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Scritto Giovedì 20 maggio 2021 alle 10:37

Sciopero ASST Lecco: teatrino e teatranti andati in scena



Quello che si è svolto il 14 maggio scorso è il secondo sciopero in 3 anni all’ ASST di Lecco per denunciare il fallimento delle politiche sanitarie Lombarde, contro la continua esternalizzazione/privatizzazione dei servizi della sanità pubblica e per rendere pubblica la cronica carenza di personale.
Tutte scelte della politica che hanno favorito cliniche private, nelle quali si sono impegnate sempre più risorse, indebolendo in al contempo le strutture pubbliche.
Scelte sposate in pieno da una dirigenza aziendale arrogante e pressappochista, più attenta all’immagine che alla sicurezza dei lavoratori e dei pazienti. La mancata attenzione alla sicurezza dei lavoratori nel corso di un anno ha avuto come risultato che circa 800 operatori su 2600 lavoratori del comparto si sono contagiati.
La situazione emergenziale in corso ha solo peggiorato gravemente un quadro già abbondantemente compromesso per la mancanza di personale.
Da anni chiediamo un piano assunzioni straordinario per colmare carenze di personale visto che la pandemia oggi ha ridotto il personale allo stremo. Le continue rassicurazioni del direttore Generale Paolo Favini….. “va tutto bene” , sono smentite dai dati statistici forniti dall’azienda stessa (Forse,non è andato tutto bene!!!). Infatti, la carenza di personale non permette al personale nemmeno di usufruire delle ferie e dei riposi per un corretto e meritato recupero psicofisico. Abbiamo attualmente un debito ferie di oltre 41.300 giorni, e circa 150000 ore straordinarie accantonate: una situazione non più tollerabile sia per la sicurezza dei Lavoratori, sia per i Cittadini che si devono recare presso le strutture della ASST di Lecco.
Si tratta di dati gravi ma che, per la dirigenza dell’ASST di Lecco non alimenterebbero segnali di allarme. Un’arroganza che spinge questa amministrazione a mettere in atto continue azioni unilaterali nonostante gli sforzi della parte sindacale per stabilire corrette relazioni: Per questo atteggiamento, considerato antisindacale, le organizzazioni sindacali hanno deciso di intraprendere un ricorso ex articolo 28 legge 300/70 di fronte al Giudice del Lavoro, reputando che le prerogative e i diritti sindacali siano stati violati, attraverso illegittime omissioni e il costante tentativo di totale svilimento del ruolo di rappresentanti dei lavoratori. A tutto questo si aggiungono costanti ritorsioni nei confronti di rappresentanti sindacali USB che si oppongono alla mancanza di sicurezza e che sono, per questo bersagliati da pretestuosi richiami disciplinari e denunce. Purtroppo risulta essere particolarmente sconfortante il poco interesse nel risolvere i problemi ma, come accennato, la propria immagine è l’unica cosa che l’amministrazione sente di dover salvaguardare.
La dimostrazione di questo sono i “teatrini” organizzati con forze politiche utilizzate come cartelloni pubblicitari per distogliere l’attenzione da quelle che sono richieste di aiuto per salvare una sanità in agonia. Citiamo un paio di esempi per far comprendere: lunedi 3 Maggio all’Ospedale di Merate arrivano Maurizio Lupi e Andrea Costa per la presentazione della Colonna Laparoscopica. Da sottolineare che l’Ospedale non ha bisogno di un nuovo laparoscopio, visto che è già presente, ma di personale per poter erogare prestazioni.
La presentazione del nuovo laparoscopio ha visto impegnate forze dell’ordine e come sempre uno spreco notevole di denaro pubblico: siamo almeno sicuri che sia in funzione? E dopo la presentazione, perché farsi mancare il vero scopo del teatrino? Costa e Lupi, senza Moratti che ha dato forfait, all’Hub Technoprobe: tutti verso il profitto!
Un altro esempio: 14 luglio 2020, Gallera a Merate per radiologia a domicilio.
Anche in questo caso sarebbe utile porsi qualche domanda su quante prestazioni siano state realmente eseguite.
Si potrebbe continuare all’infinito, ma sarebbe solo un inutile e spreco di tempo prezioso. Ma soprattutto sarebbe una continua presa d’atto della vera vocazione della politica e della dirigenza regionale in tema di sanità, lanciati verso un’inarrestabile corsa che guarda prioritariamente al profitto e per i quali l’obiettivo della tutela della salute sembra essere scomparso per sempre dai radar. D’altronde, gli interessi le cifre che scorrono attorno alla sanità consigliano a questi “avventurieri della malattia” la logica del comitato d’affari: Formigoni docet!

Unione Sindacale di Base
Pubblico Impiego – Sanità Lombardia

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