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Scritto Venerdì 11 giugno 2021 alle 12:25

Ponte San Michele: scontro a distanza tra Paderno e Calusco sulle ipotesi alternative

In una parentesi della Conferenza dei sindaci del Meratese si è parlato anche del post-ponte san Michele, dopo che alla storica infrastruttura che collega le Province di Lecco e Bergamo sono stati dati 10 anni di vita. Ma di passi in avanti non ce ne sono. Ancora in programma non c'è nessun incontro tra i Comuni più coinvolti del Meratese e la Provincia di Lecco per indirizzare con decisione una linea da seguire circa le strategie e gli obiettivi da darsi. Restano ancora intatte le tre ipotesi proposte da RFI in una bozza progettuale di un anno e mezzo fa, che sostanzialmente differiscono per la posizione dei nuovi snodi stradali e ferroviarie sopra l'Adda. In ogni caso sullo stesso ponte non passerebbero più sia treni che auto, sarebbe un'opera dai costi di realizzazione e manutenzione troppo elevati. Molto di più di quel progetto che RFI vuole mantenere "top secret" non è trapelato in questi mesi. Se per il passaggio dei binari è unanime la scelta di posizionare il ponte nei pressi del San Michele, altra musica è la questione del ponte stradale. Per i Comuni bergamaschi, in primis Calusco d'Adda, dovrebbe essere posto nella stessa zona e l'iter della progettazione dovrebbe partire quanto prima per non "piangere tra dieci anni" come dice l'assessore caluschese Massimo Cocchi. Per Paderno d'Adda, invece, serve innanzitutto valutare l'impatto sul traffico e l'impatto paesaggistico-ambientale. Una linea accettata dalla Conferenza dei sindaci del Meratese. RFI sta conducendo uno studio proprio sull'effetto che si verrebbe a generare sulla mobilità leggera e pesante. Per il sindaco padernese Gianpaolo Torchio la discussione andrà ripresa in mano solo con quello studio in mano. "Capisco la necessità - commenta il primo cittadino padernese - ma noi poniamo una domanda: dove andrà il traffico e quale sarà l'impatto paesaggistico e ambientale del progetto? C'è un patrimonio naturale che non può essere buttato via per i prossimi 150 anni. È un punto in cui esiste un equilibrio notevole tra la natura e l'intervento dell'uomo. È inserito tra le viste di pregio lombarde ed è considerata dalla stessa Regione Lombardia come un'area monumentale, teoricamente inalterabile".



Dall'altra parte la Provincia di Bergamo cerca di accelerare e lo scorso maggio con un ordine del giorno ha chiesto la sottoscrizione di un protocollo di intesa tra le due Province, i Comuni di Calusco d'Adda e Paderno d'Adda, RFI e Regione Lombardia, per attivare rapidamente la progettazione condivisa dell'opera. L'atto specifica che qualsiasi scelta andrà assunta prevedendo i necessari interventi di mitigazione sulla mobilità locale dei Comuni più interessati. "È da due anni che parlano di fare uno studio del traffico, ma non succede mai nulla - si lamenta l'assessore di Calusco Cocchi, anche consigliere della Provincia di Bergamo - Che si svegliassero! A tutti va bene realizzarlo a Sud tranne che a Paderno. Noi chiediamo semplicemente di sederci a un tavolo insieme e scrivere che il ponte si faccia lì, salvo il rispetto dell'ambiente e del paesaggio. Dobbiamo però muoverci. Abbiamo già visto gli effetti della chiusura del ponte". 
M.P.
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