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Scritto Domenica 16 maggio 2021 alle 07:36

Unione Valletta: si vota lo scioglimento di Retesalute,  Panzeri 'si assenta' durante la discussione. Mario Brambilla è contrario


Il segretario, dottor Valerio Esposito e Romeo Ripamonti

Dopo una discussione sul primo punto all'ordine del giorno - la composizione di una nuova Giunta e la nomina di presidente e assessori - durata circa due ore e mezza,  l'assise dell'Unione dei Comuni, rimasta con i soli membri di La Valletta e Mario Brambilla seduti ai banchi, è passata ad affrontare i temi seguenti. Il sindaco Marco Panzeri, ormai eletto al vertice dell'ente sovracomunale, ha richiesto di spostare il secondo punto all'ordine del giorno, lo scioglimento mediante procedura di liquidazione volontaria dell'Azienda Speciale Retesalute, come ultimo. Panzeri infatti ha richiesto di assentarsi dalla sala consiliare nel momento in cui si fosse discusso del punto relativo a Retesalute, in quanto, come ha spiegato lui stesso, "sulle delibere che riguardano l'azienda speciale, per la vicenda specifica di mia moglie (in forze all'azienda nei periodo sotto "accusa", ndr), non ho nessuna difficoltà a dire che mi faccio da parte". Una volta ricevuto l'ok del consiglio sullo spostamento della discussione, il presidente Panzeri ha affrontato i temi del rendiconto della gestione per l'esercizio finanziario 2020, in cui rientrano anche i 199.000 euro accantonati proprio per Retesalute. Ci sono poi, su un avanzo di 729.000 euro, 160.000 euro di fondi di dubbia esigibilità, mentre la parte vincolata è di 328.000 euro. Senza ulteriori commenti, i presenti hanno approvato la voce, discutendo poi la variazione al bilancio di previsione 2021, pari a 385.000 euro. Tra le maggiori spese il capitolo per gli incarichi professionali, che passa da 7.500 euro a 50.000 euro, e i capitoli sul funzionamento delle pattuglie della Polizia Locale. Anche la variazione al bilancio è stata approvata, con l'astensione di Mario Brambilla.

A destra Peter Sironi


Poco prima della mezzanotte, la parola è passata al consigliere Romeo Ripamonti, che in assenza del presidente e del suo vice ha avuto l'onere di presiedere la discussione del punto su Retesalute in quanto membro più anziano dell'assise. Ripamonti ha a sua volta passato la parola a Peter Sironi, che ha esordito dicendo che per un argomento così delicato sarebbe stato opportuno dedicare una serata a parte. "Come gruppo consiliare abbiamo discusso della questione tutti insieme, dopo un ampio confronto siamo riusciti a prendere una decisione, e per questo ringrazio tutti i consiglieri che hanno partecipato alla discussione" ha detto, definendo la questione "complessa". "La nostra amministrazione di La Valletta ha preso in capo la vicenda solo dall'ottobre del 2020" ha chiarito, ripercorrendo brevemente le tappe che hanno portato alla decisione dello scioglimento. "Retesalute presenta delle perdite complessive per 3.710.500 euro, e per questo attivo i vari enti, dopo aver chiesto diversi pareri, hanno fatto emergere la necessità di porre in liquidazione l'Azienda. Per questo si darà mandato al presidente dell'Unione o un suo delegato di esprimersi, e noi abbiamo deciso di votare a favore della delibera. La nostra volontà politica, che abbiamo ricordato più volte sarà quella di rilanciare politicamente ed economicamente Retesalute, poiché ci crediamo e crediamo che nell'ambito dei servizi socio assistenziali sia necessario fare rete e che quindi i servizi vengano gestiti in forma associata. Pur essendo un'amministrazione subentrata di recente, non possiamo che adeguarci alla volontà degli altri soci". A questo punto, Mario Brambilla ha preso la parola, spiegando di nutrire forti dubbi circa il ritorno in bonis dell'Azienda Speciale: "penso che liquidazione e ripianamento dei debiti siano due alternative una all'altra, e per me la strada giusta da prendere non è la liquidazione, ma ci deve essere un rilancio mediante un adeguato piano di risanamento della società".  Con il voto contrario di Mario Brambilla e l'ok da parte del resto dell'assise, il consiglio dell'Unione ha dunque votato positivamente circa la liquidazione di Retesalute. 
G.Co.
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