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Scritto Mercoledì 21 aprile 2021 alle 13:11

Merate: Attilio Biondi, ''leader'' del P.R.I., una vita spesa per la politica e per la città


Attilio Biondi e Giovanni Battista Albani, allora sindaco

Attilio Biondi il prossimo 13 maggio compirà 91 anni. Nativo di Milano, sposato padre di due figlie e nonno felice, si era trasferito a Merate nel 1972 e l'anno successivo si era subito buttato in politica. Una passione e un forte senso civico che da sempre hanno animato la sua vita e il suo essere parte di una comunità. Per tre legislature è stato consigliere comunale e anche assessore all'istruzione militando nel partito repubblicano (di cui è stato anche segretario provinciale). Le sue cariche non si contano: è stato segretario della Lega Tumori, segretario della ProLoco, consigliere e presidente della sezione calcio e poi presidente dell'AS Merate, tra i fondatori dello Sportello Informagiovani, presidente del comitato genitori della scuola media Manzoni, presidente del consiglio di istituto meratese e poi di Villa Greppi, consigliere e poi presidente del distretto scolastico n. 14 di Merate, rappresentante nel consorzio Villa Greppi, consigliere e presidente della società di mutuo soccorso di cui è anche socio onorario.
Per tutti questi suoi impegni e per le risorse e le energie profuse per la comunità, nel 2006 la giunta di Battista Albani lo ha insignito della benemerenza civica.
Oggi Attilio Biondi, nonostante le 90 primavere sulle spalle, lo si incontra passeggiare per le strade della sua città (pandemia permettendo) e quando attraversa la piazza sono in molti a fermarlo per un saluto.


Per decenni Attilio Biondi è stato una delle anime più vivaci dello sport cittadino. Ci racconta qualche aneddoto della sua carriera di amministratore di società sportive?


“E’ stata un’esperienza magnifica in mezzo a tanti bambini, ragazzi e giovani che hanno dato a me tanta gioia e soddisfazione e che continuano a darmela ricordandosi ancora del loro presidente (così mi chiamano ancora), accompagnatore e amico e soprattutto avendo tutti un ottimo stile di vita e grandi riconoscimenti”.



Foto di gruppo con i benemeriti 2006


In città però molti la ricordano come l’uomo di punta del Partito Repubblicano, come mai quella scelta?

“Perché ho sempre apprezzato una ideologia di partito di grande valore, da Mazzini ai nostri tempi. Purtroppo man mano con sempre meno riconoscimento e applicazione in nome di una libertà sempre più vicina all’egoismo ed alla soddisfazione personale e sempre meno come spirito sociale”.



Lei è stato consigliere comunale e assessore dal 1990 al 1995 con Mario Gallina. Cosa ricorda di quegli anni come amministratore comunale?


“Un’ ottima esperienza per uno che prima non ha mai fatto politica. L’unica grande soddisfazione è quella di aver creato lo “Sportello Informagiovani”. Mentre irrealizzabile si è dimostrata l’idea di creare una piccola città dei ragazzi da gestire dagli stessi”.

 

Un momento della cerimonia nella festività di Sant'Ambrogio. In prima filail comandante della Polizia Locale Donato Alfiniti
con il comandante di Compagnia l'allora capitano Alessandro Ciuffolini.
Alle spalle il professor Vincenzo Saputo, padre della Pediatria del Mandic

Segue ancora le vicende politiche della nostra città?

“La vecchiaia mi rende sempre più difficile seguire ed apprezzare con validità la volubilità della politica attuale”.

 

Qual è il giudizio sull’operato dei sindaci che sono venuti dopo Gallina, cioè Dario Perego, Giovanni Battista Albani, Andrea Robbiani, Andrea Massironi?

“Hanno tutti agito dando il massimo delle loro potenzialità pur in mezzo ad un caos della politica attuale”.




Una foto di famiglia


Di questi Sindaci ci può dire un pregio e un difetto? E dell’Amministrazione comunale in carica qual è il suo giudizio?


“Non sono all’altezza di poter giudicare né vorrei essere nei loro panni a destreggiarsi nel decadimento generale della politica odierna e società in genere. I valori morali sono sempre più labili. Il senso del dovere non si sa più cosa sia. Rimpiango il servizio militare che imponeva una ferrea disciplina ai giovani, disciplina che troppo spesso non si insegna in famiglia e nemmeno si usa come esempio. Voglio sperare che la situazione attuale serva da insegnamento per un futuro migliore”.


CLICCA QUI per visualizzare la lettera di risposta di Attilio Biondi alla comunicazione del conferimento della benemerenza civica.
CLICCA QUI per visualizzare la lettera di ringraziamento alla città di Merate.
CLICCA QUI per visualizzare il parere di Attilio Biondi sul referendum di Piazza degli Eroi.
S.V.
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