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Scritto Lunedì 17 maggio 2021 alle 17:37

Lomagna: 'Uniti' all'attacco con mozione per ''azzerare'' l'iter sul centro sportivo

Per la terza volta in Consiglio comunale di tornerà a parlare del centro sportivo di via Carducci. Dopo l’interrogazione della minoranza discussa nell’aula virtuale il 12 aprile, dopo il question time affrontato il 22 aprile, ora sarà la volta di una mozione, depositata nella mattina odierna, lunedì 17 maggio. L’assise sarà verosimilmente convocata entro la fine del mese per approvare il rendiconto 2020. L’opposizione propone alla Giunta di “adottare tutti gli atti necessari, in regime di autotutela a porre in condizione di ‘TAMQUAM NON ESSET” tutta la procedura che ha portato all’aggiudicazione, dunque azzerare l’efficacia dell’iter di affidamento gestionale della struttura sportiva. Chiede inoltre che venga per questo riscritto un nuovo avviso pubblico, “nell’esclusivo interesse della comunità che chiede di poter fruire della struttura retta da una gestione che esiti da un processo di selezione limpido e auspicabilmente più partecipato”. Fino ad ora la posizione dell’amministrazione è stata molto netta. La sindaca Cristina Citterio ha infatti sempre ravvisato che la legittimità della procedura per affidare la gestione del centro sportivo fosse corretta. Una posizione confermata anche dal segretario comunale Giovanni Balestra, che ha sostenuto non ci fossero cause ostative.

“Uniti per Lomagna” aveva fatto intendere che non si sarebbe fermata lì. E così è stato. Lo scorso 5 maggio il capogruppo Mauro Sala e l’ex sindaco Gianfranco Castelli sono stati ascoltati a Lecco dal Prefetto Castrese De Rosa. Inoltre l’opposizione si sta facendo seguire da un legale, l’avvocato Marco Quiroz Vitale, che vanta numerose pubblicazioni come ricercatore. Oltre a svolgere l’attività forense è anche professore associato all’Università degli Studi di Milano. È specializzato nel diritto sul Terzo Settore ed è stato Difensore Civico della Provincia di Milano. L’avv. Quiroz Vitale starebbe valutando come i consiglieri potranno procedere, oltre alla stretta competenza all’interno del Consiglio comunale, per segnalare alle autorità preposte la vicenda che secondo molti presenta delle criticità.

I fatti su cui si focalizzerà il legale sono con ogni probabilità quelli indicati nella mozione. Sulla base dell’avviso pubblico e della Legge regionale a cui il bando si rifà erano ammissibili “esclusivamente soggetti sportivi esistenti” osserva nel documento Uniti per Lomagna. Il gruppo poi denuncia: “Dei tre soggetti aggiudicatari e parte di un raggruppamento temporaneo, solo uno risulta essere soggetto sportivo e costituito, quindi rientrante nella definizione dell’art.2 della Legge Regionale n. 27 del 14.12.2006, mentre le altre due associazioni sono una non sportiva ed una costituenda”. Quest’ultima società è stata fondata successivamente, nel mese di dicembre.

Con la corposa mozione il gruppo di Mauro Sala domanda se sia stato corretto ammettere un’ATI che non disponeva dei requisiti richiesti dall’avviso pubblico. Chiede se sia stata regolarmente presentata la garanzia fidejussoria stabilita. “Uniti” chiede se sia vero che uno dei soci fondatori della Sport City SSD non comparisse in fase di presentazione dell’offerta e dunque se siano state fatte delle verifiche su questo caso. Infine interroga se “sono stati svolti da parte dell’amministrazione o di autorità esterne approfondimenti in merito alla correttezza delle procedure attivate in fase di aggiudicazione”. Se il question time era stato posto in termini generici sia da parte di chi lo aveva promosso sia di chi aveva poi risposto, con questa mozione l’amministrazione dovrà motivare più dettagliatamente la propria posizione.
Per leggere la mozione, CLICCA QUI.

M.P.
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