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Scritto Sabato 12 giugno 2021 alle 11:57

Airuno: lo scrittore Paolo D’Anna presenta in biblioteca il libro "La notte del soldato"

Si è trasformata in un vero e proprio salotto domestico la biblioteca comunale di Airuno nella serata di giovedì 10 giugno. L'ospite dell'evento è stato l'autore Paolo D'Anna, scrittore sessantasettenne di Malgrate, il quale ha conversato con la bibliotecaria Francesca Maggioni in merito a "La Notte del Soldato", suo breve romanzo scritto dieci anni fa e oggi alla sua seconda edizione.



"È sempre un piacere averti qui - ha esordito il sindaco Alessandro Milani - Questa è la terza volta che vieni a trovarci e noi siamo sempre contenti di vederti. La tua grande capacità è quella di descrivere i personaggi minuziosamente, riesci a disegnarli e a mostrarli nitidamente a chi legge". "Sono contento di essere con voi questa sera - ha detto lo scrittore - Questa di Airuno è la prima di una serie di tappe che mi vedranno impegnato in tutta Italia e la cosa che mi fa sorridere è che inizio proprio da qui e concluderò il giro a Roma. Mi piace l'accostamento Airuno-Roma".



Dunque la serata è entrata nel vivo e in un clima puramente conviviale Francesca Maggioni ha introdotto il libro. "L'ho scritto dieci anni fa - ha spiegato D'Anna - E l'ho portato in scena riscuotendo un buon successo. Abbiamo debuttato al Cenacolo Francescano". La storia, come ha ammesso l'autore, descrive il disagio che i due protagonisti - pur vivendo agli estremi opposti della scala sociale - condividono. Ambientato in una città metropolitana del Nord Italia mai nominata, la storia nasce dall'incontro-scontro tra due uomini: Libero e Achille. Il primo, un barbone che vaga ai margini dell'esistenza, dorme all'interno di una stazione metropolitana abbandonata, raccoglie mozziconi dai cestini e tira avanti in qualche modo. Achille, ricco industriale, ha un problema con la vita e ha deciso di porvi rimedio facendola finita. Achille deciderà di suicidarsi e sceglierà come posto proprio la stazione abbandonata in cui dorme Libero.



"La storia mi ruotava per la testa da molto tempo - ha spiegato D'Anna - Volevo mettere a confronto due uomini, ma non riuscivo ancora a focalizzarli. Un giorno, mentre aspettavo un treno a Roma seduto in un bar, ho visto passare un povero clochard. Ho abbassato per un attimo la testa e quando mi sono girato, era sparito. Qualche istante dopo mi è capitata la stessa cosa con un signore ben vestito che portava con sé una ventiquattrore. Sparito anche lui. In quel momento ho capito che erano i miei personaggi". Achille e Libero verranno rinchiusi all'interno della stazione metropolitana dall'addetto ai servizi pubblici e passeranno la notte insieme, dialogando, scoprendosi e realizzando a poco a poco di avere in comune molto più di quello che potevano immaginare.



In questa storia universale, valida adesso, valida secoli fa e valida tra secoli, D'Anna ha voluto mettere in campo temi immortali, come il giudizio, la paternità, la solitudine. Ha costruito il rapporto tra due personaggi che non esistono ma che sono più reali che mai. "I personaggi sono pennellati - ha osservato Francesca Maggioni - E la scoperta finale è decisamente sorprendente". "Si tratta di una storia normale - ha ribadito lo scrittore - ma che ha potere perché un incontro così potrebbe realizzarsi ovunque".



Dopo un'ora abbondante in cui i cittadini sono stati rapiti dalle parole dell'autore, il sindaco Milani e la consigliera Comunale e presidente della Commissione Biblioteca Donatella Balasso hanno voluto omaggiare l'ospite donandogli due libri: "Erbette" del professor. Carlo Gilardi e "Parole scomparse, parole dimenticate" di Rita Mauri, presente peraltro alla serata. "È sempre un piacere essere qui - ha concluso D'Anna - Tornerò il 23 settembre con una serata un po' diversa. Un 'a tu per tu' con me stesso". 
E.Ma.
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