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Scritto Giovedì 14 luglio 2011 alle 19:02

Merate: 2° lotto, parcheggi, 'sub-acuti', risonanza magnetica... Lovisari pensa al futuro incontrando la ''squadra'' del Mandic

Un pomeriggio tutto meratese quello di mercoledì 13 luglio per Mauro Lovisari. Il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera della Provincia di Lecco ha infatti dapprima incontrato, presso la sala riunioni scientifiche del Mandic i primari e i responsabili delle diverse strutture del presidio meratese per poi “chiudersi” in riunione con i membri del collegio di direzione.

Il direttore generale Mauro Lovisari, il direttore amministrativo aziendale Roberto Pinardi e quello sanitario Patrizia Monti

Ad attendere il numero uno dell’A.O. provinciale, Giacomo Molteni, direttivo amministrativo e Gedeone Baraldo direttore medico di presidio. Ad accompagnarlo il direttore amministrativo aziendale Roberto Pinardi e quello sanitario Patrizia Monti dei quali il dg si è detto orgoglioso, ben contento di quanto portato avanti in questi primi mesi di attività.

Ed effettivamente, come spiegato nelle due orette trascorse con i dirigenti dei diversi settori del Mandic, di lavoro né è stato parecchio e soprattutto si sono gettate le basi per progetti da portare avanti nel tempo. Prima di avventurarsi però nella descrizione della situazione attuale e proporre quanto pensato per il futuro del nosocomio cittadino, Lovisari ha voluto lasciare la scena al dottor Renato Piantanida, primario del reparto di otorinolaringoiatria a Lecco, nominato  anche direttore facente funzioni a Merate. Circa la sua nomina al Mandic, Piantanida ha dichiarato serenamente di ritenere “di gran lunga sproporzionati gli oneri rispetto agli onori” ma al contempo di aver accettato di buon grado la “sfida” che “comunque ha un suo sapore”. Due, poi, i punti fermi che ne guideranno l’attività meratese, ben sottolineati nel suo breve discorso: “Sono un facente funzioni, non resterò qui vita natural durante. Lo scopo della mia presenza è quello di valutare e far crescere l’unità operativa meratese. La seconda è quella di cercare di impostare le cose con uno sguardo un attimo più moderno, magari internazionale”.

Il dottore Renato Piantanida, l'architetto Michele Rigat e il suo collaboratore Gianni Mangolini

Ringraziato Piantanida, sono stati introdotti gli architetto Michele Rigat, nuovo responsabile del settore tecnico patrimoniale, e il suo collaboratore Gianni Mangolini, definiti rispettivamente del direttore generale come “una persona che mi somiglia molto: entra in ospedale presto la mattina e esce tardi la sera” e “una persona abituata a sporcarsi le scarpe”. I due professionisti si occuperanno infatti di “far marciare” i cantieri aperti in ospedale. “Si tratta di due persone preziose per il rispetto dei tempi” – ha spiegato Lovisari  il quale si è lanciato, con lo spirito allegro che lo contraddistingue, nell’ennesimo paragone incentrato sul rugby. “Questa volta vi parlo però del rugby americano” – ha precisato delucidando la differenza con la versione “tradizionale”: “Nel rugby americano c’è il quarterback che va avanti con la palla con gli altri giocatori che lo proteggono. Bene, loro” – ha detto riferendosi ai due nuovi elementi dello staff tecnico – “dovranno tirare via tutti i problemi. Io sono invece il quarterback che porta avanti la palla, dovendo decidere poi a chi passarla”.

Servendosi anche di slide proiettate alla parete, il dg è entrato poi nel merito specifico dell’incontro. Non si può parlare di un vero e proprio “piano di organizzazione aziendale” in quanto, come previsto da vincoli di legge, questo sarà redatto nel 2012, ma Lovisari ha già chiaro sia il ruolo da attribuire ai tre ospedali dell’azienda sia l’impostazione della presenza ambulatoriale territoriale.
Centrale il primo aspetto, sul quale la posizione del nuovo dirigente diverge in larga parte da quella del suo predecessore. Se infatti Bertoglio pendeva più per quella che Lovisari ha definito “l’ipotesi riduttiva”, lui ha fatto rotta “sulla teoria migliorativa”. Nel primo caso Merate avrebbe dovuto essere un presidio generale e Lecco il polo delle specializzazione e superspecializzazioni. Nel secondo, invece, entrambi i nosocomi avranno alte specialità. “L’ipotesi migliorativa è quella che ci è piaciuta di più” – ha spiegato il manager, parlando al plurale in quanto “Non è Lovisari che decide ma siamo abituati a ragionare almeno in tre”. Per Merate, l’obiettivo, come ben evidenziato nella presentazione a video, si punterà così a “diminuire la mobilità passiva che si registra a livello provinciale e a creare attrazione dalle province vicine, inserendo nuove specialità di nicchia”. Mentre dunque in altre realtà ospedaliere si mira a ridurre l’attività per tagliare sui costi, Lovisari punta invece a migliorare le strutture, facendo così fermare nei “suoi” ospedali pazienti che, in passato, hanno preferito rivolgersi ad altri nosocomi magari più lontani, forte anche di numeri incoraggianti: “nel primo semestre si è registrata una diminuzione dei costi” – ha sostenuto, aggiungendo però che “non restituirò però nemmeno un euro alla Regione. I soldi risparmiati saranno messi a disposizione del gruppo” e che, allo stesso tempo, però, “stiamo anche crescendo come attività”. L’azienda sembrerebbe essere dunque inserita in un circolo virtuoso i cui effetti vengono rafforzati anche dall’entusiasmo riscontrato dal dg nei suoi lavoratori: “parlando con il facchino o con il portinaio, con chi ha mansioni più umili delle vostre, ho riscontrato buone sensazioni. Mi pare di essere riuscito a muovere emozioni  positive”.

