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Scritto Lunedì 02 agosto 2021 alle 19:20

La Valletta: affetta da sclerosi, 'salta' un appuntamento e una raccomandata le paventa la sospensione di invalidità e della 104

Tamara Fumagalli
La vita, per una persona invalida, è spesso un percorso tortuoso, costellato da ostacoli che rendono difficile compiere anche le azioni che per qualcuno possono essere banali. Lo sa bene Tamara Fumagalli, insegnante di La Valletta Brianza, che tra l'amore per la famiglia, il lavoro e i viaggi affronta la vita sorridendo nonostante la diagnosi di sclerosi multipla che l'ha costretta su una sedia a rotelle. Solo qualche mese fa, Tamara si era trovata ad affrontare una lunga odissea per ricevere la prima dose di vaccino, rimandata più volte a causa di lungaggini amministrative e impedimenti vari. Qualche giorno fa, a distanza di qualche mese soltanto, un'altra novità: di rientro dalle vacanze, ad attenderla ha trovato una raccomandata con ricevuta di ritorno da parte dell'INPS che le comunicava che la sua invalidità e i conseguenti indennizzi - tra cui la 104 - erano stati sospesi. La causa? L'aver mancato un appuntamento con il medico legale per una visita, in programma, secondo i documenti, per lo scorso 2 luglio, ma per la quale Tamara non era mai stata convocata nè ne aveva avuto informazione.
Ma partiamo dall'inizio: come abbiamo raccontato in questo articolo, la diagnosi di sclerosi multipla è del 2004. Un anno dopo, già trovandosi a convivere con non poche difficoltà deambulatorie, Tamara si era recata presso gli uffici dell'INPS di Merate, dove dopo numerose visite le avevano assegnato un'invalidità del 60%. "Qualche anno dopo, in seguito alla revisione, mi è stata aumentata al 67%, nonostante allora camminassi già a fatica" ha raccontato con amarezza. Per molto tempo si è dunque 'accontentata' di quella classificazione, finchè una volta scaduta anche questa seconda revisione è stata convocata negli uffici di Lecco per un nuovo accertamento. "Lì, i dottori vedendo il verbale sono rimasti allibiti per la percentuale di invalidità che mi era stata assegnata, decidendo subito di rivedere la cosa e di darmi il 100%" ha proseguito. Sei anni fa, quindi, l'insegnante si è finalmente vista riconoscere quanto le spettava, con i conseguenti 'benefici' apportati dalla legge 104, che sancisce i diritti e le agevolazioni a cui le persone disabili e i loro famigliari hanno diritto.
Lo scorso 30 giugno, questo verbale datato 2015 era in scadenza. Solitamente è l'INPS che contatta gli interessati, e così è stato. Il 2 giugno, Tamara ha ricevuto un SMS dall'Istituto di Previdenza, dove le veniva chiesto di inviare la documentazione relativa ad una visita fisiatrica aggiornata all'indirizzo del medico legale. Prontamente, i file sono stati spediti e il dottore incaricato le ha dato riscontro positivo sull'avvenuta ricezione.
Il tanto atteso momento delle ferie è arrivato, e Tamara un paio di settimane fa è partita con la sua famiglia. Rientrata, la doccia fredda di vedersi revocata l'invalidità.
"Nella raccomandata che ho ricevuto c'era scritto che se entro 90 giorni non avessi presentato una motivazione l'invalidità sarebbe stata annullata, così come ogni indennizzo. Stamattina di buon'ora mi sono dunque presentata allo sportello dell'INPS, dove ad attendermi ho trovato un addetto alla vigilanza particolarmente gentile" ha raccontato. L'uomo, ascoltata la sua storia, si è offerto di svolgere gli accertamenti, ed è tornato dandole un indirizzo a cui inviare una lettera spiegando quanto accaduto. "Appena sono rientrata a casa ho provveduto, e dopo meno di 15 minuti mi è stato risposto". La replica ha lasciato Tamara senza parole: l'Istituto, infatti, le ha comunicato di ignorare la lettera ricevuta via raccomandata, in quanto si tratta di una missiva inviata di prassi agli utenti in attesa della "messa a regime" del nuovo verbale.
Profondamente amareggiata e umiliata, la docente ha voluto raccontare la sua storia, non per dar mostra di sè e della sua malattia quanto più per invitare tutti coloro che si trovano nella medesima condizione a denunciare l'accaduto. "Mi ha fatto rabbia non il trattamento in sè, ma aver visto che se la prendono con chi cerca di sopravvivere tra la burocrazia e le difficoltà quotidiane" ha commentato, ricordando che gli indennizzi che l'invalidità le concede non servono certo per vizi ma per pagare le cure mediche e fisioterapiche e le medicine per trattare la sclerosi, che in Italia hanno un costo molto alto. Con la solidarietà che la contraddistingue, Tamara ha pensato non solo a se stessa ma a tutti gli anziani, i disabili o gli stranieri in difficoltà: "Cosa si può fare di fronte a questi atteggiamenti  che complicano una vita già di per sè complicata?".
Oggi, Tamara ha avuto il suo lieto fine: adesso la sua invalidità non avrà più bisogno di essere revisionata, ma l'assegnazione della legge 104 sarà da rivedere nel luglio del 2022. L'ennesima beffa di un sistema lungo, tortuoso e doloroso, che a volte è più difficile da affrontare della malattia stessa.
G.Co.
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