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Scritto Venerdì 23 aprile 2021 alle 19:42

Lomagna: si tira indietro il gestore della centrale a biomassa. Stop della Provincia alla rotonda di via Mulino. Sala: 'Fallimenti'

Altre due tegole per il gruppo consiliare Impegno civico e in particolare per il vice sindaco Stefano Fumagalli su cui la minoranza ha puntato il dito non appena sono state palesate in Consiglio comunale, giovedì 22 aprile due vicende che hanno da sempre visto contrapposte le due forze politiche.
La prima riguarda la centrale a biomassa. La società LarioEsco e l’amministrazione avevano accordato un project financing per la costruzione e gestione in regime di un impianto termico a biomassa legnosa vergine per alimentare le utenze pubbliche di via Kennedy (Municipio, palestra, scuola elementare e mensa, centro di aggregazione giovanile e l’asilo nido) con annessa rete di teleriscaldamento chiusa. Nel 2019 Fumagalli aveva informato che vi erano stati degli avvicendamenti societari tra chi si occupava della parte tecnica [clicca QUI]. Ora la notizia è che la ditta è intenzionata a recedere dal contratto.


“Nella prima decade di aprile è arrivata una comunicazione da parte della società che sta portando avanti il PEF sulla costruzione e gestione della centrale a biomassa – ha informato il vice sindaco – esprimendo l’intenzione di recedere dal contratto per un motivo legato alla poca sostenibilità finanziaria visto l’aumento della materia prima”. Non solo. L’azienda pare richieda anche un riconoscimento di 220 mila euro. “La società in questa lettera richiede anche un indennizzo, in sostanza la parte restante del PEF, di circa 220 mila euro – ha aggiunto Fumagalli – Adesso gli uffici procederanno a dare incarico ad un legale per capire come procedere nel migliore dei modi”. LarioEsco si sarebbe resa disponibile a garantire il servizio per i prossimi sei mesi. Andranno nel frattempo vagliate soluzioni alternative.




Il capogruppo di minoranza ha ricordato la contrarietà sempre espressa dall’opposizione su questo progetto. “Un nostro cavallo di battaglia” ha detto Mauro Sala. Ha poi domandato come mai l’azienda voglia un indennizzo. Fumagalli ha quindi precisato: “È scritto sul PEF. Anche sul contratto sono date le indicazioni di quant’è il debito residuo, che è sui 100 mila euro circa. Poi loro in realtà chiedono anche gli eventuali proventi della gestione dei prossimi anni, noi almeno abbiamo intuito questo”. Ha fatto intendere che lo scetticismo dell’amministrazione sull’entità della cifra richiesta. “In teoria i proventi non dovrebbero più esserci visto che non dovrebbero più gestirlo loro. Ci sarà un legale che valuterà i contratti e come trovare una soluzione” ha concluso Fumagalli.

Sbigottito anche il consigliere di Uniti per Lomagna, Alberto Bonanomi, che ha dichiarato: “Quando abbiamo contestato la biomassa non l’abbiamo fatto per andare contro delle persone, ma perché ritenevamo il progetto fallimentare, nato da una società nata per fare solo quello, una società che non aveva storia. Mi dispiace per Lomagna, ma sono molto felice che sia finita così perché me lo aspettavo. Era naturale che finisse così”.

Un altro stop arriva sulla rotonda di via del Mulino-via Martiri della Libertà-via Giotto, stimato per 297 mila euro. La contrarietà della minoranza sull’opera viene espressa da tempi non sospetti, per diverse motivazioni. Ora il blocco arriva dalla Provincia che riconosce molte delle criticità avanzate negli anni dall’opposizione consiliare. “Nel mese di marzo è arrivata una nota della Provincia dopo una serie di incontri fatti a febbraio che, al contrario di quanto aveva detto nel luglio 2019, consiglia di rivedere la rotonda, benché attuabile, vista la vicinanza con l’altro incrocio” ha annunciato il vice sindaco e assessore ai Lavori pubblici. La Provincia vuole a questo punto che i due incroci vengano presi in esame contemporaneamente per sviluppare una soluzione unitaria che contempli un attraversamento pedonale e ciclabile in sicurezza. Proposte che, appunto, erano da sempre arrivate dai banchi della minoranza, in particolare da Bonanomi, e fino ad ora rimaste inascoltate. Essendo il tratto di strada dove era prevista la rotonda di proprietà provinciale non si può non tenere conto dei pareri dell’Ente Provincia.



Non solo una questione di spazi, ma anche di percorrenza e dunque di sicurezza. “Loro temono, a causa dei flussi di traffico, che andrebbe a peggiorare la situazione dal punto di vista del traffico transitante sulla strada” ha precisato Fumagalli. La maggioranza si è già adeguata. Ha infatti chiesto al tecnico incaricato di rivedere il progetto eliminando la rotonda inserita nel progetto approvato dalla Giunta comunale. La sistemazione di quel tratto resta comunque una priorità dell’amministrazione, che dunque ora immagina un intervento di messa in sicurezza dell’attraversamento dei pedoni e dei ciclisti.

Duro il commento del capogruppo di minoranza Mauro Sala: “L’ultima volta che ne abbiamo parlato il vice sindaco ha risposto che era già prevista nel PGT. Ma in questi 10-15 anni le cose sono cambiate, è cambiato il traffico. A volte a rivedere le cose non è un peccato. Ascoltare la minoranza non fa male. Si studiano le cose e si fanno. Invece voi siete partiti con questa rotonda. Meno male che la Provincia vi ha aperto gli occhi. E questo è un suo ennesimo fallimento, vice sindaco”.

A difendere a spada tratta Fumagalli è stata la sindaca Cristina Citterio che ha sostenuto: “Abbiamo sempre portato avanti legittimamente un’idea su cui ci sembrava corretto investire”
Lo stesso vice sindaco ha replicato: “Non sono qui a farmi la statua. Non sono qui a dire che sono bravo e bello. Il bello della democrazia è che i giudicano i cittadini. Più bello di così. Mi sembra abbiano già giudicato”. Ha precisato che non è vero che la rotonda avrebbe portato più traffico, sostenendo che non è quanto esprimono anche ora i tecnici della Provincia. “A me interessa fare delle cose giuste per Lomagna, a volte possono essere giuste, altre volte sembrare non corrette. Non mi interessa non fallire mai, anzi ben vengano anche certi fallimenti, se voi li ritenete dei fallimenti. Per me è una crescita ulteriore” ha concluso Fumagalli.
M.P.
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