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Scritto Venerdì 21 maggio 2021 alle 08:38

Retesalute: deliberata la liquidazione, ora il capo è l’uomo del sindaco di Merate, Ciro D’aries, presidente del collegio. Tra i liquidatori anche Alessandra Colombo presidente del CdA

La funesta Assemblea di Retesalute si è celebrata. Lo scioglimento è stato votato in maniera compatta dalla stragrande maggioranza dei Comuni nella serata di giovedì 20 maggio. Contro solo in due: Cassago e Olgiate Molgora. Airuno si è astenuto in quanto il testo della delibera era diverso da quanto portato in Consiglio comunale (dove la delibera era stata rigettata). E nonostante il sindaco di Casatenovo Filippo Galbiati abbia sostenuto che il principio di aggregazione attraverso un’azienda speciale non verrà meno, puntualizzando peraltro che i sindaci sono “convinti possa essere ancora Retesalute in futuro” i dubbi restano. Il convincimento è che l’azienda possa rimettersi in piedi, con la volontà di ripianare il debito tramite l’iter di liquidazione, scongiurando così la definitiva morte di Retesalute.

 

Filippo Galbiati


Ciro D'Aries

Qualche decina di minuti dopo sono stati nominati i tre membri del collegio di liquidazione. Presidente a larga maggioranza (92 preferenze in base alle quote sociali) Ciro D’Aries, che nel 2020 era stato incaricato dal Comune di Merate per una consulenza su Retesalute. Ed è nella sua relazione che ora si possono scorgere i possibili esiti della vicenda. D’Aries nel giugno scorso prospettava l’estinzione di Retesalute e nel contempo la costituzione di una nuova azienda speciale, che riceverebbe i rami aziendali (personale, contratti, …) idonei al passaggio gestionale.
Gli altri due liquidatori sono Paolo Emanuele Grimoldi (32 voti) e l’attuale presidente del CdA di Retesalute Alessandra Colombo (13 voti). Gli altri candidati erano Corrado Ferriani, Veronica Pruinelli e Vincenzo Rappa.



Il notaio Francesco Brini

Sempre Galbiati nel suo intervento in assemblea dei soci ha comunque ravvisato la contraddizione di termini nel percorso indicato. “Noi oggi non abbiamo tutti gli elementi concreti di certezza per rassicurare come meriterebbero il territorio, i suoi portatori di interesse, i dipendenti e gli utenti – ha aggiunto il primo cittadino di Casatenovo – Ma credo di poter testimoniare che la volontà politica è forte per un percorso che vede l’unità e l’autonomia del territorio per il futuro”. Il dott. Filippo Galbiati ha poi chiesto tempi rapidi durante le attività del collegio dei liquidatori, con i sindaci che dovranno scandire il ritmo considerando l’urgenza della situazione.

 

Il sindaco di Merate Massimo Panzeri

Una necessità, quest’ultima, evidenziata anche dal sindaco di Merate nonché presidente dell’assemblea dei soci di RetesaluteMassimo Panzeri: “I dipendenti devono essere rassicurati il prima possibile. Il nostro obiettivo è di riportare l’azienda ad essere un’azienda modello e d’attrattiva in cui ben presto possa assumere nuove professionalità. Chiaro è che dobbiamo affrontare questo percorso probabilmente difficile, ma soprattutto opportuno per garantire un nuovo futuro all’azienda”. In sede di assemblea dei soci Panzeri ha difeso l’attività del nuovo CdA: “Nessuno ha mai messo in discussione la bontà del lavoro fatto in questi 2 anni” ha dichiarato rimarcando più volte che le responsabilità sono da ricercare nelle gestioni precedenti.

 

Alessandra Colombo

“Retesalute non deve essere vista solo come un’azienda che ha un problema economico, ma un’azienda che ha necessità di essere ripensata, ma soprattutto valorizzata e conosciuta. Retesalute è molto di più, Retesalute è tanto” ha dichiarato la presidente del CdA in un discorso che riecheggiava ormai come fuori tempo massimo. “A Retesalute devono essere riconosciuti un ruolo e una dignità. C’è bisogno che ve ne prendiate cura” ha detto l’avv. Colombo rivolgendosi ai sindaci, per poi concludere: “Il passaggio per questa fase dovrà essere veloce perché il territorio non può permettersi di delegare ad altri la programmazione dei servizi per i propri cittadini.
Oltre ai due sindaci dei Comuni di maggior peso, sono intervenuti unicamente Alessandro Milani (Airuno), per una dichiarazione di voto e per portare la solidarietà ai dipendenti, e Davide Maggioni (Sirtori), eletto di fatto come portavoce dei Comuni di centro-sinistra. Ha fatto notare che il percorso scelto, per quanto difficile, è a norma di legge e fornirebbe maggiori garanzie. “Ci consente di evitare delle cause legali con i Comuni dell’Oggionese” ha chiosato.
Da notare che in merito agli emendamenti proposti da diversi gruppi consiliari di minoranza del territorio, i sindaci non hanno fatto minima menzione durante la trattazione in assemblea dei soci. Inviare una nota informativa a un CdA dimissionario è obiettivamente inutile. Inoltre a differenza da quanto deliberato dai Comuni, è stato aggiunto – dunque senza il mandato dei Consigli comunali – che il collegio dei liquidatori potrà attribuire ad uno o più dei suoi membri “specifici poteri di gestione o rappresentanza”. Un indirizzo che si avvicina a quanto ha proposto nel proprio Consiglio il sindaco Panzeri: attribuire al presidente del collegio dei liquidatori “i più ampi poteri gestionali”.
Marco Pessina
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