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Scritto Domenica 06 giugno 2021 alle 13:05

Staffetta dell'Adda: gruppi di volontari ripuliscono le sponde con il Parco e 'Plastic Free'

Ha toccato anche Olginate, Brivio e Cornate la "Staffetta dell'Adda" promossa questa mattina in sei comuni del Parco Adda Nord dalla Onlus "Plastic Free", fondata nel 2019 a livello nazionale con l'obiettivo di sensibilizzare la popolazione sulla pericolosità della plastica, in particolare quella monouso, per i suoi effetti devastanti sull'ambiente, organizzando anche iniziative concrete sul territorio con il coinvolgimento dei cittadini, attraverso una serie di referenti locali. Tra queste anche l'evento odierno, tenutosi grazie alla firma di un protocollo d'intesa con l'Ente con sede a Villa Gina, che ha fatto del Parco la prima area protetta regionale legata all'associazione: un accordo importante, "inaugurato" appunto quest'oggi con l'attività di pulizia delle sponde da Olginate fino a Vaprio d'Adda, passando per Brivio, Calusco, Cornate e Trezzo, un lungo percorso dove i volontari - "armati" di sacchi, guanti e di tutti gli attrezzi necessari - si sono rimboccati le maniche per raccogliere i rifiuti abbandonati nell'ambiente, approfittando dell'occasione per passeggiare in compagnia e godere delle bellezze del territorio.

A Olginate il punto di ritrovo è stato in località Pescatori, dove il piccolo gruppo di partecipanti - perlopiù provenienti dalla Brianza e accolti dalla responsabile Raffaella - è stato raggiunto per un saluto dal sindaco Marco Passoni, che nel ringraziarli per la loro presenza ha ricordato come in paese sia già operativo da anni un gruppo di volontari di "Cittadinanza attiva" che di fatto condividono lo stesso impegno di "Plastic free" nel mantenere pulite e ordinate, con interventi costanti, le sponde del lago e del fiume, dalla Gueglia fino ad arrivare al confine con Airuno, dunque il medesimo lembo di territorio battuto quest'oggi dagli "attivisti" della Onlus.

Buoni propositi anche a Brivio, dove attorno alla bandiera dell'associazione si è radunata una dozzina di persone. Gli organizzatori hanno dato appuntamento sul lungofiume, di fronte alla torre del castello. Da lì sono partiti alla volta di Imbersago seguendo il sentiero che affianca l'Adda, poi percorso anche a ritroso per ritornare al punto di partenza, sempre con gli occhi puntati a terra per individuare i rifiuti scartati nell'ambiente dagli incivili, annidati nei punti più impensabili, ma con lo sguardo alto per godere del paesaggio circostante che ha reso la camminata ecologica più piacevole e meno faticosa.

"Con questa iniziativa vogliamo far capire che è importante non buttare a terra i rifiuti che rischiano poi di finire nel mare - ha commentato la referente di Plastic Free Barbara Cavanna -. La recente convenzione con il Parco Adda Nord che ha reso possibile questa giornata è un ottimo segnale della sensibilizzazione dei cittadini verso questo aspetto ecologico". Presenti all'iniziativa anche due GEV.

A Cornate, invece, "l'onda blu" si è concentrata sulle rive del corso d'acqua partendo da piazza don Ambrosiani di Porto. Circa una trentina le persone, residenti in paese e non solo, che si sono date da fare per rimuovere i rifiuti lungo la strada che porta al fiume, raccogliendo un'ingente quantità di materiale.

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"La nostra è una onlus nata sui social da un paio d'anni che ha riscosso subito grande successo: si occupa di sensibilizzazione nelle scuole, di organizzare passeggiate ecologiche e anche di salvare le tartarughe nel nostro centro di recupero, dato che sono gli animali più colpiti dall'abbandono di plastica nei mari" ha spiegato Federico, referente di Arcore. In questo caso a supportare la Onlus era presente il Vice Sindaco Antonio Viganò, insieme ad alcuni membri della Commissione Ecologia e del comitato "Tutti per Cornate", che già in passato, sempre con il patrocinio del Comune, aveva organizzato delle giornate di raccolta dei rifiuti.

Lungo tutto il percorso i volontari non solo hanno raccolto bottiglie di plastica, mozziconi di sigaretta, pezzi di vetro, carta e mascherine gettate in mezzo alla natura, ma anche un cestino da bicicletta e diversi sacchetti di cibo consumato nel fast food. In quest'ultimo caso sono stati rinvenuti all'interno anche gli scontrini per l'acquisto della merce poi abbandonata: grazie ai riferimenti della carta di credito presenti sulla ricevuta, i "furbetti" riceveranno a casa una bella multa salata.
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