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Scritto Giovedì 13 maggio 2021 alle 11:57

Scuola all'aperto: il progetto 'EsplorAzioni' anche a Erve e Airuno

Un progetto inedito e sperimentale dal titolo “EsplorAzioni” ha preso avvio in tre istituti comprensivi (due del lecchese e uno della bergamasca) sotto il coordinamento degli esperti della Cooperativa Sociale Liberi Sogni Onlus che, in anni di attività sul territorio, hanno maturato competenze ed esperienze nell’ambito dell’outdoor education, sia in contesti scolastici che extrascolastici.
Il progetto, realizzato con il contributo del Dipartimento per le politiche della famiglia-Presidenza del Consiglio dei ministri, coinvolge tutte le fasce d’età: la scuola dell’infanzia di Erve e Caprino Bergamasco, le primarie di Erve, Caprino e Airuno, nonché le secondarie di primo grado di questi ultimi due paesi. Si tratta di percorsi in natura alla scoperta del proprio territorio, realizzati in collaborazione con gli istituti e in stretta sinergia con Dirigenti e insegnanti.



"L'ambizioso progetto che il Comprensivo di Cisano Bergamasco ha promosso in collaborazione con il Comune e la Cooperativa Liberi Sogni è articolato in un ricco percorso rivolto alla scoperta del territorio per l'infanzia, al mondo delle esplorazioni per la primaria e alla somministrazione in forme esperienziali di unità di apprendimento condivise con i docenti e corredate da griglia di osservazione e valutazione. Tutto ciò significa sperimentare metodologie didattiche innovative. L'apprendimento assume valenza reale, accattivante e, soprattutto, fortemente motivante. Fare scuola all'aperto si può" racconta la Dirigente Mariateresa Di Guglielmo.
Per la coordinatrice della Primaria di Erve Anna Rosa Cusumano, "il “Progetto Esplorazioni 2021”, avente come sfondo il tema della natura, sta permettendo un ulteriore arricchimento del bagaglio conoscitivo degli alunni e l’educazione al vivere insieme attraverso concrete esperienze di cooperazione. I bambini partecipano con interesse e curiosità alle proposte e accolgono le diverse attività con voglia di imparare cose nuove. Sono dinamici e interattivi, specialmente se coinvolti in esplorazioni. Il momento della restituzione è davvero entusiasmante".


Diversi gli attori coinvolti oltre alle scuole: le famiglie dei bambini e dei ragazzi, le amministrazioni comunali, le realtà associative, le aziende agricole e commerciali locali ed infine l’Università degli Studi di Milano - gruppo di Psicologia Sociale e Ambientale del Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali - incaricata di supervisionare le attività e di supportare il team di lavoro nella definizione di un modello replicabile in altre scuole e contesti che verrà presentato in autunno, al termine del progetto.
Ma cosa significa fare educazione outdoor?
"Significa ripensare completamente il modo di insegnare, a partire dagli spazi utilizzati, che non devono essere aule ricostruite all’esterno - spiega Veronica Pandiani, coordinatrice della Cooperativa Liberi Sogni -. Significa piuttosto uscire dalla scuola e vivere maggiormente i cortili, i boschi, le piazze, scoprire il territorio in cui si vive e i suoi abitanti, umani e non. Significa esplorare l’esterno per farsi ispirare e prendere degli spunti pratici, reali, concreti dal mondo naturale. Così il semplice ritrovamento di un lombrico diventa un input utile per affrontare il tema della catena alimentare e dell’ecosistema. Oppure attraverso un laboratorio di estrazione dei pigmenti dai fiori e dalle erbe spontanee si può comprendere perché la natura sia così colorata e scoprire il ruolo degli insetti impollinatori nell’ecosistema. Fare educazione in natura significa imparare ad essere curiosi, a fare ragionamenti complessi e non a compartimenti stagni, imparare dalle cose più semplici e scontate che ci circondano, come la pioggia che qualche volta “disturba” le nostre uscite".



Il bisogno di stare all’aperto dopo mesi al chiuso e in digitale è evidente. Diventa quindi importante e vitale per i bambini vivere occasioni di autentico contatto con la natura, di esplorazione del proprio territorio, di sviluppo di dimensioni e abilità non solo cognitive ma anche emotive, relazionali, corporee, creative e civiche. E perchè non fare tutto ciò proprio a scuola?
"Mai come oggi - racconta la docente Raffaella Biella della Scuola secondaria di I grado di Airuno - avverto la necessità che gli alunni, ed anche io stessa con loro, possano trascorrere del tempo all'aperto, per riappropriarci di quello che ci comunicano i nostri sensi e, di riflesso, ritrovare dentro di noi un luogo sereno, di pace, dove non trovino posto l'ansia o la preoccupazione. Dare spazio alla percezione del bello insito nella natura, a due passi da dove viviamo, vuol dire ritrovare energie per vivere con grinta e anche con gioia le piccole situazioni di ogni giorno, non sempre facili, osservandole da un'altra prospettiva e dando loro il giusto peso. Gli incontri con gli esperti di Liberi Sogni ci stanno insegnando tutto questo".



"La sfida è alta - prosegue Veronica -. Un team multidisciplinare della Cooperativa fatto di educatori ambientali, artisti, animatori scientifici, antropologi e storici dell’arte ha lavorato intensamente insieme agli insegnanti per creare dei percorsi su misura che tenessero conto anche delle disposizioni anti covid delle scuole, cercando di trovare il filo conduttore opportuno ed unico ad ogni contesto, connesso al programma didattico e tarato sulle diverse età coinvolte. Un esperimento che speriamo di poter proporre anche in altri contesti del nostro territorio".
Il progetto proseguirà anche dopo la fine delle lezioni con la realizzazione, nell’estate 2021, di esperienze immersive in natura nei tre Comuni (Erve, Airuno e Caprino Bergamasco) in collaborazioni con le Amministrazioni comunali. Si organizzeranno sia centri estivi diurni dal lunedì al venerdì (presto maggiori informazioni on line sul sito della Cooperativa e su quelli dei Comuni), sia settimane residenziali in tenda nei boschi tra Airuno e Valgreghentino (www.liberisogni.org/campiestivi).
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