Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 429.764.360
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Venerdì 02 luglio 2021 alle 10:36

Montevecchia: nel cuore del centro di ricerca dove nascono le innovazioni più avanzate come lo scanner a bassa radioattività

Elemaster, una vera e propria fabbrica di idee. E' stato l'ingegner Claudio Accorsi ad aprire la “scatola della meraviglie” illustrando alcuni dei “prodotti” più significativi targati Elemaster e costati lunghi anni di studi e ricerche. Ma i risultati sono a dir poco strabilianti...
Così abbiamo appreso che dal 2022 le carrozze dei treni non saranno più unite dagli enormi ganci in ferro che siamo abituati a vedere, ma “accoppiate” attraverso segnali radio e campi magnetici. Tutti qui? No, perché questo consentirà ad un computer di comporre in autonomia,  attraverso un programma denominato Ror (Robot on rail), i convogli di ogni treno predisponendo un numero di carrozze adeguato alle prenotazioni, evitando così convogli semi vuoti o stracolmi di passeggeri.

L'ingegner Claudio Accorsi


Ma è il settore medicale quello dal quale sembrano arrivare le novità più sensazionali. Si va da un apparecchio per la ricerca delle metastasi nel sangue ad un robot in grado di stabilire la dose chemioterapica adeguata al paziente, analizzando 200 mila cellule in 24 ore. Per non parlare dei robot collaborativi che lavorano a stretto contatto con le persone e che grazie alla pelle digitale che li riveste interagiscono in base alle sollecitazioni tattili che ricevono, siano queste una carezza piuttosto che un colpo.


L'ingegner Gualtiero Magni

L'ingegner Gualtiero Magni ha invece riportato i presenti con la memoria al 22 marzo del 2020, quando in piena pandemia una serie di coincidenze impedirono al professor Cristiano Galbiati, originario di Casatenovo ma ormai stabilmente negli States e più precisamente nel New Jersey, dove insegna Fisica all'Università di Princeton, di prendere il volo verso l'America. Fu proprio in quel giorno che vennero gettare le basi per creare il Ventilatore Meccanico “Milano”. Una vera e propria corsa contro il tempo che grazie alla disponibilità di Elemaster ma soprattutto di Gabriele Cogliati ha permesso di arrivare in soli 42 giorni dalla concezione del progetto all'approvazione dell'Fda.
“Da marzo ad ottobre del 2020 - ha sottolineato il professor Galbiati - c'è stata una pletora di tentativi di realizzare dei respiratori. Quello costruito grazie all'Elemaster è stato l'unico ad entrare in produzione vera e propria. Ne sono stati realizzati diverse migliaia – 7.300 sono stati spediti in Canada - e acquistati dal governo canadese per far fronte all'epidemia. E molto probabilmente visto che il Canada si è reso conto di averne acquistati più di quanti ne servissero, verranno trasferiti all'Africa Center For Disease Control che li metterà a disposizione degli ospedali africani dove c'è una grandissima penuria di apparecchiature medicali”.

CLICCA QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO DI MARZO 2020
Lomagna: 80 ricercatori italiani e americani con Elemaster per testare un prototipo di respiratore per i pazienti Covid Gabriele Cogliati: ''Un unico obiettivo, salvare vite umane''

 

Il professor Cristiano Galbiati


Ma la vera sorpresa è stata tenuta per la fine dell'incontro, quando la parola è nuovamente passata al professor Cristiano Galbiati, che dallo scorso anno sta continuando a collaborare con Elemaster.
Con il supporto di ricercatori, ingegneri e medici, in Elemaster si sta studiando la creazione, nel sito di Montevecchia, del primo prototipo di scanner positron emission tomography di nuova generazione. E' un'apparecchiatura che avrà una sensibilità fortemente incrementata rispetto a quelle che troviamo nei nostri ospedali e che permetterà soprattutto di abbattere di dieci o venti volte la dose radioattiva che viene data ai pazienti che si sottopongono a questo esame. E' un'indagine fondamentale perché il chirurgo prima di aprire il paziente vuole sapere cosa c'è dentro ma questo richiede una dose radioattiva molto pesante che noi vogliamo abbattere per consentire controlli frequenti, ma anche di effettuare questi esami in pazienti oncologici pediatrici”.
Angelo Baiguini
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco