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Scritto Lunedì 05 luglio 2021 alle 16:18

Mandic: il ministro Roberto Speranza visita il dipartimento di fragilità e incontra gli operatori. ''Investire sulla prossimità''



Il ministro Roberto Speranza all'arrivo al san Leopoldo Mandic

E' durata all'incirca un'ora e mezza la visita del ministro alla salute Roberto Speranza all'interno della palazzina del dipartimento fragilità dell'ospedale Mandic di Merate. Se ci si aspettava forse un “sopralluogo” veloce e di cortesia, ci si è dovuti ricredere.
Il ministro, infatti, ha voluto conoscere ogni settore facendosi spiegare punto per punto il funzionamento di questo che è un fiore all'occhiello per la sanità territoriale e in particolare per il meratese dove ha mosso i primi passi.


Ad accogliere l'autorità sono stati gli stessi operatori schierati sul piazzale all'esterno della sede e che, dopo i saluti di rito, hanno spiegato il funzionamento della diagnostica per immagini a domicilio, sia per le radiografie che per le ecografie. Macchinari che sono caricati su un furgone che raggiunge il malato direttamente a casa, senza costringerlo a spostamenti spesso faticosi e scomodi.


Speranza accompagnato poi dal direttore del reparto, dottor Gianlorenzo Scaccabarozzi, ha visitato i vari uffici e ascoltato con attenzione le spiegazioni che i diversi operatori interpellati hanno fornito sulle mansioni svolte, le procedure utilizzate, pregi e funzionalità del servizio.
Oltre 200, infatti, sono coloro che operano per questo reparto, raggiungendo il “fragile” e fornendo a lui e alla famiglia la migliore assistenza e cura possibili. Un percorso che da anni è presente sul territorio (nel 2010 l'amministrazione di Andrea Robbiani gli aveva conferito la benemerenza civica, ndr) e che si è distinto per lungimiranza e qualità, andando a svilupparsi e a migliorare negli anni.



Al termine della visita Roberto Speranza ha ribadito la necessità di “investire sul sistema sanitario nazionale. Dobbiamo valorizzare la parola prossimità, che è la chiave del rilancio del sistema. La casa deve essere il primo luogo di cura, bisogna investire dunque sull'assistenza domiciliare e sugli ospedali di comunità. Il sistema sanitario deve farsi carico dei problemi delle persone e andare dove questi problemi ci sono. È necessario fare rete e valorizzare le esperienze migliori tenendo assieme il lato più classico del medico che viene a casa con quello delle nuove tecnologie che rappresentano un valore straordinario”.
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Interpellato sul ricorso presentato da alcuni operatori sanitari circa l'obbligo vaccinale, il ministro ha ribadito la bontà della scelta fatta rimarcando che “la vaccinazione è la vera e più importante arma che abbiamo per chiudere questa stagione che purtroppo non è ancora finita”.

La visita si è poi conclusa all'ospedale Manzoni di Lecco.
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