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Scritto Lunedì 17 maggio 2021 alle 08:42

Parco Curone, partitocrazia e mtb (non mbk)

Il Parco del Curone ha un Presidente eletto dalla partitocrazia (in questo caso di sinistra), che coerentemente con la propria logica lottizzatrice ha piazzato lì un "politico amico attualmente senza incarico" anziché un soggetto con esperienze manageriali e competenze specifiche. La stessa cosa purtroppo accade in altri ambiti ed enti pubblici, in primis le aziende sanitarie. Oggi il nostro Parco, quando non viene "museificato" con provvedimenti miopi e improvvidi, privilegia le presenze di chi si riempie la panza negli agriturismi (e che se potesse entrerebbe in automobile perfino in sala da pranzo) o di coloro che frequentano i maneggi per via dei cavalli (considerati elemento naturale dei boschi e dei prati, come se fossero liberi di andarsene in giro a nitrire per i fatti loro). Il divieto della pratica del mountain biking nel Parco mi sembra un'assurdità. Occorre governare i fenomeni, non "risolverli" con il bieco proibizionismo. Tutto ciò mi ricorda ciò che accadde nella primavera del 2020. Il trio delle meraviglie (Conte, Boccia e Speranza) arrivò a sguinzagliare la polizia nei confronti dei runner. Purtroppo nel nostro sgangherato Paese continua a mancare non solo la cultura ambientale ma anche quella sportiva.
Fabiano
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