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Scritto Giovedì 06 maggio 2021 alle 12:52

Unione Valletta, lettera di Panzeri: ''Siamo in difficoltà, le criticità vanno affrontate''

Dopo una settimana di silenzio, in attesa di una nuova convocazione del consiglio dell’Unione della Valletta che non è arrivata, il dimissionario vicepresidente dell’ente sovracomunale Marco Panzeri e i due assessori Anna Perego e Raffaele Cesana hanno pubblicato una lettera in cui esprimono la loro posizione su quanto accaduto.
“Non si tratta nè di manovre, nè di riposizionamenti personali” scrivono, sottolineando che le dimissioni non sono da ricondurre nemmeno ad antipatie o personalismi.
Accusando poi il sindaco Efrem Brambilla di utilizzare un “megafono social”, Panzeri e i suoi hanno ripercorso gli avvenimenti di questi giorni, partiti dal casus belli, la riorganizzazione del personale dell’Unione, per cui il primo cittadino di Santa Maria si è più volte espresso come contrario.
“Possiamo scrivere, senza che il Presidente Brambilla si arrabbi, che le criticità politico/istituzionali esistono nell’Unione da qualche anno, che costituiscono una zavorra all’operatività dei due Comuni, che non sono state riconosciute tali, che non sono quindi mai state affrontate e risolte, che oggi siamo fermi da quasi un mese, che siamo impossibilitati a deliberare/determinare e, quindi, siamo in estrema difficoltà” conclude schiettamente Marco Panzeri.
Di seguito la lettera integrale diffusa questa mattina:
Ai cittadini residenti
nel Comune di La Valletta Brianza

Oggetto: Unione dei Comuni Lombarda della Valletta – Posizione dell’Amministrazione comunale in merito alla gestione associata di tutte le funzioni comunali con il Comune di Santa Maria Hoè.

Cari concittadini, care concittadine,
in questi giorni state assistendo ad uno scontro pubblico tra le Amministrazioni comunali di La Valletta Brianza e di Santa Maria Hoè: nel giudizio dei meno appassionati alla vita del Comune, i fatti di questa settimana potrebbero essere derubricati nel cosiddetto “teatrino della politica” ma Vi assicuro che non si tratta né di manovre o di riposizionamenti personali – ieri leggevo su un giornale locale di chissà quali macchinazioni e di golpe in Valletta – né di questioni di carattere personale – litigi, incomprensioni, insofferenza, antipatie o cose del genere.
La questione che il Gruppo consiliare La Valletta 2020 ha deciso di denunciare e di rendere pubblica con le dimissioni dei tre Assessori dalla Giunta dell’Unione ha invece una rilevanza politica sostanziale nel senso che, se non affrontata e ben risolta, potrebbe incidere negativamente sulla capacità del nostro Comune di risollevarsi dal torpore dei primi 5 anni di esistenza e, quindi, di poter impegnare e spendere al meglio le risorse economiche a disposizione che ammonteranno a circa 10 milioni di euro nei prossimi 5 anni.
Quanto raccontato in questi giorni attraverso il megafono social del Sindaco Brambilla e nelle varie interviste che lo stesso ha rilasciato alla stampa locale, può essere a mio avviso ascritto nella categoria del dire e non dire, cioè del far partire il racconto da una verità certa per poi indurre il lettore a chiudere la riflessione in termini potenzialmente scollegati dalla realtà.
Non voglio addentrarmi in esempi particolari per non perdere di vista la questione politica che sta alla base delle dimissioni dei nostri tre Assessori ma un fatto singolare, forse il più significativo che tanto ha fatto discutere in questi giorni, mi permetto di raccontarlo.
Nel confronto avuto con il Sindaco Brambilla lo scorso 30 aprile, ho effettivamente citato il nome del Consigliere Mario Brambilla nell’ambito di una riflessione che sottolineava, però, l’assurdità della volontà del Sindaco Brambilla di portare il proprio Comune all’opposizione negli organismi dell’Unione: dissi semplicemente che, siccome l’Unione è una gestione associata in cui le singole Amministrazioni comunali esercitano la rispettiva ed esclusiva responsabilità politica, tale proposta era da ritenersi talmente strampalata che sarebbe stato, per assurdo, come chiedere di far entrare Mario Brambilla – Consigliere di opposizione – nella Giunta comunale di Santa Maria Hoè.
Quindi ho effettivamente citato il nome del Consigliere Mario Brambilla ma non ho mai chiesto al Sindaco Brambilla di farlo entrare nella Giunta comunale di Santa Maria Hoè.
Veniamo al casus belli che ha portato alle dimissioni dalla Giunta dell’Unione dei nostri tre Assessori e quindi reso di pubblico dominio il blocco dell’operatività dell’Unione. Ritengo che sia stato un caso che il bubbone sia scoppiato sul tema della riorganizzazione del personale, degli uffici e dei servizi: poteva scoppiare su una delle deliberazioni che avremmo assunto nei prossimi mesi come magari poteva scoppiare sul bilancio di previsione approvato alla fine dello scorso mese di marzo visto che la partecipazione del Sindaco Brambilla alla sua stesura si era limitata, per sua volontà, a due soli brevi incontri nell’arco dei due mesi e mezzo di tempo dedicati alla sua formulazione; visto però il risultato e il significativo risparmio in spesa corrente, il bilancio è stato approvato con l’accordo di tutti, anche se in esso erano già state inserite tutte le ricadute economiche delle scelte riorganizzative.
Nel merito del progetto di riorganizzazione, abbiamo preso atto della contrarietà del Presidente Brambilla senza che lo stesso abbia mai formulato una contro-proposta organica complessiva in grado di dare risposte concrete e certe ai conclamati problemi organizzativi: dopo un mese di confronto (dal 3 marzo al 2 aprile), nella seduta della Giunta dell’Unione del 6 aprile abbiamo deciso di approvare a maggioranza la riorganizzazione e di renderla operativa dal 15 aprile per la parte
inerente l’organizzazione degli uffici e dei servizi e dal 17 maggio per la parte che regolamenta le tematiche relative alla conciliazione famiglia/lavoro.
Il Presidente Brambilla nella seduta del 6 aprile, dopo aver espresso voto contrario senza verbalizzare le motivazioni di merito, informò la Giunta dell’Unione ed il Segretario che avrebbe firmato i decreti attuativi nel rispetto dei tempi indicati dal regolamento: la firma venne concordata dallo stesso Presidente con gli uffici per il 15 aprile, spostata poi al 16, rimandata infine al 19 per una questione che sembrava dovuta ad un malfunzionamento del sistema informativo. Il 19 aprile leggevamo dal protocollo la comunicazione della volontà di non firmare i decreti.
Dal canto nostro, è bene chiarire che non abbiamo mai preteso dal Presidente Brambilla la firma dei decreti attuativi delle scelte riorganizzative deliberate a maggioranza dalla Giunta dell’Unione; abbiamo invece preteso che venissero scritte le motivazioni di merito a supporto della scelta di non sottoscriverli. Il paradosso è che, ad oggi, non esiste un atto dell’Unione o una comunicazione del Presidente Brambilla che riporti le motivazioni di merito della sua scelta.
La Giunta comunale di Santa Maria Hoè, almeno dalla sera del 27 aprile, era a conoscenza del fatto che ci saremmo dimessi dalla Giunta dell’Unione qualora fosse proseguito l’atteggiamento di deresponsabilizzazione del Presidente Brambilla senza motivazioni di merito scritte. Sapeva anche che il sottoscritto – nella qualità di Vicepresidente dell’Unione – non avrebbe esitato a firmare i decreti attuativi qualora il Presidente avesse scritto motivazioni di carattere politico. Qualora invece le motivazioni fossero state di natura tecnica, avremmo proceduto con ulteriori approfondimenti insieme al Segretario e al nostro Responsabile di Servizio che aveva a suo tempo certificato la regolarità tecnica e contabile delle delibere approvate il 6 aprile; i decreti sarebbero stati da me firmati nel caso in cui le motivazioni tecniche fossero state prive di fondamento giuridico mentre avremmo proceduto alla modifica del regolamento in caso opposto.
La mattina del 28 aprile il Presidente Brambilla confermava la volontà di non firmare i decreti attuativi e di non essere disponibile a scrivere le motivazioni di merito, chiedendo al Vicepresidente di subentrare nella firma come previsto dal regolamento, con la promessa che le motivazioni sarebbero stata scritte entro le tre settimane successive. Il resto è ormai cronaca.
Ciò che è inaccettabile è l’atteggiamento assunto dal Presidente Brambilla di totale deresponsabilizzazione pensando che ci sia sempre qualcun altro pronto a correre e disposto a risolvere i problemi come già successo più volte nei mesi passati.
L’Unione non è un Comune: non si eleggono direttamente né i Consiglieri né il Presidente perché è una delle forme giuridiche di collaborazione intercomunale che la normativa mette a disposizione dei Comuni per svolgere insieme attività, servizi e funzioni. Quindi, non c’è niente di obbligatorio: nel territorio della Provincia di Lecco, per esempio, siamo l’unica Unione costituita e funzionante ma non per questo gli altri Comuni sono in difficoltà ad erogare i servizi alla propria comunità.
La nostra Unione nasce nell’ottobre del 2003 e l’attuale modalità di gestione associata è stata pensata e approvata nella seconda metà del 2011 con decorrenza 1° gennaio 2012; quanto approvato allora è tuttora vigente e a tali atti non è stata mai apportata nessuna modifica, nemmeno il necessario adeguamento normativo. È giusto anche ricordare che gli atti vennero approvati in totale libertà dai Consigli comunali di Perego, Rovagnate e Santa Maria Hoè e che in quest’ultimo Comune l’attuale Sindaco ricopriva in quel tempo il ruolo di Vicesindaco.
Per semplificare potremmo dire che il progetto politico di allora poteva e può essere tuttora definito con lo slogan “una Unione organizzata come laboratorio propedeutico alla fusione dei tre (oggi due) Comuni”; un modello, cioè, che per ben funzionare necessita di una progressiva e sempre più forte integrazione delle volontà politiche dei gruppi di maggioranza dei singoli Comuni.
Da qualche anno, invece, Santa Maria Hoè ha, negli atti programmatici e nei fatti, scelto la parola “autonomia” quale parola guida del progetto politico di collaborazione con il Comune di La Valletta Brianza: scelta che rispettiamo, senza alcuna critica di merito. Conseguentemente, però, occorrerebbe applicarsi per aggiornare il modello di funzionamento dell’Unione sul quale poggia la gestione associata di tutte le funzioni comunali. Occorrerebbe cioè adottare una modalità di gestione il cui slogan possa essere riassunto nella frase “una Unione organizzata come ente strumentale dei Comuni per l'attuazione dei rispettivi e distinti programmi elettorali”.
Oggi è come se l’Unione funzionasse per argomenti: qualche volta procediamo come se fossimo un unico Comune, qualche altra volta come Comuni autonomi, talvolta come Comuni indipendenti. Possiamo dire che oggi l’Unione è governata dalle parole “confusione” e “opportunismo”, non dalle parole “efficienza” e “opportunità”.
La posizione della nostra Amministrazione comunale è chiara ed è nota alla Giunta di Santa Maria Hoè fin dal luglio dello scorso anno quando, da semplici cittadini in fase di predisposizione del nostro programma elettorale, avevamo chiesto ed avuto un confronto.
Stante la situazione, riteniamo non più rimandabile lo studio e l’aggiornamento del modello di gestione associata che caratterizza la nostra Unione: il Comune di La Valletta Brianza è quindi disponibile a continuare la forte collaborazione solo nella chiarezza del progetto politico sul quale poggia la scelta di gestire assieme tutte le funzioni comunali.
Non ci possiamo quindi permettere di far parte di una gestione associata che per funzionare debba costringere La Valletta Brianza a deliberare a maggioranza per evitare l’impasse totale dell’Unione di fronte a veti posti da Santa Maria Hoè (a dicembre il veto allo studio e all’aggiornamento della Convenzione che definisce il modello della gestione associata, a gennaio il veto sulla strutturazione del bilancio per centri di costo e di ricavo e non più sulla base della sola solidarietà nella spesa). Tutto ciò non ha senso logico. Tutto ciò non ha senso politico.



