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Scritto Lunedì 03 maggio 2021 alle 15:20

Paderno: il consiglio vota la liquidazione di Retesalute ma il sindaco attacca la stampa

Il sindaco Torchio
(foto d'archivio)
Anche Paderno ha approvato all’unanimità il regolamento per lo svolgimento delle sedute degli organi collegiali in modalità telematica, che offre la possibilità di sfruttare la modalità “a distanza” anche una volta terminato lo stato di emergenza ed eventualmente usufruire delle sedute in forma mista.
In chiusura della seduta consigliare, il primo cittadino Torchio, ha manifestato il suo pensiero a fronte della comparsa del nome di Paderno fra i Comuni definiti come responsabili della fine di Retesalute, “è uscito un articolo sulla stampa che ricostruisce quanto sta avvenendo attorno alla vicenda di Retesalute in un modo che definirei fantasioso se non fosse estremamente lesivo – ha sentenziato Torchio ribadendo la posizione del Comune – abbiamo scelto all’unanimità la strada della liquidazione dell’Azienda perché era la sola strada percorribile, accanto ad una maggioranza di altri Comuni che ritengono che sia un discorso fattibile. Lo facciamo perché pensiamo che sia un bene del territorio irrinunciabile. Ad oggi non esiste altra soluzione che possa portarci a salvare Retesalute. La strada del ripiano dei debiti è stata messa in discussione da diversi comuni. Io credo che ci voglia rispetto nei confronti delle posizioni che sono state espresse, assolutamente criticabili, ma non falsabili. Noi abbiamo accantonato 115 mila euro con cui avremmo potuto fare altro, ma le abbiamo messe lì per fare sì che questa esperienza vada avanti. Il rispetto non si deve solo ai Comuni ma anche ai dipendenti dell’Azienda, timorosi circa il loro futuro. Se si aggiungono elementi e racconti che disegnano la presenza di giochi oscuri per abbattere un patrimonio collettivo i primi a soffrire di questo sono le persone che in Retesalute lavorano e la parte più fragile della popolazione che usufruisce dei servizi. Concludo dicendo che bisogna essere attenti e onesti intellettualmente soprattutto se si fa dell’informazione il proprio lavoro”.
La tradizione di origine comunista di attaccare la stampa indipendente fa ancora capolino. Quanto al piano tecnico il sindaco di Paderno deve spiegare non a noi ma ai dipendenti come si concilia la messa in liquidazione con il salvataggio di Retesalute. Posto che l’una strada è alternativa all’altra. E i 115mila euro non li avrebbe spesi per altro ma per pagare il giusto prezzo dei servizi acquistati da Retesalute. Altrimenti non si spiega perché le tariffe siano state riviste all’interno del piano finanziario che punta al pareggio di bilancio.
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