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Scritto Mercoledì 21 luglio 2021 alle 18:16

Retesalute: vertice liquidatori-segretari comunali per i debiti (fuori bilancio) chiesti ai comuni soci per proseguire l’attività

La sede di Retesalute
Quella di domani potrebbe essere la giornata più lunga per il futuro di Retesalute. Alle 10 il Collegio dei liquidatori presieduto dal dottor Ciro D’aries, incontrerà in Municipio a Merate i segretari comunali delle 28 amministrazioni pubbliche, che altro non sono che i soci dell’Azienda speciale che si occupa del welfare nel Meratese e Casatese. L’incontro è stato sollecitato dagli stessi funzionari comunali dopo che il Collegio ha inviato nelle scorse settimane ai comuni soci “il conto” da pagare, a conguaglio dei servizi usufruiti e sottopagati a causa di tariffe inferiori rispetto al reale costo.  Complessivamente poco meno di quattro milioni di euro (VEDI ARTICOLO).
A storcere il naso di fronte a tale richiesta sono stati appunto i segretari comunali che già in passato avevano - c’è chi sostiene inspiegabilmente - respinto l’analoga proposta, che prevedeva appunto il riconoscimento del debito fuori bilancio, di fatto portando a dopo un anno e mezzo dallo scoppio dello “scandalo”, al commissariamento dell'Azienda. Difficile quindi fare previsioni sull'esito dell'incontro. Di certo è che se non si dovesse giungere a un accordo e i segretari dovessero restare sulle loro posizioni, per Retesalute si profilerebbe la chiusura. E in tempi anche estremamente rapidi.
Il pagamento da parte dei comuni di quanto dovuto, in base alla ricostruzione contabile effettuata dalla Dbo, consentirebbe invece all'Azienda di poter proseguire l’attività, stante la drammatica situazione finanziaria che Retesalute sta vivendo giorno per giorno.
Da parte loro i segretari ritengono irragionevole riconoscere il debito fuori bilancio e pagare a fronte di una semplice richiesta e non di un atto ufficiale, quale una sentenza del Tribunale. Per contro va ricordato che il presidente del Collegio dei liquidatori nella sua lettera aveva scritto chiaramente che i poco meno di quattro milioni di euro richiesti altro non sono che le somme “che i soci di Retesalute non risultano aver corrisposto durante i diversi esercizi ai sensi e per gli effetti degli obblighi convenzionali e statutari imposti in capo ai soci medesimi”.
E non solo: “A corredo di tale riconoscimento legittimo, potranno essere allegati tutti i dossier e le denunce presentate a dimostrazione della reale situazione contabile aziendale”.
Una strada, quella suggerita da D’Aries, che però ha suscitato non poche perplessità e resistenze da parte dei segretari comunali, che già in passato avevano appunto avuto modo di esprimere la propria contrarietà a questa soluzione, quando era stata prospettata dalla coppia di esperti composta da Munafò e Ferrari.
Da parte sua il presidente del Collegio dei liquidatori sulla carta dovrebbe poter contare sull’asse di ferro instaurato con la dottoressa Maria Vignola, segretaria comunale di Merate che ha sostenuto a spada tratta con il sindaco Massimo Panzeri la strada della liquidazione della società, ma soprattutto la scelta di affidarsi anima e corpo al dottor Ciro D’aries.
Certo è che se all'ultima assemblea dei sindaci dello scorso giugno la situazione finanziaria di Retesalute era difficile, con il passare dei giorni è divenuta drammatica, al punto che l'Azienda speciale potrebbe essere costretta a chiedere un “prestito” all'Ambito distrettuale, che dispone di una cospicua liquidità, per poter proseguire l’attività.
Una soluzione potrebbe essere quella di considerare il pagamento di quanto richiesto da Retesalute una sorta di “prestito-ponte” in attesa che la giustizia faccia il suo corso, stabilendo quanto realmente devono i comuni all’Azienda speciale, ma soprattutto accertare se ci sono responsabilità e chiamare eventuali colpevoli a rifondere i danni.
In tal senso nei giorni scorsi il Collegio liquidatori ha dato mandato al proprio legale di depositare presso la Cancelleria del Tribunale di Lecco una richiesta di messa in mora cautelativa dei beni mobili e immobili, nei confronti dell’ex direttore generale Simona Milani e della responsabile amministrativa Anna Ronchi.
Nell'atto vengono anche elencati una serie di costi che secondo il Collegio dei liquidatori Retesalute ha dovuto sostenere a seguito della situazione contabile venutasi a creare, tra cui diverse consulenze e il costo dello stesso Collegio di liquidazione fissato in 140 mila euro.
Tornando alla riunione in programma per domani, non sono esclusi colpi di scena, anche perché sembrerebbe che i segretari comunali, salvo rare eccezioni, siano intenzionati a fare fronte comune.
Una domanda però sorge spontanea: ma l'ultima parola non dovrebbe spettare ai primi cittadini?
Per conoscere la risposta dovremo aspettare il 29 luglio, quando a riunirsi sarà l'Assemblea dei sindaci e il Collegio dei liquidatori.
Angelo Baiguini
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