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Scritto Giovedì 10 giugno 2021 alle 10:18

Cui prodest: A chi giova la battaglia dell'Unione

A chi giova questa battaglia di comunicati e dimissioni tra Marco Panzeri,Sindaco de La Valletta e Efrem Brambilla,Sindaco di Santa Maria Hoè. I suindicati condottieri adducono motivi diversi di questo contendere e comportamenti e ognuno,giustamente, portano avanti le loro legittime
ragioni.Ma il motivo del contendere, almeno dal di fuori della battaglia, che mi ricorda l'azzuffarsi dei due polli di Renzo Tramaglino portati all'avvocato Azzeccagarbugli,è meno prosaico e meno nobile. Non parte dalle clamorose decisioni di dimissioni prima di Marco Panzeri e Co.e poi di elezione della nuova giunta dell'Unione(un'elezione legittima dal punto di vista formale e giuridico, ma un obbrobrio dal punto di vista politico) con successivo rifiuto di far parte della nuova giunta di Efrem Brambilla e Co.(un errore politico da matita rossa) I due galletti, senza mancare di rispetto, dicono, fanno trapelare, si creano battaglie senza feriti con due fazioni a contendersi e a dichiararsi dal loro punto di vista,di essere nella ragione e di non esserci motivi personali. Risaliamo quindi ai motivi: L'Unione Lombarda dei Comuni della Valletta nasce con la fusione dei due comuni di Rovagnate e Perego che diventano La Valletta con referendum popolare e Santa Maria Hoè.Non si può dire che questa nuova istituzione,pur tra le solite difficoltà di gestione non abbia creato una strada di collaborazione e di ottimizzazione dei servizi. Le due amministrazioni delegano tutti i servizi all'Unione e contemporaneamente programmano e decidono sulle opere del proprio Comune.Il peccato d'origine, anche se nello statuto le buone d'intenzioni di collaborazione sono una garanzia, è di due entità giuridiche, due sindaci, due giunte e come camera di compensazione l'Unione con i suoi vantaggi economici e pratici, elargiti dallo stato per questa forma di istituzione.Qui ogni comune dovrebbe far prevalere gli interessi
dell'Unione, e i numeri, che in democrazia contano o quel desiderio di pensare solo al proprio comune
hanno portato frizioni e contrasti.A chi giova!
Non senz'altro ai cittadini dell'Unione, che hanno costatato i benefici dei servizi fatti insieme e che danno un'organicità alla macchina amministrativa. Non vale la pena demonizzare i Sindaci, che si devono prendere le loro responsabilità. Tutti e due hanno delle colpe, se non altro per un comportamento poco riflessivo e che non ha tenuto conto dei risvolti negativi sull'Unione e che non devono pregiudicare il lavoro di tanti anni di collaborazione tra i due comuni, l'uno facendosi forte dei numero, l'altro per un campanilismo stanti che piacerà ai suoi cittadini, ma che pregiudica il dialogo e il camminare insieme. Non quindi una pax armata, ma un parlare chiaro e sincero coinvolgendo le proprie amministrazioni e qualche persona di buon senso, ricordando che gli uomini passano( è passato Napoleone di cui ricordiamo i 200 anni dalla morte) ma le istituzioni restano.
Gianfranco Barbieri
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