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Scritto Giovedì 19 agosto 2021 alle 18:49

Rocchetta: il santuario chiuso da metà luglio è senza custode. Fiorenzo Mandelli contestato, è costretto a dare le dimissioni

Da metà luglio il santuario della Rocchetta è chiuso. Non per ferie o per lavori ma perchè il suo custode, Fiorenzo Mandelli, è stato sostanzialmente messo alla porta.
Dieci anni di lavoro e passione, che gli hanno anche fatto ottenere il riconoscimento del presidente della repubblica Sergio Mattarella con la nomina a Cavaliere, e hanno portato nelle casse della parrocchia di Cornate 50mila euro di offerte, non sarebbero stati più ritenuti "utili" alla causa e in un incontro del 14 luglio, il parroco don Emidio Rota e altri sette parrocchiani avrebbero fatto l'elenco delle "cose che non vanno".

Fiorenzo Mandelli

Una doccia fredda per Fiorenzo Mandelli che in questi anni ha sempre rendicontato puntualmente l'attività svolta e che non ha potuto fare altro che riconsegnare le chiavi e le ultime offerte ricevute e farsi da parte, non senza muovere altre pedine su altri piani.
Le contestazioni a Fiorenzo sarebbero di varia natura e riguarderebbero sia la gestione del santuario e le modalità di accoglienza dei pellegrini che la manutenzione del luogo.
Stop alle Messe all'interno della chiesa ma solo nel prato dello Stallazzo, previa autorizzazione del parroco; necessità di avere orari di apertura fissi finalizzati al posizionamento di cartellonistica; stop al suono dell'Ave Maria e dell'Angelus del Papa; stop ai lavori di manutenzione fatti in proprio (va arruolata un'azienda a pagamento); via la statua di Leonardo dal piazzale; via la bandiera dell'Italia dalla balconata (posizionata in occasione della vittoria degli Europei); via il nome della Rocchetta dai social (peraltro inserito da alcuni frequentatori del sito e non dal custode).

Tante le visite che in questi anni sono state fatte alla Rocchetta da parte sia di autorità religiose che laiche.
Sopra l'arcivescovo di Milano Mario Delpini, sotto con don Antonio Mazzi

Uscito particolarmente scosso e turbato dall'incontro, che ha vissuto più come un processo, Fiorenzo ha voluto però capire il perchè di tanta ostilità, interpellando anche altre "autorità".
"Questa riunione è stata organizzata nel più completo silenzio. Nulla sapevano e sanno ad oggi, sia i due Vicari, sia il Consiglio Pastorale. Io ho provveduto a contattarli" ha spiegato in una lunga lettera "Voglio sottolineare il trattamento per nulla umano che mi è stato riservato. Non è possibile ignorare una persona, che ha dato dalla pensione a 57 anni ai 70 anni attuali, tempo, passione, risorse infinite per un luogo sacro della comunità, e poi, in una sera, demolire questa persona in un processo, otto contro uno, sapendo bene che sono stimato da moltissimi sacerdoti, dai vicari parrocchiali e da molti membri del consiglio pastorale e della comunità di Cornate, tant'è che si è fatto tutto in silenzio".

In duomo a Milano con il cardinale Angelo Scola

A tutto questo si aggiunge l'amarezza per una comunicazione che sarebbe stata fatta dal parroco durante una messa prefestiva e festiva a Porto d'Adda, parlando di un "malinteso" con il custode del sito che poi si è dimesso.

"Io non cerco polemiche o vendette, ho sempre lavorato con passione per la Rocchetta" ha concluso Fiorenzo "Sono un pensionato volontario che ha sempre lavorato per il bene del Santuario. I giorni di apertura vanno valutati in base al meteo visto il luogo immerso nella natura. Inoltre, sono un volontario e la mia disponibilità va anche in base ai miei impegni. Come posso accettare che altri, in primis il Parroco, prendano le prenotazioni se poi io ci devo andare. Quando don Egidio Moro ha autorizzato l'apertura del Santuario molti anni fa, la chiesina veniva aperta solo alla Festa e la vegetazione cresceva indisturbata. Oggi il Santuario è sempre aperto, accogliente, ben manutenuto. Il mio operato non è andato mai contro agli "amici della Rocchetta", di cui molti membri oggi sono anziani ultraottantenni o defunti, anzi ho proseguito nella cura per questo luogo sacro, e con molti di loro sono amico e apprezzano quanto fatto. Non ho mai allontanato nessuno, ma fa più comodo criticare che venire a lavorare per mantenere in ordine il colle scosceso".

Dopo la riunione Fiorenzo ha consegnato le chiavi della Rocchetta, il 20 ha scritto la lettera di dimissioni e da quel giorno le porte del santuario sono chiuse. I fedeli che vi arrivano possono ammirarne parte della bellezza stando all'esterno e lavorare di fantasia per immaginarne gli interni e la storia.

Lo spazio resta naturalmente a disposizione per eventuali repliche o precisazioni

S.V.
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