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Scritto Lunedì 19 luglio 2021 alle 13:53

Cernusco: un tuffo nel passato ricordando il mondiale del 1982 coi suoi protagonisti

Dall’oratorio al Bernabeu”. Una serata all’insegna del calcio italiano e nel ricordo del mondiale del 1982, quella organizzata dal comune di Cernusco Lombardone e l’oratorio san Luigi nel giardino della canonica sabato 17 luglio. “Abbiamo voluto chiudere il ciclo Europei e vittoria dell’Italia con una serata dedicata al calcio italiano, - ha detto il sindaco di Cernusco Giovanna De Capitani -. Grazie ai ragazzi dell’oratorio, a don Alfredo e tutti coloro che hanno collaborato per rendere possibile questo evento.”



La sindaca Giovanna De Capitani


Adalberto Scemma e Saturno Brioschi
La prima parte della serata è stata incentrata sulla presentazione del libro “Gli Invincibili di Bonimba”, pubblicato nel 2016 per A.S.S. Editore, e scritto da Adalberto Scemma, ex-giocatore e giornalista sportivo nato a Mantova nel ’42. A conversare con lo scrittore è stato Saturno Brioschi, attore e agente letterario. Il libro, come anticipa il titolo, racconta fatti e aneddoti degli Invincibili: la squadra dell’oratorio San Egidio di Mantova allenata da Massimo Piccini, che dal 1956 al 1958 vinse ogni partita, trascinata appunto da Roberto “Bonimba” Boninsegna e dallo scrittore Adalberto Scemma. “A quei tempi, - ha ricordato Scemma - se uno voleva giocare, esistevano solo le squadre dell’oratorio, e le maglie andavano solo dall’1 all’11”.



Alessandro Pilloni e sotto Andrea Santonastaso




Così lo scrittore si è lasciato andare a piccole storie sulla sua vecchia squadra e i suoi compagni, raccontando simpatici aneddoti, come ad esempio il fatto che era proprio lui il ‘bomber’ della squadra a segnare più gol, e non Boninsegna. Quindi, Scemma ha ricordato di quel calcio spartano e fisico, in cui non c’era spazio per schemi, ma le giocate e i gol arrivavano solo con lanci lunghi e la velocità dei giocatori. Tra gli episodi raccontati, quello in cui Giancarlo Fornasari venne convocato per giocare come ala sinistra, invece che a destra come suo solito e che, quando si diede malato per saltare la partita e venne poi visto passeggiare sotto i portici a Mantova, venne escluso dalla squadra.




Citati poi episodi di Bruno “Nacka” Scardeoni, oggi uno dei massimi esperti d’arte del ’600 -’700, che ai tempi si ispirava al “Nacka” Skoglund dell’Inter. Per concludere, Scemma ha parlato anche del CT della Nazionale Roberto Mancini e della grande impresa compiuta all’Europeo, elogiando poi Jorginho, che a suo parere è stato colonna portante della squadra.
Saturno Brioschi, salutando, ha chiamato a sorpresa Simone Leo, primo ultramaratoneta italiano ad aver finito tutte e sette le gare considerate più lunghe e dure al mondo, e ha ricordato che Simone nel 2019 ha pubblicato il libro “Spostando il limite”. Invitato sul palco anche Mimmo Ciaccia, di “Bici e solidarietà”, che a breve pubblicherà il libro “Superman ha una Graziella”, il cui ricavato sarà devoluto alla Fondazione Nadia Toffa.




A sinistra Mimmo Ciaccia e sotto Simone Leo


Quindi la serata è proseguita con lo spettacolo “La pugna e la pipa”, in cui i due attori teatrali bolognesi appassionati di calcio - detti ‘calciattori’ - Andrea Santonastaso e Alessandro Pilloni (autore della sceneggiatura) hanno portato in scena le emozioni vissute durante il ‘Mundial ’82’. “La pugna è quella di Bearzot e la pipa è quella di Pertini. Portiamo in giro per l’Italia questo spettacolo ormai da 9 anni, - hanno raccontato gli attori prima di salire sul palco - Per noi quello dell’ ’82 rimane il Mondiale più bello e che ci ha regalato più emozioni, ma è giusto che in base alla propria età, ognuno abbia a cuore il ‘suo’ mondiale. A livello di valori e principi portati in campo però, anche l’Italia di questo Europeo ricorda per certi versi quella dell’ ’82. Lo spettacolo è dedicato a Paolo Rossi, grande protagonista di quel mondiale, che ci ha lasciato recentemente”.
Quindi gli attori sono saliti sul palco e attraverso la cronaca del tempo hanno riportato frasi e citazioni realmente dette e scritte dai giornalisti dell’epoca, che diedero per sconfitta la Nazionale Italia fin dal principio e che dovettero poi ricredersi.
E.Ma.
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