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Scritto Martedì 03 agosto 2021 alle 22:15

Ponte S.Michele: presentato lo studio sul traffico di RFI che dà suggerimenti per la viabilità. Ma i sindaci sono prudenti

Sono giunti i primi commenti a caldo sul tanto atteso esito dello studio sul traffico condotto da Rete Ferroviaria Italiana (RFI) in vista della sempre più imminente necessità di realizzazione dei due nuovi viadotti, stradale e ferroviario, in sostituzione del san Michele, il cui destino è ormai segnato a una durata di massimo dieci anni.

Gli ingegneri di Rfi hanno presentato, nel primo pomeriggio di oggi, in videoconferenza, a Regione Lombardia, nelle vesti dell'assessore a Infrastrutture Trasporti e Mobilità Sostenibile, Claudia Maria Terzi, ai consiglieri delle province di Lecco e di Bergamo, e ai sindaci di Paderno d'Adda, Verderio e Robbiate per il meratese i risultati emersi dallo studio della viabilità nell'area in cui pare debba posizionarsi il nuovo viadotto stradale, e dunque a sud del san Michele, lungo la direttrice Calusco-Bergamo.
“I dati raccolti stimano un aumento del traffico leggero tra il 45 e il 60% sull’attraversamento del ponte. E si prevede che il 15% sia rappresentato dai mezzi pesanti, quindi i camion”  (che attualmente sul san Michele non possono passare, ndr)" - ha spiegato il sindaco di Paderno Gianpaolo Torchio. "Al momento le soluzioni proposte da RFI sono quelle di dare maggiore scorrevolezza alla viabilità locale tramite un sistema semaforico intelligente che deve essere pensato e studiato di concerto con gli amministratori locali di Robbiate e Verderio. Soluzione che però non ha pienamente soddisfatto le aspettative di Torchio, "onestamente ci saremmo aspettati uno studio un po' più ampio e approfondito, che tenesse conto anche di evoluzioni future della viabilità. Nonostante sembrerebbe che l'area presa in considerazione sia corretta, ci sembra un quadro che sottovaluta il traffico locale, nei nostri paesi. Inoltre i dati raccolti fanno riferimento a un periodo dell'anno piuttosto recente che non tiene conto, ad esempio, dell'incidenza del trasporto scolastico". Detto ciò, Torchio, si è comunque reputato soddisfatto, visto che dopo l'ultimo incontro del giugno 2020, gli enti locali stanno tornando a essere ascoltati. Nonostante non si sia ancora arrivati a discutere su dove posizionare il nuovo viadotto, Torchio ha tenuto a ribadire, "non si sta costruendo un ponte locale, ma un viadotto che serve per connettere mezzi leggeri e pesanti dall'isola bergamasca, fino al centro metropolitano della Brianza Lecchese".

Gianpaolo Torchio, Daniele Villa, Robertino Manega


Anche il sindaco di Robbiate, Daniele Villa, ha ritenuto opportuno concedersi il tempo necessario per valutare e studiare il materiale che Rfi invierà ai partecipanti dell'incontro. "Ci dicono che il problema possa risolversi con l'installazione di semafori intelligenti. Si sono toccate alcune aree particolarmente critiche come l'incrocio tra via Greppi e via Mario Riva, ma ad esempio al semaforo san Giuseppe abbiamo già attivato il semaforo intelligente e non mi pare che sia cambiato granché". "In merito ai rilievi temporali - riporta sempre Villa - pare che abbiano preso alcuni dati del 2019, e alcuni di metà giugno. Quello che fatichiamo a comprendere è che già oggi il traffico è molto congestionato e l'aumento previsto pare ricada per 2/3 su Verderio e per 1/3 sui comuni di Paderno e Robbiate" dunque, a detta di Villa, è necessario approfondire per poi, nell'incontro previsto per i primi di settembre, richiedere eventuali delucidazioni a RFI, che comunque si è dimostrata molto disponibile.

Dello stesso parere lo è anche Robertino Manega che intende riservarsi di approfondire gli studi condotti prima di esprimersi nello specifico. Resta dell'idea che il traffico non sia certamente indifferente, soprattutto a Verderio, che si trova nel mezzo di diversi punti "strategici" e quindi fortemente congestionati soprattutto nelle ore di punta. "Quanto meno è stato un primo incontro e abbiamo avuto modo di vederci più chiaro sulla situazione complessiva del traffico". 

Massimo Cocchi, consigliere provinciale di Bergamo e assessore al bilancio del comune di Calusco d'Adda, si è invece detto particolarmente soddisfatto degli esiti ottenuti da RFI, proprio perché confermano quanto ha sempre sostenuto: che il nuovo ponte  deve essere posizionato proprio tra Calusco e Paderno d'Adda. "Gli studi sul traffico hanno confermato - ha dichiarato - che il ponte verrebbe utilizzato proprio da chi oggi non può farlo per via delle restrizioni imposte dal viadotto esistente". Il secondo aspetto dello studio farebbe invece emergere che "i nuovi flussi di traffico non andrebbero a compromettere la viabilità in quanto il nuovo ponte, con una scorrevolezza maggiore, non più a un unico senso di marcia, non andrebbe a compromettere maggiormente gli snodi locali. Inoltre questi verrebbero ulteriormente alleggeriti tramite la creazione di opere compensative come un nuovo sottopasso ferroviario alla Sernovella e il sistema di semafori intelligenti". "È inutile continuare a ribadire che il san Michele deve rimanere in vita, il ponte è destinato a morire" ha concluso l'assessore. 

Un intervento "urgente e non procrastinabile" quello del nuovo viadotto come lo ha definito l'assessore Claudia Maria Terzi ma che, secondo lo studio di RFI, non poterà altro traffico. "Il nuovo ponte viario non attrarrà traffico da altre infrastrutture, ma darà risposta alla domanda inespressa di mobilità dei territori interessati, ovvero accoglierà flussi di traffico che attualmente si scaricano su altri Comuni per le limitazioni in essere sul Ponte San Michele. Ribadisco - si legge nel comunicato diffuso - la necessità che le Province di Bergamo e Lecco, così come i Comuni vicini al ponte, trovino un accordo in modo da arrivare a una soluzione e a una decisione condivisa entro il mese di settembre".

Insomma a settembre secondo l'assessore Terzi ci si dovrà sedere ad un tavolo con una soluzione pronta e condivisa, per poi partire spediti con la progettazione e tutto quanto ne consegue. Ma la preoccupazione degli amministratori locali è tanta e forse tutto non è ancora così ben chiaro.

F.Fu.
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