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Scritto Martedì 29 giugno 2021 alle 09:25

Accadeva 40 anni fa/15,marzo 1981: sfilate di carri allegorici. Chiusa la vicenda Valenzasca. Meratese con acqua razionata

Stalli, Pilata, Beolco: tutti tagliati in due, da Cicognola a Rovagnate, dalla “Nuova Briantea”, versione riveduta e corretta della Pedemontana: 72 km, 40 comuni da attraversare, 150 miliardi di lire la spesa, 10 anni la durata dei lavori. Il progetto lo illustra l’ing. Gianni da Rios, il progettista, davanti a un’assemblea di amministratori e cittadini convocati dal sindaco. Spalleggiato dall’ing.Galli in rappresentanza della provincia di Como, Da Rios esalta le scelte urbanistiche aggiungendo che comunque il progetto è suscettibile di qualche modifica. Ma terminata l’illustrazione il sindaco di Olgiate Sergio Gargari dà fuoco alle polveri esprimendo un parere contrarissimo. Nei giorni successivi, invece la Dc di Merate, contro il parere di tutti gli altri gruppi politici, approva il progetto. Determinati a contrastarlo, invece, i rappresentanti del Gruppo salvaguardia Valle del Curone e Montevecchia e gli assessori presenti. Renato Cogliati per la Dc e Giuseppe Brambilla per Sinistra Unita si erano già espressi contro l’opera.


Il tavolo degli oratori: da sinistra gli ingegneri Da Rios e Galli, l'assessore Paoli,
al microfono il rappresentante delle frazioni, il sindaco Gargari e Gaetano Valtolina

Il 9 marzo scatta quello che è stato ribattezzato il “caro michetta”. Ora un chilo di pane costa 1.300 lire dalle 1.100 precedenti. Colpa, dicono i fornai, dell’aumento del costo delle materie prime e del contratto di lavoro del settore.

Dal 6 ottobre 1978 nel reparto di ginecologia del San Leopoldo Mandic si pratica l’interruzione volontaria della gravidanza in forza della legge 194 entrata in vigore due anni prima e già oggetto di un referendum popolare. In una intervista, Carlo Cribioli, ginecologo, l’unico a non aver fatto obiezione di coscienza, spiega: l’aborto clandestino con tutto quello che comporta non lo si combatte a suon di belle parole. Noi facciamo di tutto per convincere la donna a portare a termine la gravidanza ma quando la volontà è determinata meglio che l’interruzione avvenga al sicuro in un ospedale con personale specializzato, non su un tavolo da macellaio nelle mani di una mammana. Un ragionamento che si scontra con i difensori della vita a oltranza che chiedono a gran voce l’abrogazione della 194.


Il numero 1 indica il numero delle donne coniugate che nei vari comuni hanno abortito presso l'ospedale diMerate,
il numero 2 quello delle donne nubili che si sono sottoposte ad aborto,
il numero 3 quello delle donne divorziate e il 4 il totale per ogni paese



Il carnevale offre alla città lo spunto per ricordare i tempi andati, quelli a partire dal 1960 quando su spinta dell’allora giovane coadiutore don Peppino Fumagalli Merate fu divisa in rioni colorati ciascuno dei quali impegnato a realizzare il carro migliore. Allora le diverse zone erano molto unite, il clima era tutto diverso da oggi e una sorta di impegno civico accomunava le persone. Ecco una carrellata dei migliori carri sfilati per la città dal 1960 al 1965.


Biancaneve e i sette nani, il carro ideato dai blu


Il famoso scarpone dei blu


I componenti del rione dei rossi sfilano in piazza Prinetti con il loro drago


I verdi, vincitori, con la loro nave dei pirati


Un trattore trasformato in locomotiva


Gli azzurri, vincitori dell'ultima edizione, con il gatto


Il castello realizzato dai gialli è valso il primo posto

Le gru svettano sul crinale che delinea a nord la collinetta di Arlate. E’ iniziata la grande trasformazione edilizia che in pochi anni cambierà il volto della frazione di Calco. Dal campetto di calcio fino al confine con Brivio, a destra e a sinistra tutte le aree agricole sono state edificate, si presume con rilevanti guadagni dei proprietari. Le cascine dell’Adda aprono la strada all’urbanizzazione che dalla provinciale si spinge sino all’orlo del crinale per consentire alla pubblicità di presentare le case immerse nel verde e con la vista del fiume.


Dall'argine dell'Adda ecco come appaiono le nuove Cascine che hanno inghiottito un ampio tratto di scarpata

Il gruppo salvaguardia valle del Curone dopo anni di lavoro quasi su base amicale si costituisce in associazione. Lo scopo è quello di far vincolare dalla Regione tutta la valle del Curone e di Santa croce e il colle di Montevecchia per preservarlo dalla speculazione edilizia. Il gruppo, promosso nel 1973 da Mario Sala, Luigi Arlati e Pierantonio Comi si è rafforzato col passare degli anni con nuovi innesti di volontari, tra cui per citarne alcuni, Alfio Fumagalli, Rina Ghezzi, Enrica Sala, Flora Colombo e numerosi altri cui si deve gran parte del merito se quella fetta di territorio è rimasta intatta.