Al Sindaco Brambilla ed alla sua Giunta diciamo ormai da 10 mesi che occorre riconoscere che nell’Unione esiste una importante criticità di carattere politico/istituzionale che, al minimo screzio o disaccordo tra gli Amministratori, blocca l’operatività dell’Unione e quindi quella dei due Comuni;
continuare a nascondere il problema o rinviarne continuamente la soluzione non fa certo il bene del Comune di La Valletta Brianza e quindi non fa il bene del Comune di Santa Maria Hoè.
Termino con un’immagine che riporta due locandine esposte negli anni passati all’ingresso dell’edicola di Santa Maria: nel frattempo è radicalmente cambiata l’Amministrazione di La Valletta Brianza mentre nulla è cambiato a Santa Maria Hoè. Possiamo scrivere, senza che il Presidente Brambilla si arrabbi, che le criticità politico/istituzionali esistono nell’Unione da qualche anno, che costituiscono una zavorra all’operatività dei due Comuni, che non sono state riconosciute tali, che non sono quindi mai state affrontate e risolte, che oggi siamo fermi da quasi un mese, che siamo impossibilitati a deliberare/determinare e, quindi, siamo in estrema difficoltà?
Vi ringrazio per l’attenzione e saluto cordialmente.

Il Sindaco
Marco Panzeri
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