Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 429.199.516
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Venerdì 14 maggio 2021 alle 15:22

Mandic: un centinaio i dipendenti aderenti allo sciopero. Giliola Sironi: con i comitati di gestione i comuni avevano più controllo



La dottoressa Fabiola Dreossi, Giliola Sironi, Bruno Crippa,  Giovanni Battista Albani, Alessandro Pozzi

Sono stati un centinaio i lavoratori che questa mattina si sono alternati davanti alla portineria del Mandic per lo sciopero indetto dalle sigle sindacali a difesa della sanità privata.
Con loro c'erano anche semplici cittadini e rappresentanti delle istituzioni, a testimonianza di come il problema sia sentito.
Si sono scorti volti “noti” del territorio, attualmente fuori dalle cariche politiche ma che per anni si sono dati da fare e lo fanno ancora, per tutelare e difendere una realtà come il Mandic.


Lanfranco Consonni

C'era Giliola Sironi assessore per diversi lustri a Casatenovo, poi per la provincia di Como nonchè consigliere regionale che in più occasioni ha espresso la sua preoccupazioni per le sorti del presidio. “Senza dipendenti l'ospedale non va. Il problema è nato quando hanno tolto i comitati di gestione che erano nominati dai comuni e avevano il polso del territorio. Poi hanno pensato che la sanità fosse un'azienda ma non è così: non ci sono solo la salute e i mezzi tecnici ma anche il rapporto con il paziente e i bisogni del territorio che vanno individuati per adeguarvi l'ospedale. Merate è diventato un ospedale di passaggio o di fine carriera mentre prima si riusciva a creare un legame tra il personale e l'ospedale”.



L'intervento di Giliola Sironi





L'intervento di Francesco Scorzelli



C'era anche alla protesta nei primi anni del 2000, Lanfranco Consonni, già consigliere comunale. “E' un brutto segno essere nuovamente qui. Significa che la situazione non è cambiata. Chi ha un obiettivo contrario alla salvaguardia e alla tutela del Mandic continua a portarlo avanti, al di là di quello che si fa. C'è un po' di rassegnazione ma vedere qui rappresentanti istituzionali dà anche speranza”.


Il presidio, durato due ore, e che ha visto la presenza di due pattuglie dei carabinieri e di una in transito più volte della polizia locale, che ha fatto allontanare i venditori ambulanti dal parcheggio di fronte, è durato appunto fino alle ore 10, poi ciascuno è ritornato alle proprie occupazioni.

Articoli correlati:
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco