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Scritto Lunedì 17 maggio 2021 alle 10:40

Cernusco: voto diversificato su Retesalute e la delibera passa con un emendamento

Inizialmente convocato per la mattinata di sabato 15 maggio, il Consiglio comunale di Cernusco Lombardone è stato posticipato nel pomeriggio per la concomitanza con il funerale del piccolo Gioele, vittima una settimana prima di un incidente. Proprio a lui è stato dedicato un minuto di silenzio in avvio dell’assise tenutasi da remoto. La sindaca Giovanna De Capitani ha auspicato l’impegno sempre maggiore delle prossime amministrazioni di mettere in atto delle politiche nei confronti dei bambini e delle famiglie di Cernusco.

Il nodo centrale del Consiglio ha riguardato Retesalute, con la delibera per lo scioglimento dell’azienda speciale. Dopo aver atteso qualche settimana con il rinvio della discussione, la maggioranza si è espressa favorevolmente all’atto di indirizzo. L’assessore Maria Rachele Villa ha riportato la cronistoria della vicenda debitoria di Retesalute, riconoscendo che in una prima fase si fosse tentata la strada del ripianamento ma che, sentiti i pareri contrari di segretari comunali e responsabili di servizio, si è invertita la rotta. La rotta è ormai quello dello scioglimento. Al collegio di liquidatori verrà fornita l’indicazione di tentare di far tornare in bonis l’azienda e così revocare il procedimento. L’assessore ha poi precisato che Cernusco vanta crediti da Retesalute per 108.580 euro riferiti al triennio 2018-2020. Più precisamente sono soldi attesi dall’Ambito di Merate, che vengono gestiti da Retesalute. Ha poi dichiarato che l’Ente comunale ha sempre pagato tutte le fatture per i servizi prestati e non ha dunque debiti con l’azienda speciale. L’assessore al bilancio ha poi annunciato che nel consuntivo 2020 è stato inserito un accantonamento di 112.115 euro, seguendo il principio di ripartizione in base alla quota sociale di Cernusco in Retesalute.

Per IFNC è intervenuta la consigliera Renata Valagussa, che ha evidenziato la gravità della situazione che si è venuta a creare. Secondo Valagussa non andrebbero sottaciute le responsabilità. Come altre minoranze dei Comuni limitrofi, anche Identità e Futuro Nostro Cernusco ha proposto due emendamenti. La prima richiesta è che vengano determinati i contributi straordinari dovuti da parte dei Comuni soci in considerazione dei maggiori servizi realmente forniti da Retesalute. Seconda proposta riguarda la trasmissione della delibera alla Procura perché si valutino le responsabilità dei precedenti amministratori dell’azienda. Dunque la replica della sindaca Giovanna De Capitani che sul primo punto ha proposto di trasformarlo in una sorta di atto di indirizzo da sostenere in assemblea dei soci. “Sarà compito dei liquidatore fare le valutazioni sulle ripartizioni e sui risanamenti” ha detto il primo cittadino. Sul secondo aspetto la condivisione della maggioranza è stata posta sia nella forma sia nella sostanza. “Dovremo fare di tutto per andare in continuità con questa azienda – ha poi sostenuto De Capitani – È una valutazione che dovrà essere fatta a posteriori del lavoro che dovrà intraprendere il collegio dei liquidatori”. La linea intrapresa è a favore dei lavoratori, ha spiegato la sindaca. “Il personale è preoccupato. Tanti dipendenti, anche di ruoli importanti, hanno cercato dei posti di lavoro più sicuri e certi. Il collegio dei liquidatori proseguirà la gestione ordinaria e sostituirà i ruoli scoperti perché il mandato è di continuare l’erogazione dei servizi, pur riconoscendo il momento di difficoltà dell’azienda” ha concluso il suo intervento il primo cittadino.



“Nessuno ha mai messo in dubbio la qualità dei servizi erogati da Retesalute e la sua capacità come azienda speciale di occuparsi di servizi critici in maniera competente e capillare sul territorio – ha commentato il capogruppo di IFNC Gennaro Toto – Non c’è situazione migliore per cui auspicare che questa azienda continui a operare sul territorio, se non altro per la natura dei servizi che offre. È necessaria una continuità tra chi eroga e riceve il servizio”. Per quanto riguarda l’alternativa su cui optare, liquidazione o ripianamento delle perdite, Toto ha evidenziato che entrambe sono state prospettate da esperti in materia. L’assenza di strumenti utili a compiere la decisione ha portato il gruppo consiliare IFNC ad astenersi dalla votazione, sebbene le istanze dei tre consiglieri siano state accolte. Un aspetto quest’ultimo rimarcato in ultima analisi dalla sindaca per “strappare” un loro voto a favore.

Discorso diverso per Salvatore Krassowski, che si ha sintetizzato gli aspetti critici della liquidazione e la contraddizione di termini all’interno del testo deliberativo. Per il capogruppo di Cernusco Lombardone Bene Comune se si volesse applicare la norma sulla liquidazione dell’azienda perché di fatto 4 esercizi su 5 sono stati in perdita, andrebbe valutata subito il futuro alternativo a Retesalute, con la costituzione di una nuova azienda speciale. Ha contestato quindi l’obiettivo che viene posto al collegio liquidatore per il ritorno in bonis e il conseguente annullamento della liquidazione. “Sappiamo bene che non ci potrà essere la continuità – ha detto Krassowski – Si sta facendo la cosa giusta? A me non sembra”. Il consigliere ha poi attaccato: “Questo passaggio non ha alcun senso giuridico. Non si può dare mandato al collegio liquidatore di continuare l’attività quando la funzione precipua dello scioglimento è la chiusura dell’azienda. Questa contraddizione non è colmabile con nessun’altra motivazione”. Il capogruppo di CLBC ha lamentato che tale ossimoro non sia stato affrontato dal revisore dei conti comunale, la cui relazione sarebbe non esaustiva. Ha indicato la strada del ripianamento come la migliore sul tavolo, per cui ci sarebbero le condizioni. “Tutti dicono che bisogna salvare Retesalute, ma in realtà si sa che poi bisognerà pensare ad un’altra alternativa. La politica di centro-sinistra e centro-destra, che con questa delibera rappresenta una sorta di armistizio, lascerà il campo a una battaglia per la conquista dei servizi socio-sanitari locali, che avranno una destinazione a quel punto più che privatizzata”. Anziché stabilire delle connessione con la rete ospedaliera, ha ipotizzato Krassowski, si prefigura un altro “smantellamento”. “Questa delibera porta alla chiusura di Retesalute” ha sentenziato Krassowski.

Di tutt’altro avviso la sindaca, che ha respinto le accuse: “Io nell’assemblea dei soci non ho mai letto la volontà di affossare Retesalute o di non occuparsi della tutela dei posti di lavoro o non credere nell’azienda. Leggo nell’ultimo parere della segretaria di Robbiate che l’azienda non è risanata. C’è scritto che l’unica soluzione consentita ad oggi dalla legge è la liquidazione volontaria. Questi due anni di discussioni ha portato forse a un ulteriore indebolimento nell’erogazione dei servizi e nella tutela del personale. Non dobbiamo assolutamente più perdere tempo”. Il primo cittadino ha evidenziato che attorno alla delibera c’è la netta maggioranza dei Comuni soci. Concetti ribaditi poi dall’assessore Villa, che ha aggiunto in merito al ripianamento che non permetterebbe di fare chiarezza sulle irregolarità passate. E sul pericolo della privatizzazione ha asserito Villa: “La volontà degli Enti soci è di continuare sulla via di un’azienda speciale, però di un’azienda sana”. Al termine di un ampio dibattito, Insieme per Cernusco si è espressa a favore della versione emendata della delibera; IFNC, a favore dell’emendamento proposto, si è astenuto sulla versione modificata della delibera, mentre Krassowski ha espresso totale contrarietà e ha annunciato la sua partecipazione al presidio dei sindacati il 20 maggio, giorno in cui si terrà l’assemblea dei soci di Retesalute.
M.P.
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