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Scritto Martedì 05 ottobre 2021 alle 18:29

Merate, Riva: l’attenzione verso i problemi del centro non è la stessa verso le periferie

L'ultimo Consiglio comunale si è occupato, tra l'altro, del DUP, il documento unico di programmazione che ha sostituito i piani triennali. In sostanza è il libro delle buone intenzioni, alcune realizzabili, altre meno. Nel corso dell'anno il documento subisce modifiche in funzione di nuove possibilità operative o sopraggiunti ostacoli imprevisti. Sul Dup è intervenuta Patrizia Riva, consigliere di "Cambia Merate".

Osservazioni a 360° sul DUP - stesse opportunità per tutti?
Colgo l'occasione della discussione di questa variante al DUP per fare una riflessione sulle scelte contenute nel documento e le opportunità che si aprono per i cittadini.
Gli importanti investimenti fatti nel comparto sport, la creazione del parco diffuso in zona Vedù.
Una zona attrezzata all'aperto per attività a corpo libero, accessibile anche a persone con disabilità. Sarà una opportunità per i cittadini che in centro città, in un bel contesto, avranno la possibilità di praticare sport e mantenere il proprio benessere.

Mi sento in dovere di portare a conoscenza di alcune criticità che fanno pensare, perché i meratesi che abitano nelle frazioni hanno spesso l'impressione che l'attenzione verso i problemi del centro non sia la stessa posta per le zone più periferiche della città.
Cito alcuni esempi relativi alla frazione di Cassina.

• Il primo riguarda proprio lo sport. A distanza di alcuni anni dal rifacimento degli spogliatoi del Centro sportivo di Cassina non si è pensato e provveduto a completare l'area, attrezzando gli spazi ora non utilizzati ed in disuso per la pratica di altri sport diversi dal calcio, quali ad esempio il basket e la pallavolo. Il centro così dotato aumenterebbe la sua attrattività e offrirebbe l'opportunità di praticare sport sia in maniera agonistica, dato la presenza di servizi accessori, sia come luogo di svago e di ritrovo per il tempo libero per giovani.
Si fornirebbe inoltre al locale gruppo sportivo l'opportunità di promuovere iniziative quali corsi di pallavolo o basket e tornei.
E tutto questo si potrebbe realizzare, salvaguardando gli spazi necessari alla realizzazione delle feste di frazione.
In realtà la parte attrezzata è stata creata a 600 metri di distanza, un parco giochi,
parco già criticato in fase di progettazione durante la passata amministrazione, che per come è stato strutturato e inserito nel contesto abitativo, arreca disturbo agli abitanti, non soddisfa i bisogni dei bambini perché vi sono per loro pochi giochi (due altalene ed uno scivolo) e nemmeno quello di chi volesse giocare a basket o pallavolo a causa degli spazi così ristretti e a ridosso delle abitazioni, che la palla appena esce dal campo entra nei giardini delle abitazioni.

• Il secondo riguarda l'utilizzo della vecchia scuola ( denominato Centro diurno anziani) al centro della frazione.
Recentemente sono stati assegnati ad una associazione alcuni spazi del centro diurno anziani Cassina. Questi spazi verranno gestiti da questa associazione che realizzerà progetti anche in collaborazione con altre, come previsto dalla convenzione. La convenzione però non prevede l'uso degli spazi da parte di soggetti diversi dagli assegnatari.
Ora quello spazio, la vecchia scuola elementare, costituiva di fatto per i cassinesi la loro casa.
Utilizzata come sala civica, anche recentemente il singolo cittadino che ne chiedeva l'uso poteva usufruirne per feste di compleanno, feste di classe, assemblee di condominio o di comunità, ecc. Insomma, era la casa dei cittadini di Cassina. E questa casa è stata loro tolta. C'è da chiedersi quale luogo di aggregazione hanno a disposizione i cassinesi?

• Terzo un grosso problema di sicurezza nei pressi del laghetto di San Rocco.
San Rocco e passaggio pedonale, nel Dup hanno priorità media, ma ora siamo a metà consigliatura ed il rischio che non si realizzi più è sempre più reale. L'incrocio fra via Marconi e via san Rocco è estremamente pericoloso per i pedoni. Provenendo da Cassina il marciapiedi finisce improvvisamente e proseguire per Merate diventa pericoloso per la propria incolumità e così viceversa, venendo da Merate.
Dare priorità diversa allo svincolo di San Rocco significherebbe, mettere in sicurezza un incrocio, favorire una mobilità lenta a favore di tutti e collegare Cassina al centro. Faccio presente che la zona circostante è frequentatissima da persone che la percorrono a piedi per camminare, correre, passeggiare.
Un numero elevato di persone che rischia ogni giorno di essere investita, e merita invece un altro tipo di investimento, quello per lo studio e la realizzazione di una importante opera che salvaguardi la loro incolumità e valorizzi l'ambiente.

• Colonnine per la ricarica delle auto elettriche- ne sono state posizionate quattro, 1 in centro e tre nelle frazioni, peccato che Cassina non sia fra queste, peccato, se è vero che Merate punta sul Green allora perché in altre frazioni sì e a Cassina no, se si vuole sviluppare la mobilità green non si può scegliere solo ed esclusivamente in base al numero degli abitanti, è solo con la creazione di infrastrutture che si promuovono nuovi stili di vita consapevoli e rispettosi dell'ambiente .

• Lo stesso vale per la casetta dell'acqua, si inizierà a posizionarla in un ‘altra frazione,
ma al momento non c'è in previsione l'installazione a Cassina, così i cassinesi continuano a comperare l'acqua al supermercato.

• Conclusione le linee di programmazione ed i relativi investimenti dovrebbero produrre beneficio e alzare la qualità della vita dei cittadini per questo devono essere pensati non solo come singolo intervento, ma valutati nel loro insieme per comprendere quale impatto avranno sul territorio, quali benefici di tipo sociale, abitativo, lavorativo, ambientale, di sicurezza, mobilità e cultura possono produrre. Tutto questo deve essere visto anche in termini territoriali cioè, quali risultati sulle diverse parti della città producono i singoli interventi, per questo devono essere pensati e programmati con una visione a tutto tondo .
Non è più tempo di pensare solo al benessere di una parte della città magari la vetrina della città, ma si deve pensare anche alla periferia ed in particolar modo avere una lente di ingrandimento su quelle frazioni che per lontananza dal centro o per altre ragioni , magari storiche, offrono meno opportunità e servizi ai propri cittadini.

Patrizia Riva
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