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Scritto Lunedì 26 aprile 2021 alle 18:57

Merate, un lettore: rotonda di via laghetto...trova l'intruso

Gentile redazione,
Ormai ci siamo abituati a leggere con una certa frequenza di ogni sorta d’incidenti alla rotonda di via Laghetto e viene da domandarsi perché non si voglia apporre una soluzione definitiva ai problemi di quell’incrocio.
Da duemila anni a questa parte si dice che non bisogna mettere il vino nuovo negli otri vecchi, perché gli otri vecchi non sono in grado di contenerlo. Allo stesso modo la rotonda di via Laghetto è una struttura vecchia, che è stata pensata per funzionare in un certo modo e che adesso si cerca di usare in tutt’altra maniera: è chiaro che sarà sempre inadeguata. Oltretutto, per ogni incidente avvenuto ci sono cento collisioni mancate e penso che chiunque la percorre abitualmente sappia con quanta frequenza si rischiano scontri.
I vari interventi «palliativi» che sono stati intrapresi (come la svolta obbligata per chi viene da via Laghetto o i cartelli di precedenza retroilluminati) sono senz’altro in grado di sortire qualche effetto positivo, ma non risolvono alla radice il problema, che è dovuto a una discrepanza inconciliabile la forma dell’incrocio e il suo funzionamento, e non basta piantare due cartelli per trasformare una rotatoria antica in una moderna.
Qualcuno dice che il problema sta nei singoli automobilisti, che non danno le precedenze e non rispettano le regole, ma non si possono certo risolvere i problemi guardando le stelle cadenti ed esprimendo il desiderio che da domani tutti gli automobilisti diventino dei santi ligi alle regole e degli automi infallibili: ci ho provato anch’io ma non ha funzionato. Finché non avranno inventato delle auto che si guidano da sé, bisogna piuttosto domandarsi perché gli stessi automobilisti «incivili» si schiantano ripetutamente in un punto e invece guidano benissimo in altri, come alla rotonda dei Carabinieri o a quelle per entrare al Conad.
Basta guardare la mappa e giocare a «trova l'intruso» per rendersi conto che quelle sono rotonde moderne fatte come si deve e utilizzate in maniera consona alla loro forma, mentre quella di via Laghetto è figlia di un’altra epoca e d’altri ragionamenti. Non ci si stupisca se in quella chi deve immettersi è meno propenso a rallentare, visto che è proprio così che doveva funzionare: non c’è niente nella sua forma che inviti l’automobilista a farlo, almeno finché non giunge al cartello.


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A mio modesto avviso le soluzioni sono due: o si chiamano gli operai e la si rende una rotonda moderna anche nella forma (abbiamo costruito centinaia di rotonde negli ultimi decenni, non se ne può fare una in più?) o si riporta la rotatoria di via Laghetto al vecchio regime, come in quella davanti all'istituto Viganò, che non è mai stata cambiata: è un sistema sicuramente peggiore e superato, ma per lo meno non si usa una scarpa e una ciabatta e si dovrebbe migliorare la sicurezza.
Un habitué di quella strada
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