Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 406.236.182
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 03/08/2021
Merate: 11 µg/mc
Lecco: v. Amendoa: 8 µg/mc
Lecco: v. Sora: 18 µg/mc
Valmadrera: 9 µg/mc

Scritto Mercoledì 23 giugno 2021 alle 15:49

Merate: 19 situazioni edilizie ''compromesse'' da rigenerare per ridurre in concreto il consumo del suolo. Ecco le schede

Per ridurre concretamente il consumo di suolo senza paralizzare l’attività edilizia – uno dei principali motori dell’economia – c’è una alternativa assolutamente valida: rigenerare l’esistente. Ecco, rigenerazione è il termine che sentiremo molto spesso nei prossimi anni ogniqualvolta un Comune affronterà la revisione del proprio strumento urbanistico. Rigenerare, lo dice il verbo, significa ridare nuova vita a edifici abbandonati da anni, almeno cinque (tre se rurali) e solitamente in condizioni fatiscenti se non addirittura pericolose. Redigere la mappa è il lavoro cui si è atteso da tempo l’assessore Giuseppe Procopio che, accanto al commercio, ha la delega all’urbanistica.


Il vicesindaco Giuseppe Procopio

Ben 19 sono i “siti” presi in esame, 10 suggeriti dalla Commissione Paesaggio e 9 da privati. Per ciascuno Procopio ha fatto predisporre schede esplicative con allegate foto. Un lavoro minuzioso, presentato ieri ai membri della Commissione urbanistica e, prossimamente al Consiglio comunale.  I vantaggi di rigenerare un fabbricato sono molteplici, e forse il primo è proprio di natura ambientale. Tuttavia, dato che si vive anche di pane, ci sono incentivi previsti dalle diverse leggi regionali in tema urbanistico dalla L. R. 12/2005 alla L. R. 18/2019. Che così si possono riassumere:

“Per favorire gli interventi di rigenerazione e incentivare una più elevata qualità edilizia e ambientale nel recupero del patrimonio edilizio esistente la legge individua alcune misure di incentivazione, quali:

1. l'abbattimento del 60% degli oneri di urbanizzazione per gli interventi di ristrutturazione anche con demolizione e ricostruzione

2. l'incremento fino al 20% dell'Indice di edificabilità massimo previsto dal Piano di Governo del Territorio per gli immobili identificati ai sensi dell’art. 40.bis (disposizioni relative al patrimonio edilizio dismesso con criticità) e ulteriori riduzioni degli oneri di urbanizzazione e del contributo sul costo di costruzione per edifici che raggiungono particolari requisiti di qualità a fronte di opere volte alla rigenerazione urbana, recupero del patrimonio edilizio esistente e messa in sicurezza e/o efficientamento degli edifici. Tutti gli interventi seguono la normativa del PGT vigente.

3. una maggiorazione del 20% del contributo sul costo di costruzione per interventi che consumano suolo agricolo, la cui definizione sarà stabilita con specifica delibera del consiglio comunale”

 

L'immobile alle spalle di Cascina Vedù


Il palazzo in via Statale

E veniamo ora agli ambiti individuati dove si incontrano situazioni ben note: Ex Palazzo Reale, la villa del fu notaio Bosisio di fronte a villa Perego, tutta la porzione di proprietà Tettamanti tra via Sant’Ambrogio e via Antonio Baslini (nella disponibilità di una banca), l’ex Bennet di via Lombardia e il palazzo che da un numero imprecisato di anni si affaccia sull’ex statale 36 all’altezza del bar-tabacchi. In aggiunta – il tema che più scalda gli animi dei commissari – c’è l’area ex Beton Villa, quasi 50mila metri quadrati che in campagna elettorale, improvvidamente, qualche esponente della maggioranza aveva raccontato che lì sarebbe sorto un polo tecnologico. Ovviamente all’insaputa della proprietà. Il bene è comunque all’asta e, come ha osservato opportunamente l’Assessore, il potenziale interessato prima di depositare la somma a titolo di cauzione presumibilmente sentirà l’Ufficio Comunale per accertarsi di quale sia la volontà pubblica, in soldoni, che cosa si può fare su quella vasta porzione di area.


Casa reale a Sartirana


La villa del notaio Bosisio, ora fatiscente

Tutti gli interventi sono interessanti. Citiamo tra gli altri il condominio sulla ex statale per il quale forse si sarebbe potuto disporre l’abbattimento ma a Milano ci sono procedure in corso che consigliano la massima prudenza. Poi l’ex Casa Reale a Sartirana (scheda 13) che è disposta su oltre 1.700 metri quadrati coperti vista lago; l’ex capannone sulla provinciale 54 (scheda 1) in cui si trasferirà una delle sedi Autocogliati; l’edificio sopra Cascina Vedù (scheda 6) destinato a villa di oltre 4mila mq. di superficie fondiaria e l’ex salumificio Nava (scheda 8) di vasta dimensione, oltre 13mila mq. sui quali c’è da augurarsi non si autorizzi un villaggio.
Di seguito ecco tutte le schede. Con l’avvertenza che i cittadini hanno tempo per far pervenire ulteriori segnalazioni.
Proprio martedì la giunta ha approvato l'avvio del processo di revisione del piano di governo del territorio. Dal momento della pubblicazione dell'avviso i cittadini avranno tempo 90 giorni per presentare osservazioni.
Scaduto questo spazio, l'amministrazione darà incarico al professionista per la variante di PGT.

CLICCA QUI per le schede di rigenerazione urbana.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco