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Scritto Lunedì 30 agosto 2021 alle 08:42

Parco Monte di Brianza: il tira e molla di Airuno, resto o esco. Non per la spesa, 1.500 euro l’anno ma per i privati

Dietro il monte, a sinistra, si scorge il Parco del Curone con la collina del Butto e del Santuario

AIRUNEXIT - Cosa ne sarà del futuro di Airuno nel Parco Locale di Interesse Sovracomunale, PLIS "Monte di Brianza" e del rapporto del Comune con il Parco del Curone? Un tema delicato per le parti in gioco, che non azzardano a sbilanciarsi troppo sull'esito finale. Dagli addetti ai lavori fuoriescono solo parole sussurrate e non proprio chiarificatrici. Dopo la bufera mediatica e politica - ma non solo - del 2019, vige una condizione di silenzio trasversale. Non esenti il gruppo consiliare di minoranza di centro-sinistra e l'associazione Monte di Brianza, che forse stanno quietamente pregando per un ravvedimento della Giunta Milani sulla scelta di uscire dal PLIS. E dunque mai stuzzicare il can che dorme. L'impressione è che sia in atto un lento disgelo tra l'amministrazione comunale e il Parco del Curone, complice l'approccio dialogante del nuovo presidente Marco Molgora. La maggiore attenzione del PLIS - che è gestito dal Parco del Curone - su Airuno, con iniziative culturali-ricreative e manutentive (ad esempio sui torrenti Tolsera e Valcamoggia per 44 mila euro), pare sia stata apprezzata dal sindaco Alessandro Milani e dai suoi stretti collaboratori. Che però non vogliono passare per quelli che abiurano.

Balze sotto Cascina Rapello

La Cascina Rapello

LA MAGGIORE ETÀ - Il ticchettio dell'orologio preme per una soluzione e Airuno dovrebbe finalmente decidere cosa fare da grande. A maggioranza, il Consiglio comunale aveva votato per il recesso dal PLIS e per la revoca della decisione precedentemente assunta sull'aggregazione PLIS-Parco Curone. Correva l'anno 2019, giorno 26 settembre. Curiosamente la delibera di Consiglio poneva l'urgente necessità di tirarsi fuori entro il 30 settembre. A tale tracotanza, qualcuno avrà fatto notare che la convenzione in essere obbligava un pre-avviso di due anni. E così, in questo tempo trascorso, l'argomento è stato riposto in un cassetto. Tra un mese, tuttavia, il biennio naturale scade.

Dalla tabella va stralciato Brivio

Il sentiero che da Rapello conduce alla chiesa di Aizurro

La stradina parallela a via Tolsera

 

MISTERO - Con la fine di settembre sarà suggellata la definitiva uscita di Airuno dal PLIS? Non proprio, causa un giallo irrisolto. Alla vigilia di questo ferragosto, quando la mente dei più era proiettata sui gavettoni in spiaggia, è stata pubblicata all'albo pretorio del Parco del Curone una delibera del Consiglio di Gestione sul rinnovo della convenzione per la gestione del PLIS da parte del Parco del Curone, riesumata da un plico impolverato di documenti dell'aprile 2020. Già, dopo un anno e quattro mesi. Nell'atto, in maniera un po' sibillina, viene espresso che il conteggio dei due anni per il recesso definitivo dal PLIS è da intendersi a partire dall'invio formale della delibera di Airuno all'Ente capofila del PLIS, ovvero il Comune di Olgiate Molgora. Trasmissione che però o non è mai partita o non è mai giunta a destinazione. Ad ogni modo non si trova. Tardive sollecitazioni hanno fatto sì che solo qualche settimana fa sia stato spedito il materiale del caso. I due anni partono da adesso? Non si capisce. È forse un messaggio in codice del Parco ad Airuno, della serie "noi non abbiamo fretta, non abbiatene nemmeno voi e lasciamo che le cose maturino per tempo"?

