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Scritto Venerdì 30 aprile 2021 alle 16:19

''Album - brianza paesaggio aperto'' Un importante progetto culturale con assenti il parco Curone e Adda nord

Il Consorzio di Villa Greppi unitamente  all’associazione Brig  e in sinergia con i Comuni del Casatese e Meratese hanno promosso l’evento.
I disegni di Alessandro Greppi come appunti di memoria utili a scoprire e comprendere le bellezze del paesaggio collinare della Brianza lecchese.
Una realtà, la nostra, fortemente antropizzata, modellata dal lavoro dell'uomo che ha trasformato l’ambiente naturale.
La cultura e la conoscenza sono la chiave per poter leggere, conoscere, interpretare il paesaggio umanizzato e coglierne appieno la propria bellezza.
E i disegni di Alessandro ci raccontano la realtà della Brianza dell'800; i coltivi e i terrazzamenti collinari, le dimore rurali e gli uomini, gli animali.
"Quello di Brianza è un paesaggio struggente per le sensazioni che riusciva a trasmette, ma anche di grande bellezza perché espressione e deposito delle fatiche umane".
La percezione di questa nuova entità, il paesaggio, accompagna con discrezione e assiduità, la scrittura poetica di Giuseppe Parini, Giacomo Leopardi, Alessandro Manzoni. Il “vago Eupili” Recanati, il lago di Lecco, formano lo sfondo naturale che da risalto ai mutamenti delle esperienze umane; scenari domestici e limitati acquistano un significato universale e servono a evocare una dimensione tanto più estesa nello spazio e nel tempo: l’”infinito” e “l’eterno” dove “il naufragar m’è dolce”.
Il paesaggio è un distillato leggerissimo di tutta la storia ereditata dal passato.
Oggi  assume sempre più importanza il tema della  conservazione e  valorizzazione dei beni immateriali cioè le nostre tradizioni, la nostra lingua, la nostra cultura, come strumento indispensabile per vivere e preservare l'ambiente e il paesaggio..
Questa è anche l'occasione per una riflessione sul ruolo e i compiti dei Parchi Regionali.
E' possibile separare la tutela dei beni materiali; territorio, flora e fauna, da quelli immateriali al centro di questa importante iniziativa culturale?
E' possibile operare per conservare la realtà fisica senza conoscerne appieno il significato?
E' possibile valorizzare il paesaggio senza studiare e comprenderne la storia e i vissuti che l'hanno costruito e modellato?
L'operato dei Parchi Regionali in questa direzione risulta assai debole e frammentario.
Occorre aprire un confronto e una riflessione sul loro ruolo.
Non possiamo rimanere fermi ai compiti  indicati nel dettame della loro legge costitutiva risalente ormai a quarant'anni fa.
In questo lasso di tempo molto è cambiato in tema di bellezza e paesaggio.
Occorre, con coraggio, ridiscutere le funzioni di queste importanti Istituzioni.
Diversamente rischiamo assieme di perdere sia i beni immateriali, cioè le nostre radici, la nostra cultura, che la realtà fisica, cioè il paesaggio che senza storia ed anima diverrà sempre più vuoto, sordo e muto.
Umberto Carozzi
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