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Scritto Lunedì 05 luglio 2021 alle 10:09

Merate: dopo 40 anni la Cooperativa Roseda dona al comune il centro tennis. Una storia iniziata nel 1980 con 11 appassionati




L'ingresso del centro tennis di via Matteotti

Il prossimo 17 settembre 2021 scadrà il diritto di superficie “ad aedificandum” della durata di quarant'anni tra la “Cooperativa Roseda centro tennis Merate” e l'amministrazione comunale. Da quella data la cooperativa avvierà le pratiche per la liquidazione e lo scioglimento (si prospetta entro la fine dell'anno) e il comune automaticamente rientrerà in possesso non solo dei terreni, dei fabbricati e dei campi da tennis sopra costruiti ma anche di tutte le attrezzature di cui negli anni il centro si è dotato. A deciderlo è stata l'assemblea soci che si è riunita lo scorso 25 giugno e che ha preso atto del percorso dei prossimi mesi, così come da convenzione firmata il 24 settembre 1981.




LA STORIA

Era il novembre 1979 quando il primo gruppo di appassionati tennisti si ritrova per “costruire” qualcosa assieme. In città, infatti, non esisteva al alcun campo per la pratica di questo sport e ci si doveva affidare ad altre strutture anche fuori provincia. Erano i tempi però della voglia di fare, di quella intraprendenza che diede vita a tante realtà e iniziative tuttora esistenti.


L'atto costitutivo della società cooperativa (Clicca sull'immagine)

Il 1° febbraio 1980 11 soci costituiscono davanti al notaio Modesto Bosisio la cooperativa con lo scopo di costruire un centro sportivo e diffondere la pratica del tennis, si tratta dei signori Galbusera Luigi, Albani Alberto, Sala Guido, Gargantini Francesco, Galbusera Giovanni, Rusconi Paolino, Argentini Giovanni, Ghisleni Renzo, Bianchi Giovanni, Altrocchi Mario e Galbusera Valentino.


Immagine del centro tennis Roseda del 1986

“La società” si legge nell'atto costitutivo “ha per oggetto la costruzione e l'esercizio di campi sportivi, soprattutto da tennis, coperti e scoperti, nonché la promozione di tutte quelle iniziative volte al miglior utilizzo del tempo libero dei soci. La società potrà assumere convenzioni con le direzioni didattiche e scolastiche onde i figli dei soci e le scolaresche possano usufruire negli idonei orari diurni degli impianti sportivi stessi traendone giovamento fisico e morale”.



La convenzione firmata davanti al notaio Bosisio (Clicca sull'immagine)

Dopo una serie di concertazioni si decide di rivolgersi al comune per la realizzazione della struttura e il 24 settembre 1981 si firma la convenzione per “la realizzazione di impianto tennistico” tramite la costituzione di un diritto di superficie ad aedificandum della durata di quarant'anni.
L'area si trovava nell'attuale via Matteotti ed era di proprietà delle famiglie Colnaghi e Colombo. I terreni allora agricoli furono acquisiti bonariamente.
Si trattava delle aree individuate a catasto dai mappali n. 473 (ettari 0,44), n. 474 (ettari 0,33), n. 471 (ettari 0,48) per un totale di 13mila metri quadrati.




In base all'accordo la Cooperativa Roseda (il cui nome, racconta la tradizione, derivasse dal fatto che in quell'area la rosa dei venti era perfettamente rispettata) si impegnava a costruire il centro con sette campi da gioco in terra battuta e in duro, una palazzina con servizi, spogliatoi, locale bar, locale centrale termica, salone riunioni, abitazione del custode e tettoia, disimpegni vari, parcheggio, spazio per allenamento al muro, zone alberate. Oltre a questo erano previste agevolazioni per le fasce di età giovanile.
Per raccogliere i fondi il presidente Paolino Rusconi ed il Vicepresidente Valentino Galbusera fanno la “questua” porta a porta spiegando alle persone il progetto e chiedendo loro una adesione.
68 capifamiglia sottoscrivono una quota da 25.000 lire collegata a un prestito infruttifero da 475.000 lire. C'è chi sborsa 500.000 lire e chi addirittura 7 milioni. Ciascuno con le sue possibilità dà una mano concreta, credendo al progetto e alla sua bontà. Si arriva così a raccogliere una liquidità di 160 milioni di lire e da qui si parte con la costruzione.
Il primo maggio 1982 c'è il taglio del nastro: sei i campi realizzati e due i rustici ristrutturati. Presente alla cerimonia il sindaco cav. Giuseppe Ghezzi, l'assessore allo sport dr. Luigi Galbusera, il capogruppo ing. Luigi Zappa, il vicecapogruppo Giovanni Battista Albani, l'assessore ai lavori pubblici Roberto Milani, Andrea Colombo e poi l'ing. Mino Ripamonti e il tecnico Angelo Mauri.




Per la città è un vero evento perchè in zona nessuno può vantare un impianto simile.
Tra le aziende che hanno collaborato alla costruzione vanno ricordate La Termotecnica, Comi Cesarino per gli impianti elettrici, la Mandelli Scavi, Carcano&Fumagalli per la palazzina, Copri Scopri, Plasteco, Cereda Valter.
Primo presidente della società, che risulta affiliata alla Federazione Italiana Tennis dal 1982 con campi omologati, è Paolino Rusconi che resta in carica dal 1980 al 1997, gli succede fino al 2002 Giovanni Bianchi e fino ad oggi il dr. Luigi Galbusera.
All'inizio degli anni Novanta la società raggiunge il massimo fulgore toccando quota 450/500 frequentatori dell'impianto e si fatica a trovare i campi liberi dove giocare. Si disputano competizioni nazionali, regionali, under 12/14/16, coppa Italia, coppa Lombardia, veterani. Diventa un centro di addestramento tennis con oltre 100 ragazzi iscritti ed è precursore dando vita a un gemellaggio con un circolo in Germania e organizzando la 24 ore no-stop di tennis.
Nel 2012 subentrano difficoltà di gestione e si decide di fare un affitto di azienda che all'01/01/2013 viene concesso all'ASD circolo tennis Roseda, con scadenza al 16 settembre 2021. Una scelta finalizzata a preservare i posti di lavoro che riguardano più famiglie.


Veduta aerea del centro tennis Roseda allo stato attuale


IL “DOMANI”

In vista della scadenza della convenzione il prossimo settembre, il Sindaco con l’architetto Ramona Lazzaroni hanno effettuato l’11 giugno scorso un sopralluogo a natura ricognitiva per verificare la consistenza dei beni di cui diventerà proprietario esclusivo ed in data 23 giugno la Giunta ha proceduto con l’accettazione di arredi e attrezzature.
La cooperativa lascia un patrimonio che negli anni è cresciuto ed è diventato un valore sicuramente appetibile sul mercato, in forza del lavoro prestato gratuitamente da Soci, volontari e dall’autofinanziamento maturato negli anni.
Dal 1991 ad oggi la società ha corrisposto tra ICI e IMU 281mila euro. Ad oggi il valore catastale del centro tennis è di 1.992.000 euro mentre il valore storico degli investimenti fatti si aggira attorno agli 860mila euro.
Attualmente i soci della Cooperativa sono 85 (con la cessione ai figli ed eredi e nuovi ingressi si è arrivati fino a 142).
Mentre il capitale sociale di 3.705,58 euro sarà restituito ai soci in base alle quote pari a 12,91 cadauna (il prestito infruttifero era già stato restituito alla fine degli anni Ottanta), la liquidità come ha deliberato l’assemblea su proposta del CdA (presidente Luigi Galbusera, vicepresidente Valentino Galbusera, consiglieri Daniele Galbusera, Guido Sala, Alberto Albani) sarà data in beneficenza.
Ora la palla è in mano all’amministrazione che, una volta acquisito il bene, dovrà decidere cosa farne. Presumibilmente si andrà alla ricerca di una società disposta a gestirlo per poter continuare la valorizzazione portata avanti negli anni dell’impianto.
Quanto realizzato quarant’anni fa è stata un’espressione del concetto che verrà coniato solo tempo dopo di “sussidiarietà”: la collaborazione fattiva tra pubblico e privato che si è rivelata vincente, mettendo un bene a disposizione della comunità.
S.V.
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