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Scritto Venerdì 28 maggio 2021 alle 12:48

ASST: la giornata dei P.S. tra ruolo dell'operatore e 'numeri'

Giovedì 27 maggio si è celebrata la ricorrenza della nascita della Medicina di di Emergenza e Urgenza in Europa e lo slogan scelto è stato “We are always there for you”.
La giornata ha avuto l’obiettivo di supportare e ringraziare tutti gli operatori sanitari che ogni giorno lavorano in Pronto Soccorso, sempre aperto per tutti i cittadini, e promuovere conoscenza rispetto all’importanza di avere servizi di Emergenza e Urgenza competenti e ben organizzati, del loro utilizzo consapevole e del grande valore che essi hanno in sé in termini di riduzione della morbilità e mortalità in situazioni sanitarie di emergenza.
Le attività "ordinarie" del pronto soccorso hanno subito una battuta di arresto nell'anno 2020 a causa della pandermia da Covid. Da una parte se ne è compreso il ruolo importantissimo che hanno svolto diventando il "filtro" di tutti coloro che venivano portati in ambulanza con le complicazioni polmonari dovute al covid prima di essere ricoverati e dall'altra hanno comunque continuato a svolgere l'attività di emergenza per altre patologie o traumi.




Anche i pronto soccorso degli ospedali Manzoni e Mandic sono stati la fotografia di quanto accaduto un po' in tutto il mondo, con un calo notevole delle prestazioni, avendo dovuto fare da argine alla pandemia.
Nel 2020 gli accessi al PS di Lecco sono stati 44.795 contro i 66.540 del 2019 (con un calo del 33%) mentre a Merate il calo è stato del 35% passando da 33.387 a 21.624 accessi.
“Gli operatori sanitari dei Pronto Soccorso svolgono con passione e dedizione un lavoro impegnativo e difficile che hanno scelto con convinzione e determinazione” ha commentato il direttore generale Paolo Favini “La pandemia ha sottoposto tutti loro a livelli di stress psicofisico davvero ineguagliabile nella storia della medicina moderna. Per questo un grazie di cuore da parte mia e della Direzione Strategica”.


Il pronto soccorso di Lecco e il primario, dottor Luciano D'Angelo

“Durante il convegno sull’Emergency Medicine Day si è discusso dei valori che accomunano chi sceglie di lavorare nell’emergenza-urgenza (inteso come ogni figura professionale): spirito di servizio, rispetto dell’uomo e del suo dolore, una certa dose di follia di fondo coniugata con una resistenza da fondista e la fantasia dell’improvvisatore” ha invece chiosato a margine del convegno il dottor Luciano D'Angelo primario del PS di Lecco e4 presidente della società italiana della medicina di emergenza-urgenza di Lombardia “Questo ha permesso al sistema di assorbire la forza dell’urto creato dalla pandemia, permette al sistema di resistere alle richieste dei cittadini che trovano la porta “sempre” aperta. Sono 300/1000 abitanti in Italia coloro che si rivolgono ai Pronto Soccorso (in Europa mediamente sono 80-90/1000 abitanti), ogni 90 secondi vi è una richiesta di soccorso, 20.000.000 sono le persone che ogni anno transitano in un Pronto Soccorso; durante il 2020 sono calati gli accessi del 25% su scala nazionale e, probabilmente, questo numero potrebbe indicare il livello medio di bassa appropriatezza nell’uso del sistema emergenza-urgenza. Quali sono i temi che sfidano il prossimo futuro? L’attenzione al patrimonio professionale umano, la stretta collaborazione con i Cittadini, le scelte operate dai decisori pubblici.”


Il pronto socorso di Merate e il primario, dottor Giovanni Buonocore

Sul ruolo del medico di PS si è invece concentrato il dottor Giovanni Buonocore, a capo del reparto del san Leopoldo Mandic di Merate. “Essere operatore di Pronto Soccorso oggi significa imparare a gestire le molteplici esigenze della nostra popolazione e non solo di ordine puramente sanitario, ma cercando di dare una risposta ai bisogni di accoglienza anche per problematiche che l’organizzazione sanitaria generale a volte fatica a soddisfare. La pandemia ha richiesto di concentrare improvvisamente queste capacità e risorse e ha obbligato tutto il personale sanitario ad uno sforzo mai così intenso e prolungato, nella direzione comune di cura dalla nostra gente e dei nostri cari. Concordo con Luciano D’Angelo riguardo i temi e le sfide. La valorizzazione di competenze così particolari sarà il tema predominante nel prossimo futuro, se vogliamo poter rispondere adeguatamente a bisogni così complessi della popolazione”.
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