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Scritto Sabato 10 luglio 2021 alle 09:28

Grazie agli ''angeli'' del Di.Fra, nostro padre ha vissuto con dignità i suoi ultimi giorni

Gianlorenzo Scaccabarozzi
direttore del Dipartimento Fragilità dell'ASST Lecchese
Non è facile parlare di papà, da quando l'11 Giugno è successo quello che non avremmo mai voluto... ma in questo caso lo faccio volentieri, perchè quando nella malattia e nella sofferenza si incontrano degli angeli, è doveroso e confortante esprimere loro tutta la gratitudine possibile!

Non starò a raccontare un anno di calvario; partirò dall'epilogo, quando il 6 Giugno firmiamo affinché papà, ricoverato presso il Mandic di Merate, venga dimesso: ormai i farmaci e le cure tentate non sortiscono più alcun effetto e da qualche giorno i medici hanno iniziato la terapia con la morfina.

Per essere adeguatamente seguito a casa, papà necessita di assistenza medica e infermieristica, perciò chiediamo l'attivazione dei palliativisti ed è proprio al Dipartimento Fragilità che incontriamo alcune persone speciali, quelle persone che entrano solo per pochi giorni nella tua vita, ma lasciano un segno profondo e indelebile, persone che quotidianamente convivono col dolore e la sofferenza degli altri e gestiscono situazioni emotive delicate e pesanti.

Dalla data delle dimissioni e fino all'11 Giugno papà è stato seguito con professionalità e competenza inimmaginabili, unite a cure amorevoli e a un'infinita sensibilità: sguardi rassicuranti, sorrisi, gesti delicati e inaspettati... tanto che guardando la dottoressa e l'infermiera interagire con papà, ho avuto la consolazione di non vedere un paziente nel suo letto di casa ma una persona bisognosa di cure assistita come meglio non si poteva!

Queste professioniste meravigliose hanno un nome (purtroppo i cognomi non li ricordo): la Dottoressa Fiorella e l'Infermiera Angela, alle quali rivolgiamo un grazie che sarà per sempre, unito a un senso di profonda gratitudine per avere accompagnato con amorevolezza ed estrema cura il papà nei suoi ultimi giorni, per averlo fatto sentire non un malato ma una persona piena di dignità e meritevole di ogni attenzione; un grazie per avere accompagnato anche noi, figlie e moglie, e averci costantemente rassicurate in un percorso difficile, che grazie a loro abbiamo vissuto con maggiore serenità.

Un abbraccio a tutto il personale del DiFra
Infinitamente ed eternamente grate!
Nuccia e Daniela Brambilla, Fiorella Galbusera
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