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Scritto Venerdì 23 luglio 2021 alle 18:37

Airuno: botta e risposta sul caso Gilardi

Prosegue il botta e risposta tra il sindaco di Airuno Alessandro Milani e il Comitato per la Liberazione Carlo Gilardi, che contesta al primo cittadino il mancato invito al professore alla cerimonia inaugurale del parco inclusivo, prevista per domani, 24 luglio.
Di seguito la missiva con cui Milani ha risposto all'accusa (CLICCA QUI per leggere l'articolo) e sotto la risposta del Comitato, che non si è fatta attendere.

 

Aspettavamo con speranza la risposta del Sindaco di Airuno. La nostra lettera non era accusatoria, e tutti potranno verificarlo rileggendola, essendo stata pubblicata sui giornali. Era una lettera di sollecitazione a che Carlo Gilardi domani potesse respirare l'aria calda del suo amato terreno donato ai concittadini, avendoli vicini, rinfrancandosi grazie ai loro sorrisi, che gli mancano da mesi ormai. E con lui la sorella.
La risposta è arrivata, tempestiva, il giorno dopo, eppure vaga, che diceva, senza dirlo apertamente, che Carlo non ci sarà.
Il Sindaco rispondeva, infatti, di essersi posto la questione, di essersi confrontato a lungo con l'amministratrice di sostegno, e che sarebbe andato a far visita al sig. Carlo, e di avere invitato la sig.a Giuseppina. Buone intenzioni senza dubbio, ma il sig. Carlo domani sarà presente o no all'inaugurazione?
Non ci siamo fidati della nostra interpretazione di quella lettera di risposta un po' ermetica, e allora abbiamo riscritto al Sindaco.
Ecco la lettera:
"Preg.mo Sig. Sindaco,
riscontro, a nome del Comitato, Sua comunicazione di risposta pervenuta in data odierna e La ringrazio per la sollecitudine oltre che per l’iniziativa di avere conferito sull’argomento con l’amministratore di sostegno, avv. Elena Barra.
Tuttavia, leggo di un confronto ma non dell’esito di esso, che conseguentemente temo debba presumersi negativo.
Le chiedo, pertanto, ragguagli in merito e, nel caso in cui la partecipazione del sig. Carlo sia stata
esclusa, di conoscere le motivazioni che hanno condotto a tale decisione.
Il sig. Carlo, che da mesi non può incontrare nessuno, sarà senz’altro lieto della Sua visita. Purtroppo, però, per quanto Lei sia il primo cittadino, non potrà portare al sig. Carlo l’affetto e la riconoscenza degli altri concittadini in carne, ossa e anima. E dunque la Sua visita, senz’altro apprezzabilissima, non potrà avere lo stesso valore emotivo ed esistenziale di una partecipazione effettiva all’inaugurazione.
Ma, soprattutto, il sig. Carlo non potrà muovere neppure un passo nel nuovo parco, quel parco che
proprio lui e la sorella hanno reso possibile: rimarrà chiuso nella rsa, coartato nella sua libertà personale che è un diritto assoluto garantito dalla Costituzione, non potrà respirare all’aria aperta osservando gli alberi piantati nella sua terra, quella terra che tanto ama (e il presente è d’obbligo!). Il Comitato si compiace poi per l’invito rivolto alla sorella del sig. Carlo e Le chiede di sapere se la stessa parteciperà personalmente all’inaugurazione.
Rimango in attesa di Suo cortese riscontro alla presente.
Con i migliori saluti Avv. Rita Rossi"
Ad oggi, venerdì pomeriggio, nessun riscontro è arrivato. E il silenzio è stato interrotto soltanto dalle dichiarazioni rese dal Sindaco stesso alla stampa. Dichiarazioni risentite: "Non avevo bisogno del Comitato per ricordarmi di invitare i fratelli Gilardi". Vero, verissimo. Tuttavia, l'obiettivo del Comitato non era soltanto l'invito ma anche la partecipazione di Carlo e della sorella all'inaugurazione.
Dunque, non sappiamo che cosa abbia determinato il Sindaco e, prima ancora di lui, l'amministratrice di sostegno, a decidere di non consentire al sig. Carlo di incontrare i propri concittadini domani all'inaugurazione.
Quale la paura che ha potuto far prendere una decisione così duramente custodialista, così ignara che esistono valori come la dignità personale e la libertà? La paura che il sig. Carlo, novantenne, si dia alla fuga? O venga rapito da qualcuno? O magari raggiunto da chi lui considerava un figlio ma che è stato stabilito essere un delinquente? O, più semplicemente, la paura delle parole che il sig. Carlo potrebbe pronunciare?
Ma, ci chiediamo, l’amministratore di sostegno lo sa che l’amministrazione di sostegno è in grado di fronteggiare ogni rischio al punto che non serve a nulla rinchiudere le persone?

Comitato Libertà per Carlo Gilardi

 

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