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Scritto Mercoledì 12 maggio 2021 alle 16:49

Retesalute: Olgiate respinge le accuse e punta il dito al Cda. ''Gestione negativa''

Il sindaco Giovanni Battista Bernocco
e la segretaria comunale Anna Lucia Gaeta
A una settimana di distanza dall'assemblea dei soci di Retesalute che voterà lo scioglimento dell'azienda speciale, i ribollimenti interni al gruppo dei sindaci sono emersi nella conferenza stampa convocata dal sindaco di Olgiate Molgora, Giovanni Battista Bernocco. L'incontro in presenza della segretaria comunale Anna Lucia Gaeta si è svolto nella mattinata odierna, mercoledì 12 maggio.
Una replica a quanto uscito in diversi Consigli comunali di queste settimane e al giro di comunicazioni di alcuni colleghi di Bernocco, indirizzate a Olgiate, Ente che verrebbe accusato di aver aggravato la situazione di Retesalute, già particolarmente complicata. "Non ci stiamo a passare come capro espiatorio. Noi siamo gli unici che hanno voluto salvare l'azienda" rivendicano dalla sala consiliare olgiatese.
"Olgiate ha messo la faccia su questa vicenda nella logica di far riflettere le altre amministrazioni che il percorso non è uno solo senza alternative, come si è sempre detto tra i cinque che parlano nell'assemblea dei sindaci. Olgiate ha alzato la mano e ha detto che forse c'è un'alternativa, valutiamola. Sono certo che tanti dei miei colleghi non hanno il polso di cosa si andrà effettivamente incontro, come non lo avevo io all'inizio" ha dichiarato il primo cittadino.
"Il segretario non è contraria alla liquidazione, è una scelta dei soci politico-amministrativa. Io contesto che ci sia un obbligo giuridico a liquidare l'azienda. Ho fatto l'unica cosa possibile: sollevare il velo a chi era distratto. Ho sottolineato che l'azienda aveva già avviato un percorso di risanamento" ha commentato Gaeta. Cardine della tesi della segretaria è il parere n. 25 del 2021 della Corte dei Conti Campania, Sezione Controllo. Il recente pronunciamento su un caso analogo dice che il pareggio sostanziale può essere considerato rispettato se il disavanzo riguarda fatti di gestione di annualità precedenti che non si era potuto ravvisare e accertare a suo tempo. "In quest'ottica, il disavanzo rimane 'nuovo' se tanto l'ente dominus che il management (con ciò intendendosi quello che ha rilevato il disavanzo) hanno potuto attivare il loro munus (rispettivamente di vigilanza e di amministrazione attiva) solo con l'ultimo bilancio in cui i fatti si sono resi palesi, a fronte della impossibilità di rilevarlo precedentemente" scrive la Corte. Nelle delibere approvate nei vari Consigli comunali, ha sottolineato la segretaria di Olgiate, non si fa riferimento a questo parere della Corte dei Conti Campania.
Nella conferenza stampa la dott.ssa Gaeta ha inoltre evidenziato il disallineamento tra le azioni deliberate e messe in campo fino a questo momento dal nuovo CdA e dall'Assemblea dei soci per risanare l'azienda e la scelta futura di scioglierla.
Il sindaco ha poi sostenuto che l'iter della liquidazione è solo apparentemente la strada più liscia. Lo statuto, anche nella versione modificata nel 2018, non è coerente con il Testo Unico. Concetto rafforzato dalla segretaria per la quale lo Statuto non è esaustivo sulla procedura di liquidazione da attuare. La stessa delibera di indirizzo votata nei Consigli comunali non è sufficientemente precisa e puntuale, secondo il pensiero della dott.ssa Gaeta. Scetticismo è emerso su questo atto che è stato votato in versioni differenti nei vari Comuni. Toccherà al notaio nell'assemblea dei soci del 20 maggio stabilire quale testo prendere in considerazione.
"Oggi paghiamo lo scotto che i servizi sono stati pagati al ribasso - ha concluso Bernocco - Questo in Assemblea dei sindaci è sempre venuto fuori. Questo è il risultato. Un'azienda del genere non può essere gestita da gente che non è pagata. Stiamo parlando di un'azienda che gestisce i servizi sociali. Nel 2018 una parte dei sindaci lo diceva che quella posizione [la presidenza del CdA, ndr] è giusto che sia occupata da una persona in grado di gestire l'azienda. Non va bene che sia data in mano a una persona nominata solo politicamente. Riconosco al CdA che ha fatto saltare fuori tutto, ma è la gestione che è stata negativa".
M.P.
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