campione non si riscontrano particolari differenze legate all’utilizzo degli impianti; le aziende fino a 50 occupati (80,3%) esprimono un tasso molto vicino a quello delle imprese di dimensioni maggiori (83,7%) mentre per quanto riguarda i comparti di attività si registra mediamente un dato dell’83,3% nel caso delle realtà metalmeccaniche, 86% per le tessili e 79,6% per gli altri settori.

FATTURATO
Il fatturato delle imprese di Lecco e Sondrio risulta caratterizzato da una prevalenza di indicazioni di aumento rispetto a quelle di diminuzione. Nei confronti di quanto visto per i tre territori globalmente considerati si riduce tuttavia la differenza tra giudizi positivi e quelli negativi.
Le vendite in Italia sono considerate crescere per il 37,1%, in mantenimento sui livelli di luglio per il 32,9% mentre in calo per il 30%.
L’export è stabile per il 44,4% del campione, aumenta per il 30,2% ma rallenta per il 25,4%.
Anche a livello lecchese e sondriese si riscontrano situazioni di insolvenza o di rilevanti ritardi dei pagamenti da parte dei clienti; la criticità ha penalizzato una realtà su tre (33,3%) in settembre.

MATERIE PRIME
Lo scenario delineato dai giudizi formulati dalle sole imprese di Lecco e di Sondrio risulta caratterizzato da dinamiche coerenti con quanto esaminato a livello congiunto per i tre territori.
Nel mese di settembre il 93,9% del campione ha comunicato di aver riscontrato un generale e diffuso aumento delle quotazioni delle materie prime e, tra le realtà penalizzate, il 95,2% ha indicato di aver subito rilevanti impatti sui costi di produzione.
L’apprezzamento delle commodities ha determinato un aumento dei prezzi di vendita per circa una realtà su cinque (19,7%), una contrazione dei margini per il 16,4% delle imprese ed entrambe le eventualità per il 63,9% delle aziende.
Come già emerso nelle precedenti edizioni degli Osservatori congiunturali le criticità emerse sul fronte delle materie prime sono purtroppo andate al di là delle sole, per quanto rilevanti, dinamiche di costo; nell’86,8% dei casi è stata registrata un’estensione dei tempi di consegna delle commodities necessarie alla produzione, per oltre un caso su due (54,4%) le aziende hanno ricevuto quantità inferiori a quelle richieste mentre nel restante 16,4% sono state evidenziate diminuzioni della qualità delle merci approvvigionate.

RAPPORTI CON GLI ISTITUTI DI CREDITO E LIQUIDITA’
Le imprese di Lecco e di Sondrio confermano il quadro di diffusa stabilità rispetto ai rapporti con gli Istituti di credito con cui esse collaborano stabilmente; il 91,2% del campione formula un giudizio di mantenimento delle condizioni a fronte di una quota dell’1,5% di aziende che segnala un miglioramento e del restante 7,3% che indica invece condizioni meno favorevoli.
Esaminando i pareri espressi riguardo la propria liquidità aziendale il 38,6% delle realtà lecchesi e sondriesi segnala soddisfazione, il 42,8% ritiene la situazione normale al contesto mentre il rimanente 18,6% indica il quadro come migliorabile.

OCCUPAZIONE
Lo scenario occupazionale per le imprese di Lecco e Sondrio risulta parzialmente influenzato dalle dinamiche positive registrate da ordini e produzione. Il giudizio prevalente è quello improntato alla conservazione dei livelli, così come segnalato da quasi tre realtà su quattro (74,3%), ma, in caso di variazione, le indicazioni di aumento (18,6%) risultano più diffuse rispetto a quelle di riduzione (7,1%).
In settembre il ricorso agli ammortizzatori sociali da parte delle aziende è stato contenuto, la quota di aziende che ha comunicato di aver fatto ricorso agli strumenti si è attestata infatti al 7%.
Le aspettative occupazionali per i prossimi mesi confermano il quadro rilevato in settembre; il 74,3% del campione non attende variazioni, il 17,1% un’espansione dei livelli e il rimanente 8,6% invece una riduzione.

LE PREVISIONI
Le imprese di Lecco e di Sondrio segnalano aspettative a breve che, rispetto a quanto esaminato a livello congiunto, risultano maggiormente orientate alla stabilità; a fianco del 66,2% del campione che comunica di non attendersi particolari variazioni, il 19,1% prevede un aumento mentre il restante 14,7% ipotizza una diminuzione.
Gli ordini in portafoglio consentono al 21,7% delle realtà lecchesi e sondriesi di pianificare l’attività per poche settimane; l’orizzonte di visibilità sale a qualche mese per il 47,8% mentre supera il trimestre per il restante 30,5%.
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