Luigi Arlati, Rina Ghezzi e Mario Sala

Si presentano gli esordienti meratesi, di età compresa tra 11 e 13 anni, provenienti dalle fila dei pulcini, allenati da Fumagalli, Ravasi e Brenna sotto l’attenta regia del dirigente Anghileri. La scuola calcio dell’A.S. Merate impegna i ragazzini ogni mercoledì sul campo dell’oratorio.



Il 2 marzo 1981 è un giorno che l’Aido ha incorniciato ancora oggi. Per la prima volta, infatti, al Mandic è stato effettuato un prelievo di cornee a scopo di trapianto. A operare l’equipe del professor De Molfetta di Monza. Il prelievo è stato effettuato su una donna il cui marito era stato grande amico di don Gnocchi  il pioniere della donazione di cornee. Grazie a questa generosità un ragazzo ha potuto vedere con gli occhi di Giuditta.


Ambrogio Panzeri

 Non piove da settimane, scatta il razionamento dell’acqua. Merate, Cernusco e Montevecchia che costituiscono il consorzio acqua potabile debbono misurarsi con un calendario in base al quale disporre di acqua. Chiusa la distribuzione di notte, soltanto poche ore al giorno a rotazione nelle diverse zone. La sede di via Verdi, presieduta da Ferdinando Colombo, esponente Dc, presidente del Consorzio è presa d’assalto dai cittadini, che, peraltro, fino a quando l’acqua scendeva regolarmente dal rubinetto neanche sapevano dell’esistenza del consorzio. Il giovane geometra Dante Dozio si concede solo poche ore di riposo al giorno per organizzare le turnazioni e tenere sotto controllo gli impianti.

Una banda di almeno 5 persone penetra nell’azienda La Sbianca. Dapprima immobilizza la famiglia di custodi e poi con un grosso automezzo  entra nel cortile e carica tutti i tessuti da colorare. Un bottino stimato in oltre 100 milioni di lire. E tanta paura.


Il karate entra per la prima volta nella grande famiglia della Libertas Cernuschese. Maurizio Biella, per gli amici “icio” allievi diretto del maestro supremo Shirai con Andrea Giannini sono gli istruttori di questa arte marziale che ora dispone anche della palestra per gli allenamenti.



“Non luogo a procedere”- Si chiude così dopo tre anni sofferti di battaglie giudiziarie la vicenda Valenzasca che aveva visto il sindaco Giuseppe Ghezzi accusato con altri di abuso e interessi privati in atti d’ufficio. Tutto aveva avuto inizio nel 1977 con la denuncia di 22 cittadini residenti nei dintorni di quello che un tempo era l’ortaglia di via San Francesco, area Valenzasca. Con un permesso a costruire l’area doveva essere edificata con una serie di palazzine mentre, secondo i ricorrenti avrebbe dovuto restare a verde. A sostegno dell’accusa l’ipotesi di collusione tra apparati pubblici e proprietari e costruttori privati. Una campagna sospinta dal Pci che si è protratta per tre anni, al termine dei quali il giudice del tribunale di Lecco ha sentenziato l’inesistenza di reati non spettando all’autorità giudiziaria stabilire l’inserimento urbanistico di un’area. Peraltro durante i tre anni e mezzo di durata del procedimento l’attività di cantiere aveva subito poche interruzioni: 8 nuove palazzine per 140 appartamenti sono sorti in quella porzione di verde tra via Donato Frisia e via San Francesco. Al netto dell’assoluta correttezza del sindaco Giuseppe Ghezzi, riconfermato primo cittadino alle elezioni del 1980 con un consenso a valanga, resta il dubbio sul piano urbanistico se fu cosa buona costruire in maniera così intensiva oppure se almeno una parte dell’area avrebbe potuto restare a parco pubblico. A un passo dal centro.



 
Qualche foto d’epoca per chiudere la puntata. Domenica 29 marzo grande festa a Pagnano per gli Avisini benemeriti. Il presidente Avis Merate, Asperti e l’infaticabile segretaria Marisa Ravasi, assistiti dal sindaco Ghezzi hanno distribuito riconoscimenti e attestati



Prima edizione del Grand Prix meratese con 150 coppie in gara sulla distanza di 20 km e 800 metri. Tra i partecipanti il navigatore solitario Ambrogio Fogar. Primi classificati la coppia Moretti e Re De Paolini ingaggiati dall’A.S. padernese per difendere i colori sociali.


Continua, ma a risultati alterni, la marcia nel campionato di volley della Libertas Cernuschese. Tantissimi gli spettatori alle gare interne.


A destra Ambrogio Fogar

Lo sci club di Lomagna chiude la stagione invernale con una festa e una ricca cena. A distribuire i premi per l’attività svolta, il presidente Gianfranco Carozzi.



Nuovo consistente aumento di bevande da bar: 350 lire una tazzina di caffè, 500 lire un cappuccino, 400 lire una gassosa, 600 lire bibite e succhi di frutta, 800 lire gli amari.

15/continua
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