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Scritto Martedì 21 settembre 2021 alle 18:54

Merate: via Verdi al...via, eia eia alalà

L'intervento dell'ing. Federico Airoldi nella predisposizione del progetto definitivo esecutivo ha certamente migliorato l'opera iniziata dall'ing. Angelo Valsecchi, chiamato alla Presidenza del Consiglio, con la speranza che la dura condanna per il crollo del ponte di Annone non ne interrompa la fulgida carriera. L'ing. Airoldi, pure se giovane, ha già dato ampia prova di abilità nella progettazione.

Però queste migliorie hanno fatto lievitare l'investimento dalla già imponente cifra di 3 milioni a quasi 4 milioni. Un milione di spesa in più anche se la regione contribuirà con 1,4 milioni di fondi propri.

L'opera meratese è di fatto appaltata ai tecnici di Brivio: il già nominato Federico Airoldi, progettista e direttore lavori, è il sindaco del paese e l'ing. Lorenzo Mazzoleni, responsabile per la sicurezza in fase di progettazione e direzione lavori, è il suo vice.

Non sono certe altre collaborazioni esterne ma di sicuro i due professionisti godono della fiducia della Giunta cittadina e dei vertici dell'ufficio tecnico.

Detto questo - perché la cronaca ha i suoi doveri - veniamo dunque all'opera di cui la nota macchietta ha già elevato peana al cielo, sottacendo ovviamente su quel milione in più di spesa a carico della collettività. Con un certo anticipo, va detto per quanto la frenetica attesa durata anni giustifica una eiaculazione precoce. Approvato dalla Giunta il progetto definitivo ora si deve passare alla fase di bando di gara a livello europeo. Procedura né semplice né breve. Ci vorranno mesi prima di assegnare i lavori che, tuttavia, secondo un tempismo calcolato col pallottoliere da alcuni esponenti di maggioranza dovrebbero concludersi all'inizio del 2024 in prossimità della campagna elettorale.

Un bel nastro da tagliare e oplà la riconferma è cosa fatta. E, ma c'è un ma: l'assai probabile crollo del fatturato di tutte le attività che si affacciano sulla via e gli innumerevoli disagi che per oltre un anno dovranno subire i suoi residenti.

E' giusto così, dice il "nostro", poi tutti potranno godere di un viale meraviglioso. Sì certo, senza una pista ciclabile, purtroppo senza alberi né piccole aree di sosta per poter gioire della bellezza dell'asfalto drenante e delle tecnologie d'avanguardia installate sopra e sotto il manto stradale.

Ma che importa è la bellezza del viale a compensare tutto.

Un dubbio però serpeggia tra molti residenti meno affascinati dalle frasi fatte del senso di appartenenza, della cittadinanza attiva e così via: e se per puro caso, diciamo una possibilità su dieci, quella bella arteria, priva di semafori, molto scorrevole dovesse diventare una tangenziale percorsa da quanti si accorgono che così possono "saltare" i due semafori di Cernusco? Che in un amen passano dalla SP 54 alla SP 342 dir e viceversa, beffando quella sequenza di rossi c he fanno perdere minuti preziosi?

Dio non voglia. Anche noi, scettici dal primo giorno perché convinti che qualche intervento di messa in sicurezza sarebbe stato più che sufficiente, utilizzando il resto dei soldi a opere di maggiore utilità collettiva, ci auguriamo che quella possibilità su dieci non si verifichi. E che alla fine tutti saranno felici e contenti anche se con 2,7 milioni in meno di risorse nelle casse pubbliche. Fatti salvi ulteriori rincari.

Comunque sia, adesso che la Giunta Lega-Forza Italia ha dato il via libera alla grande opera stradale, ci aspettiamo qualche intervento importante anche in tema ambientale di cui gli assessori competenti affabulano di continuo senza mostrare un atto che abbia un minimo di concretezza. Basti pensare a com'è ridotta la Valletta di Novate e agli anni che il Comune sta impiegando per acquisire al patrimonio pubblico lo stagno di San Rocco da destinare ad attività ludo-didattiche.

Attendiamo fiduciosi, settembre dopo settembre, dal 2016, anno in cui l'Amministrazione comunale aprì la trattativa col privato proprietario. Senza mai emettere un'ordinanza di messa in sicurezza né avviare una procedura di esproprio. Chissà perché.

E infatti, addì 22 settembre 2021, equinozio d'autunno, ancora tutto tace.

Claudio Brambilla
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