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Scritto Lunedì 26 aprile 2021 alle 18:43

Pasquini (Lega): No alle posizioni talebane del WWF

Gentile Direttore,
mi permetto d’intervenire sulla recente presa di posizione del WWF della Provincia di Lecco i cui vertici, in una recente replica alla Coldiretti del nostro territorio, ha tentato, in maniera poco responsabile, di scaricare la responsabilità della proliferazione del cinghiale sulle spalle di chi ha l’onere e l’onore di gestirne la selezione. Ancora una volta, l’associazione ambientalista (o presunta tale), non perde occasione per gettar discredito sugli operatori che, basandosi su dati tecnico-scientifici ben precisi e circostanziati, hanno predisposto i piani di abbattimento del suide selvatico, che imperversa dal lago alla valle, dall’Adda al Lambro. La crescita esponenziale della presenza di questo ungulato, il quale continua a produrre danni incalcolabili all’agricoltura, compromettendo la sicurezza e l’incolumità dei nostri cittadini, è frutto di una capacità riproduttiva che non ha pari in altre specie indigene, dal momento che una coppia è in grado di procreare dai 18 ai 24 porchetti in tre o quattro cucciolate, che raggiungono la maturità sessuale già a un anno di età. Non è necessario esser zoologi esperti per comprendere che una crescita del genere necessita un prelievo costante e non vi sono altri strumenti per il contenimento, se non quello della caccia estesa ai 12 mesi dell’anno. Fra l’altro, affermare che la presenza del lupo servirebbe a contenere quella del maiale selvatico, è ipocrisia bella e buona: i lupi, piaccia o meno a questi signori, è oltremodo impattante sulle greggi e anche sul resto della fauna, dal momento che un piccolo branco può massacrare decine e decine di daini e altri ungulati, come avvenuto di recente nelle Marche. La propaganda di questo gruppo, tuttavia, pur di negare l’evidenza dei fatti, si spinge a sostenere le tesi oltranziste di chi vorrebbe negarci una fettina di carne nel piatto, sostituendola, magari, con qualche bel vermetto arrostito o scorpione caramellato oppure qualche cicala alla brace. Se questa assurda posizione, lontana anni luce dalla realtà, non fosse stata esplicitata più volte a mezzo stampa, ci sarebbe persino da riderci sopra. Posizione, fra l’altro, molto vicina a quella delle multinazionali che da tempo stanno sponsorizzando questo “cibo” alternativo. Mi preme, in questa sede, ringraziare la Coldiretti per la sacrosanta battaglia a sostegno della venazione del cinghiale, perché prima ancora che essere una necessità imprescindibile per l’agricoltura, per le ragioni anzidette, è una battaglia di civiltà che va incontro alle problematiche legate agli incidenti stradali e ai morti causati da questo animale da Nord a Sud, delle quali troviamo traccia pressoché quotidianamente  sulla stampa locale e nazionale. Naturalmente, se i signori del WWF dovessero rivedere le proprie posizioni, francamente piuttosto talebane, credo che gli amici cacciatori, in primis il sottoscritto, saranno ben lieti di offrirgli un buon piatto di salmì di cinghiale con la polenta, accompagnato da un bicchiere di vino rosso. Le conversioni, anche se tardive, son sempre ben accette.
Dr. Giovanni Pasquini, Segretario cittadino Lega Nord Lega Lombarda Salvini - sezione "Brianza Laghi - G. Miglio"
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