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Scritto Giovedì 13 maggio 2021 alle 21:57

Una passerella per (non) parlare del Mandic

Il titolo più azzeccato della pièce rappresentata via zoom l'altra sera è: come trasformare un problema tremendamente serio in una passerella. Regia di Alessandra Hofmann. Parte seconda. La prima era andata in scena qualche settimana fa, con l'inaugurazione della colonna laparoscopica, a cura di regista anonimo e senza la protagonista principale, ovvero Letizia Brichetto Arnaboldi in Moratti.

Sulla scia delle iniziative spontanee a favore del San Leopoldo Mandic - 362 firme interne tra medici e personale sanitario e seimila firme cittadini sulla petizione online - la sindaca di Monticello, presidente della conferenza dei sindaci del casatese, ha organizzato una serata per fare il punto della situazione che caratterizza il presidio ospedaliero meratese. Di buona fede e ottime intenzioni, non dubitiamo. Però anche l'ingenuità può generare danni.

Un convegno del genere deve essere preparato operando in via preventiva una valutazione con gli addetti ai lavori e poi, una volta redatta, la cosiddetta "lista della spesa" - più o meno le venti domande poste da questo giornale - va messa al centro del confronto tra primi cittadini. Allo scopo di predisporre una mappatura contenente obiettivi concreti e misurabili da sottoporre poi alla direzione strategica dell'ASST.

Invece no, la sindaca di Monticello, in quota Forza Italia, ha pensato bene di coinvolgere in questa serata zoom - non preceduta da alcun momento di confronto e approfondimento - nientepopodimeno che i consiglieri regionali Mauro Piazza (Forza Italia), Antonello Formenti (Lega) e il sottosegretario ai grandi eventi sportivi Antonio Rossi. Quarto fuori campo Raffaele Straniero del PD.

Così, anziché discutere del perché le sale operatorie di ottima fattura sono poco utilizzate, domandare per quale Urologia e Chirurgia pediatrica sono di fatto specialità soppresse, reclamare per l'eliminazione dell'auto medica e altre amenità del genere la serata è stata sapientemente buttata in politica. In genere quando uno "non entra nel merito" significa che della questione ne sa esattamente nulla. Così straparla di campagna elettorale accusando gli avversari (come se ci fossero cittadini immuni e altri no) di strumentalizzare l'infondata questione ospedale per fini elettorali.

Al netto di Filippo Galbiati, la cui competenza è fuori discussione, non ci risultano interventi di un qualche spessore degno di nota. Le venti domande sono state ignorate, altrettante non sono state neppure poste. Intanto i reparti restano attivi in misura molto limitata se non addirittura ancora chiusi. Tuttavia, ci dicono Piazza e Formenti ci "sono imponenti progetti che specializzeranno il Mandic". In che cosa non è dato sapere. Noi, hanno aggiunto, abbiamo già vinto una battaglia (contro chi?) mantenendo il presidio meratese nell'ASST di Lecco, altrimenti chissà dove sarebbe finito.

Comunque sia la "missione" è stata compiuta. Mauro Piazza - cui comunque diamo atto di aver portato numeri e un po' di concretezza - ha potuto postare il suo commento improntato al massimo ottimismo, Formenti ha gioiosamente ripetuto che tutto va bene, la sollecitata riunione dei sindaci è stata svolta per cui, parafrasando Guccini, ''a culo tutto il resto''.

Sì, venerdì (domani) c'è uno sciopero del personale, ci sarebbero anche 362 firme da tenere pur sempre presenti essendo di operatori del presidio, e uno specifico reparto talmente sotto tiro da sfiorare il mobbing, ma sono tutti aspetti secondari. Con la doppia rappresentazione teatrale l'ASST ha mostrato la sua grande capacità di neutralizzare le proteste. Potendo in ciò contare su sindaci (come Panzeri e Hofmann) che chiedono ai dirigenti di verificare le proteste su decisioni che essi stessi hanno assunto. Mica male davvero. Così si vince facile però!
Claudio Brambilla
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