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Scritto Lunedì 26 aprile 2021 alle 13:37

Passa la delibera su Retesalute. 'Uniti' si astiene: salto nel buio

“I dati che abbiamo ci dicono che di fronte a questa situazione deficitaria di grande fatica dell’azienda dal punto di vista finanziario la strada da percorrere è quella di una liquidazione volontaria in continuità”. Con queste parole la sindaca Cristina Citterio ha chiesto al Consiglio comunale il mandato per esprimersi a favore in Assemblea dei soci di Retesalute per avviare un processo di liquidazione dell’azienda speciale, nella prospettiva di un ritorno in bonis. La questione era stata rinviata nell’assise precedente, dato il dipanarsi dei termini per la convocazione dell’Assemblea dei soci.
A contesto invariato, il Consiglio comunale di Lomagna ha comunque deciso di non procrastinare ulteriormente la discussione, che ha tenuto banco per circa un’ora. Il primo cittadino ha fatto un appello di unitarietà, per restare nel solco di un tracciato in cui sono arrivati a riconoscersi la maggior parte dei sindaci: la liquidazione volontaria rispetto al ripianamento senza indugio a fronte di perdite stimate in 3.710.502 euro. “Deve emergere la volontà di una visione il più possibile convergente. Il tenersi in maniera unita tra i Comuni di fronte a un tema così particolare e delicato sui servizi sociali ci porta a ben posizionarci su una prospettiva di mantenimento di questa gestione sovracomunale” ha dichiarato Citterio. Secondo la sindaca, i pareri emersi negli ultimi mesi non renderebbero percorribile un ripianamento diretto delle perdite acclarate, mentre la posizione maggioritaria della liquidazione volontaria è stata individuata come legittima.
Su Retesalute non si è sviluppato un confronto muro contro muro. I toni sono stati più dialoganti. Mauro Sala, capogruppo di Uniti per Lomagna, ha tuttavia evidenziato diversi dubbi sul percorso da intraprendere. Per il consigliere non vi è certezza che la continuità dei servizi durante l’iter di liquidazione possa essere assicurato se dei contratti scadranno. Per il primo cittadino invece sarà facoltà del liquidatore garantire l’ordinaria amministrazione.
“Era preferibile una ripianificazione volontaria piuttosto che una liquidazione da un liquidatore perché il liquidatore se non erro ha una parcella di 150 mila euro che va a gravare ancora il peso sui Comuni e poi bisognerà sottostare a quello che dice il liquidatore. I dubbi sono se i Comuni saranno tutti d’accordo a versare questa ripianificazione” ha commentato Sala. Anche in questo caso Citterio ha ribadito che sarà un compito dell’organo di liquidazione esigere i crediti esigibili. “Ad oggi non sono a conoscenza di Comuni che abbiano detto che non pagano” ha rimarcato la sindaca.
Sala ha dunque messo sul tavolo l’ipotesi per cui la Corte dei Conti esprimesse che le perdite andranno versate sulla base delle quote di appartenenza dei Comuni a Retesalute. “Oggiono ha deliberato che verseranno 37 mila euro, né un euro in più né uno in meno – ha detto il capogruppo di UpL – Quindi si va a fare uno scontro e ci rimetterà la parte più debole, cioè i cittadini, che hanno bisogno di Retesalute, perché si allungheranno i tempi. Sono scenari che potrebbero capitare”. Su questo la maggioranza non ha commentato. La sindaca ha invece ammesso di non poter sapere se l’azienda tornerà in bonis. Riprendendo il filo del discorso, Sala ha dunque domandato se ci sarà un nuovo soggetto, se sia già pronta una nuova azienda che sostituisca Retesalute, se questa non fosse salvata dal liquidatore. Insomma, il consigliere voleva capire se sia pronto un piano B. “Noi stiamo votando una cosa al buio” la conclusione di Sala. La replica della sindaca: “Non al buio, affidando al collegio di liquidazione”.
Ha ribattuto nell’immediato il consigliere Sala: “Non sappiamo l’importo esatto perché andiamo a spanne, non siamo andati a vedere tutti gli anni perché gli ultimi cinque anni non li hanno visti a fondo [probabilmente riferendosi all’incarico dato da Retesalute a BDO per verificare la situazione in maniera approfondita solo su due annualità, ndr], non sappiamo quale sarà il soggetto, non sappiamo se verrà recuperata in bonis. Siamo al buio”. Una ricostruzione respinta dal primo cittadino secondo cui la decisione viene assunta dopo una serie di confronti con professionisti in campo giuridico e non solo.
L’opposizione ha proposto quattro emendamenti, di cui tre in comune con altri gruppi di minoranza del territorio. Sono stati respinti dalla maggioranza tutti eccetto quello che impegna l’amministrazione a inviare gli atti alla Procura. Il motivo del respingimento è che la delibera da approvare deve arrivare nella stessa formulazione di quella che sarà votata in Assemblea dei soci. Sulla delibera per la liquidazione volontaria di Retesalute Impegno civico ha votato a favore, mentre la minoranza si è astenuta.
M.P.
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