 

Il territorio di Brivio è escluso in quanto è uscito dal PLIS nel 2019

Il torrente Tolsera

La cascata della Valle Camoggia

 

BLUFF - La speranza del Parco sembrerebbe tradita dal DUP (Documento Unico di Programmazione) di Airuno, in cui è scritto nero su bianco che dal 1° gennaio 2022 il Comune non corrisponderà più il contributo annuale di adesione al PLIS, di appena 1.500 euro. In un altro frangente del Documento Airuno si considera (erroneamente) già uscito dal PLIS dalla delibera del settembre 2019. Stando a questi dettagli non parrebbe che la Giunta Milani abbia cambiato idea. E infatti l'assessore Claudio Rossi, contattato, avverte: "Entro fine anno usciremo dal PLIS Monte di Brianza". Eppure non è possibile.

L'ingresso al nucleo di Veglio

Serie di balze tra Veglio e Aizurro

 

NON SI SCAPPA - La stessa delibera di Consiglio comunale del 26 settembre 2019 evidenzia che la modalità di recesso è normata dalla DGR n.8/6148 del 12/12/2007. La Regione è chiara su come si fa e impone che il Comune proceda con una Variante al PGT (Piano di Governo del Territorio) da sottoporre a VAS (Valutazione Ambientale Strategica), iter che non è mai stato avviato dall'amministrazione comunale di Airuno. Per fare tutto ciò serve molto tempo e qualche soldo per pagare un urbanista. Un dispendio di lavoro e risorse che contribuisce a frenare le intenzioni della Giunta comunale, volente o nolente.

L'interno della cascina nella frazione di Veglio

 

CAMPA CAVALLO... - In questo paradossale pasticcio, scaturito dall'imperativo post-elezioni del gruppo di Alessandro Milani di uscire dal PLIS senza ascoltare ragione alcuna, a settembre sarà intavolato un confronto tra il Parco del Curone - lo stesso che gestisce il PLIS - e l'amministrazione airunese. C'è da aspettarsi che si sfrutterà il pretesto dell'attesa (e mai raggiunta) applicazione della chimerica Legge regionale n. 28, che dal 2016 promette una riorganizzazione dei Parchi, tra accorpamenti e cambi di gestione, per non fare poi nulla. Si dirà che non conviene muoversi fino a quando la Regione non deciderà quale futuro dare alla Legge n. 28/2016. Per non mancare a un'assunzione di responsabilità, che in politica non guasta, nei prossimi giorni il Comune dovrebbe chiarire gli intendimenti, le tempistiche e le modalità di realizzazione delle scelte, vecchie o nuove che siano.

Il sindaco Alessandro Milani e l'assessore Claudio Rossi

 

RESET - "Attualmente Airuno è inserita nel PLIS per il territorio della frazione di Aizurro, di cui è escluso solo il nucleo abitato - dichiara l'assessore Rossi - Vorremmo che venga cambiata l'impostazione e, pur riconoscendo la cura del Parco per la stabilità del territorio, siamo coscienti del fatto che i boschi non sono più considerati dai proprietari una risorsa come 100 anni fa e versano in condizioni di abbandono. Perciò vorremmo definire delle condizioni meno vincolanti e qualcosa di meno invasivo". Posto che il Parco del Curone non cambierà le sue regole perché lo chiede Airuno, la trattativa verrebbe fissata - si legge tra le righe - sulla possibilità di limare i confini dell'area protetta, togliendo quelle proprietà di privati restii a sottostare alle norme di tutela ambientale. Secondo questo disegno, l'uscita dall'avverso PLIS - gestito dallo stesso soggetto con cui si dialogherà, cioè il Parco con sede a Cascina Butto - sarebbe propedeutica a fare tabula rasa dei confini delle zone protette, per poi fare l'ingresso con diverse superfici nel Parco regionale di Montevecchia e Valle del Curone. Che tuttavia, a rigor di logica, dovrebbe pretendere maggiori elementi di tutela naturalistica e non prestarsi a giocare una partita di Risiko.

 

Si ringraziano Angelica Perego e Valentino Gigri Fumagalli per il prezioso contributo fotografico

Marco Pessina
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