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Scritto Sabato 22 maggio 2021 alle 09:22

Retesalute è un patrimonio del territorio da salvaguardare e rilanciare! Nessun dorma!

Germano Bosisio, presente al presidio
dei lavoratori di Retesalute, giovedì
davanti al municipio di Merate
Dentro i Sindaci a decidere e votare : fuori i lavoratori (ma soprattutto le lavoratrici) assai preoccupati !
E' questo il quadro che mi si è presentato di fronte quando ho doverosamente partecipato, da cittadino Oggionese, al presidio delle qualificate maestranze di Retesalute, organizzato l'altro giorno dai sindacati fuori dal municipio di Merate
Cartelli, bandiere e striscioni ma soprattutto tanta umanità in apprensione ma determinata a difendere il proprio posto di lavoro.
E allora parli con alcune/i di loro, come anche con i sindacalisti, e dalle loro parole cogli subito l'atteggiamento di grande sensibilità per il loro delicato ruolo sociale al servizio delle categorie più disagiate.
Mi colpiscono un paio di brucianti interrogativi , tra le tante loro accalorate considerazioni :
Cosa ne sarà delle loro professionalità, dei loro sudati concorsi, e dei loro specifici studi e approfondimenti ? Sarà tutto azzerato e saranno costrette a incominciare daccapo magari con contratti "precari", con minori retribuzioni e condizioni più penalizzanti ?
Ma soprattutto, facendo riferimento al mondo delle Cooperative che, a vario titolo, potrebbero direttamente subentrare : come il loro lavoro umanamente così delicato non potrà non risentire anche emotivamente di questi più che fondati possibili "peggioramenti" ? Non si rischierebbe, anche solo inconsciamente, di far venire meno quella carica di serenità e di umanità che deve contraddistinguere una funzione assistenziale così delicata come la loro ? Precarietà non chiama precarietà ? E come si può "trasferire" serenità a persone che hanno bisogno di "cure e attenzioni qualificate", se non la si ha dentro e non certamente per causa propria ?
E' questa sensibilità per i propri assistiti, oltre che la più che giusta preoccupazione per il posto di lavoro, che mi fa pensare come questo tipo di servizi non possa essere, sotto varie modalità, abbandonata alle onnipresenti logiche di Mercato.
Quanto vale una professionalità così e come la si può premiare ?
Non certo col chiudere una realtà che di questi aspetti peculiari si è resa garante come riconosciuto anche da chi già "guarda" da altre parti ...
Quale peso daranno a questi qualificanti aspetti professionali i "liquidatori" nominati dall'Assemblea di riferimento ? Si limiteranno a censire puntualmente e doverosamente i debiti ed a individuare percorsi di ripianamento e quindi valutare solo gli aspetti meramente economici (per alcuni le maestranze sono solo "elementi di costo"...), come fanno molti "tagliatori di teste" e di realtà lavorative ? o si renderanno conto che un patrimonio professionale ed un modello pubblico, da molteplici punti di vista, così importante per vari territori, si può solo salvaguardare e semmai rilanciare ?
Ma se anche volessero esclusivamente e erroneamente considerare solo le convenienze economiche saprebbero anche valutare studi, come mi dicevano alcune lavoratrici, che ad esempio dimostrano che l'assenteismo è assai più elevato in presenza di pur qualificati "professionisti"se, in vario modo, "resi precari" ?
E terranno fede i Sindaci, seppur in stragrande maggioranza - ma c'è anche qualcuno che ha detto no o è pure uscito dall'aula in aperto dissenso - abbiano imboccato questa inquietante "liquidazione con possibile revoca", agli impegni pubblicamente assunti, con tanto di comunicato congiunto, di preservazione e rilancio di questo qualificato modello aziendale pubblico ?
O si limiteranno strumentalmente (con la "scusa" delle competenze e dei poteri demandati ) ad affidare solo ai 3 "tecnici liquidatori", ed in particolare al suo Presidente, l'intera vicenda, rinunciando a svolgere quello che dovrebbe essere il loro precipuo ed irrinunciabile ruolo Politico ?
Si renderanno conto che qui è in ballo uno dei pochi (se non l'unico) presidi di gestione pubblica dei servizi sociali ( semmai da "esportare") e che quindi , in caso di chiusura, si assumeranno l'enorme responsabilità di buttare un intero "sistema" alle ortiche ?
Cari Sindaci questa è una vera e propria prova della vostra cultura Politica : non svuotate la funzione e la gestione pubblica in settori socio-sanitari così delicati !
Si tratta quindi di vigilare tutti, ed in primis i Cittadini stessi nel misurare il tasso di coerenza dei propri amministratori, nel proseguo di questo iter su cui occorrerà sempre tenere accesi i riflettori dell'opinione pubblica, purtroppo molte volte anche inconsapevole e distratta.
E magari un giorno non lontano (alla fine del lavoro "liquidatorio in continuità" ?!?!) si potrà veramente misurare quanto di vero ci fosse nelle dichiarazioni di molti personaggi pubblici.
Solo un reale sforzo per un rinnovato ed efficiente "Servizio pubblico", non solo dal punto di vista economico ma anche di strutturale funzionalità sociale , potrà dare effettiva continuità e rilancio a Retesalute.
Nessun dorma!
Germano Bosisio
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