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Scritto Sabato 12 giugno 2021 alle 10:21

Retesalute, Butti: fallimento della gestione della sinistra

"La notizia della denuncia, con relativa richiesta di danni, da parte del collegio del liquidatori, nei confronti di funzionari, ed ex amministratori di Retesalute nominati dei Sindaci del meratese, è fatto purtroppo atteso ma di una gravità inaudita.
Quello a cui assistiamo oggi è il fallimento della gestione del Welfare sociale da parte del centrosinistra che governa quella parte di territorio provinciale.
Le accuse mosse sono pesantissime: comunicazioni false ai soci e redazioni di bilanci non corrispondenti a dati reali dagli anni 2015 al 2018. Il tutto ai danni di Amministrazioni pubbliche in atto doloso, "intenzionale volto a mistificare e occultare la grave perdita strutturale".
Non è una accusa rivolta al singolo bensì ad un sistema. Il silenzio da parte della Sinistra nasconde certamente il loro imbarazzo.
Come Lega, attraverso i nostri amministratori abbiamo sempre chiesto trasparenza per garantire servizi di qualità ai cittadini, gestendo però in modo oculato e manageriale le aziende pubbliche chiamate a farlo.
Si tratta di accuse gravi che dovranno essere vagliate da chi di dovere ma già ora possiamo esprimere la condanna politica di un certo modo di gestire la cosa pubblica targato centrosinistra."

Così il referente provinciale della Lega Salvini Premier, Daniele Butti, sulla vicenda della denuncia/querela nei confronti di coloro che vengono considerati i responsabili della situazione che si è venuta a creare nella gestione di Retesalute.

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Lega Salvini Premier Lecco
Dipartimento Comunicazione e Media

 

La tentazione di cestinare questo comunicato è forte, lo ammettiamo. Ma il dovere di informare prevale, pur con un doveroso commento. Questo signor Butti, è evidente, nulla sa della vicenda Retesalute. Scambia funzionari dipendenti, commercialisti, revisori, per esponenti politici, ovviamente di centrosinistra. Non sapendo, o fingendo di non sapere, che in ogni CdA uno o due esponenti del centrodestra sono sempre stati presenti. Retesalute è stato un modello di gestione dei servizi alla persona di alto livello a basso costo. E ora i soci che dovrebbero conguagliare l'importo delle prestazioni per rimettere i conti in equilibrio hanno preferito liquidare al solo scopo - dietro imponenti spinte dei segretari comunali - di evitare una remota ipotesi di chiamata in causa da parte della Corte dei Conti. Fino a prova contraria, e diversamente da quanto affermato in pubblico da un noto esponente leghista, non ci sono state sottrazioni di danaro. Nessuno ha intascato un euro e i membri del CdA finiti nella denuncia hanno lavorato sempre gratuitamente. Trovandosi oggi nella necessità di pagarsi un avvocato. Poi ci si domanda perchè ci sono sempre meno kamikaze disposti a impegnarsi per la cosa pubblica. Le movimentazioni di bilancio, come hanno scritto gli esperti, sono state per lo più impostate con il criterio della cassa e non della competenza. I bilanci si sono chiusi con utili irrisori mentre nascondevano perdite rilevanti. Non certo a causa del "carrozzone" come era stato definito. Il modello di azienda speciale pubblica è ancora ritenuto dagli esperti il migliore per la gestione dei servizi alla persona. Certamente ci sono state gravi irregolarità. Ma anche i sindaci soci non sono esenti da critiche. Come è stato possibile credere a un utile di 4 euro? E' come credere che Ruby sia la nipote di Mubarak. Ah già Salvini e 59 parlamentari leghisti ci credettero e votarono salvando Berlusconi ma condannandosi al ridicolo eterno. Dunque tornando a Retesalute, messa così è comprensibile che si dette credito a un utile di 4 euro. Ma il peggio è venuto dopo quando il CdA  nel 2018 presentà un piano di risanamento e rilancio che puntava su un ritocco delle tariffe e un contributo pro capite una tantum. Piano bocciato, approvato invece tre anni dopo sostanzialmente identico. Insomma caro Butti ci sarebbe un volume da scrivere. Con un po' di buona volontà e senza i secondi fini di tanti, non ci sarebbero denunce e nemmeno la fine dell'azienda speciale. Ma qualcuno, a destra e sinistra, così ha voluto. Non dimentichiamo che in tempi ancora non sospetti, cioè a maggio del 2020 con le prime verifiche in corso il sindaco di Merate Massimo Panzeri, leghista già parlava in pubblico, ufficialmente di Retesalute 2.0, cioè una nuova società sulle ceneri della bad company attuale. Sarà un caso che il suo consulente preferito, cioè il dottor D'Aries, molto apprezzato dalla segretaria di Merate, sia diventato presidente del collegio dei liquidatori?

C.B.

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