Tornando al ruolo centrale che Merate dovrebbe avere all’interno dell’azienda (“Perché Merate non chiude, l’avete capito vero?” come ripetuto ironicamente più volte dal dg) diversi i marcatori dell’attenzione focalizzata sul nosocomio cittadino:
- i lavori del secondo lotto (che riguardano i nuovi reparti di pneumatologia, psichiatria e della dialisi) procederanno spediti, senza interruzioni, anche a luglio e agosto;
-il completamento del blocco operatorio che verrà inaugurato il prossimo 10 ottobre (anche in questo caso una frecciatina verso il suo predecessore Lovisari l’ha scoccata affermando che magari qualcuno, realizzate le sale ha pensato che queste venissero arredate in base ad un automatismo o semplicemente spostando al loro interno il materiale presente nelle vecchi e con 30anni di servizio); 
- il riordino delle aree esterne risolvendo così i problemi di parcheggio dei dipendenti e andando a creare anche nuovi stalli per gli utenti dell’ospedale presumibilmente a pagamento seppur a tariffa ridotta e dei posti riservati ai dipendenti dell’Asl (su quest’ultimo punto è  emersa, invece, una certa frizione con il direttore dell’Azienda sanitaria, Votta, per via di problemi emersi con lo spostamento del centro prelievi di Valmadrera, situazione mal digerita da Lovisari);
- il miglioramento del servizio implantologia e protesica;
-  i nuovi contratti per mensa, lavanderia e ristorazione;
- la nomina dei nuovi primari per ortopedia e pronto soccorso;
- la coptazione dei primari di chirurgia e medicina nel collegio di direzione, massimo organo strategico dell’azienda;
- lo studio del così detto “terzo lotto” di lavori che coinvolgeranno per esempio il laboratorio analisi, il pronto soccorso (che verrà potenziato) e la palestra. Proprio sulla palestra, rispondendo a una domanda di un’operatrice, Lovisari ha ammesso che effettivamente le attuali condizioni della struttura sono alquanto discutibili riconoscendo che chi vi lavora sono “persone stoiche”. Al volo, così di punto in bianco, ha quindi chiesto al direttore amministrativo Roberto Pinardi di destinare parte del “risparmio” ottenuto ai lavori più urgenti, per tamponare le criticità più lampanti.

Tra le novità, da segnalare, l’intenzione di non centralizzare più la sterilizzazione a Lecco, operazione questa che avrebbe portato a un vertiginoso aumento dei costi, con ferri trasportati da un nosocomio all’altro. In tre, massimo, cinque mesi, il Mandic sarà così dotato di un container che verrà posizionato affianco al blocco C nel quale verrà effettuata la sterilizzazione prima di creare una vera e propria ala destinata a questa importante attività negli spazi prima destinati alla dialisi. Ciò avverrà in tempi “record”: 12 mesi.
Sarà poi eliminato il mezzo mobile dove attualmente vengono effettuate le risonanze magnetiche: “Non posso vedere pazienti che quando piove vengono caricati su questo mezzo con anche tre gradini da fare” – ha affermato Lovisari pronto a dare avvio a un bando di gara per avere quanto necessario in service: “Abbiamo forse trovato una ditta disposta a farsi pagare una percentuale in base a ogni prestazione:  un mio sogno che ci permetterà di risolvere questa situazione obbrobriosa”.

Infine, in tutti e tre i presidi dell’Azienda verranno creati posti letto da destinare a pazienti “sub-acuti”: “si tratta di una definizione che mi ha lasciato un po’ perplesso” ammette Lovisari commentando la novità introdotta dalla Regione. “Con “sub-acuti” si indicano pazienti problematici dal punto di vista assistenziale, non clinico” – ha spiegato la direttrice sanitaria Patrizia Monti. Come indicato dalla dottoressa, si tratta quindi di persone stabilizzate per le quali però, secondo i parametri fissati a livello regionale, sono previsti 160 minuti di assistenza contro i 120 previsti per un normale paziente del reparto di Medicina. 14 i letti per “sub-acuti” che verranno creati a Lecco, 10 a Merate e 14 a Bellano tramite la riconversione di posti letto già destinati ai pazienti dei reparti di Medicina. “A dare il la” sarà il Manzoni i cui operatori testeranno l’effettiva utilità di questa novità regionale già dal prossimo 15 settembre. Poi, toccherà al Mandic e infine all’Umberto I, il tutto entro il 15 dicembre.

L’unica voce problematica nel quadro tracciato dal direttore generale ha avuto a che fare con il fuggi-fuggi di medici soprattutto dal Ps: Lovisari, lasciando trasparire il suo animo leghista, ha così puntato il dito contro la Sicilia che “si permette il lusso di portarci via i medici di pronto soccorso e rianimazione nonostante il piano di rientro dal disastroso disavanzo”. La Monti, invece, ha parlato di “sofferenza in ambito medico” con una situazione generale che vede “sempre meno specialisti che quindi preferiscono sceglie un ospedale grosso”. In ogni caso, secondo la direttrice sanitaria, “l’Azienda ha messo in campo tutti i meccanismi utili per garantirsi le persone di cui necessita. Abbiamo fatto la nostra parte in quanto a tempestività, nella ricerca anche attraverso i contatti che già avevamo e tramite meccanismo innovativi come per esempio, potremmo pensare a contratti internazionali. Non c’è certo mancata l’invenzione”.

Insomma, il quarterback Lovisari e i suoi due giocatori di punta Patrizia Monti e Roberto Pinardi hanno voluto infondere, in due ore intense di informazioni, un’ulteriore ventata di propositività all’attenta squadra meratese.
Alice Mandelli
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