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Scritto Martedì 20 aprile 2021 alle 14:18

Lettera di ringraziamento per il S.L. Mandic

Buongiorno,
mi chiamo Simona, sono residente a Casatenovo ed ho una storia da raccontare, una storia legata alla sanità e alle strutture ospedaliere del nostro territorio.
Da molti anni soffro in modo importante di SPM (sindrome premestruale), sindrome molto sottovalutata se non, nella maggior parte dei casi totalmente ignorata.
Nel 2017 scopro di avere anche un fibroma uterino che concorre in modo prepotente a compromettere ulteriormente la situazione, mi sottopongo ad una lista infinita di "tentativi" farmacologici per tenere sotto controllo la situazione che, nonostante tutto peggiora compromettendo in modo significativo la mia vita personale e lavorativa.
Luglio 2020 (Il periodo era quello che tutti conosciamo, una parentesi felice tra un'ondata e l'altra di COVID-19) - Ospedale Manzoni di Lecco durante un'ecografia di controllo finalmente vedo la luce, mi viene proposto, come possibilità risolutiva, un intervento di isterectomia totale (asportazione di utero e ovaie) e conseguente terapia ormonale, tra me e me penso in quel gergo moderno dei nostri tempi "severo ma onesto" e accetto senza titubanza.

Intervento fissato per il 21 settembre, il 19, giorno del prericovero, alle 7 di mattina pronta per uscire di casa a digiuno ricevo una telefonata dall'ospedale " signora buongiorno, la chiamo per comunicarle che il suo intervento fissato per il 21/09 è stato annullato per problemi in sala operatoria, la contatteremo per riferirle la nuova data", nemmeno il tempo di replicare e mi liquidano con un "Buona giornata", frustrazione, sgomento, qualche parolaccia.
Da quel 19 settembre passano giorni, poi settimane, nel frattempo io non sto bene, per niente... chiamo tutte le settimane, centralino-reparto-attesa-centralino-reparto qualche volta mi rispondono e qualche volta no, passa più di 1 mese e finalmente verso la fine di ottobre riescono a dirmi una nuova data: 11 dicembre 2020 "si signora, il suo intervento è pianificato per il giorno 11 dicembre, entro un paio di settimane la chiameremo per fissare il prericovero.
Di nuovo giorni che passano.... di nuovo il nulla, richiamo verso la fine di novembre centralino-reparto-attesa-centralino-reparto, una volta, due, tre, quattro... mi rispondono, finalmente, anche se in modo esasperato, (insomma dai siamo in piena ondata, cosa pretendi...) "mi dispiace signora ma l'intervento è stato annullato, operiamo solo le urgenze".
Decido di contattare la dottoressa che mi segue, spiego la situazione, i dolori, i problemi, l'anemia, per fortuna mi ascolta e prontamente interviene, intervento programmato in urgenza per il 5 gennaio "si presenti già con la valigia il 4" mi dice "la ricovero il giorno stesso", fnalmente!
E' il 23 dicembre, mi auto ritiro in quarantena per evitare che qualsiasi leggerezza possa compromettere anche questo ricovero e quindi passo le feste isolata, completamente.
4 gennaio 2021 - h 7 - Ospedale Manzoni di Lecco. Mi presento puntuale, sola con la mia valigia, accettazione, un paio di esami e poi finalmente la mia dottoressa che con un sorriso mi comunica "signora, purtroppo stamattina al rientro dalle ferie il chirurgo è risultato positivo al Covid, non posso ricoverarla, la chiamo settimana prossima per rifissare... può farsi venire a prendere?!".
Seriamente??? Sta succedendo davvero? di nuovo? sono 7 mesi che va avanti questa storia.

Sono rassegnata, frustratissima, nemmeno arrabbiata, mi viene da piangere, metto tutte le mie emozioni in valigia e torno a casa.
Passa una settimana, poi due, poi tre, all'inizio di febbraio richiamo: centralino-reparto-attesa-centralino-reparto svariate volte, quando finalmente qualcuno dal reparto mi rispende questa è la risposta "signora, tutto lo staff e la dottoressa (che non ho mai più sentito) conosce BENISSIMO il suo caso, ma come già detto operiamo solo le urgenze e insomma, lei non ha un problema oncologico, non rischia la vita", resto senza parole, si è vero, non ho una patologia che mette a rischio la mia vita, ma ha compromesso in modo drastico la qualità della mia vita ancor più in questi 7 mesi di rinvii e prese in giro.
Con l'ospedale di Lecco ho chiuso, non mi fido più, non ne voglio più sapere.

Resto in attesa e sospesa in questa situazione, con la rassegazione di chi si lascia scivolare addosso gli eventi, passando 10 giorni su 30 all'inferno tra i miei dolori, cali d'umore ed emoraggie.
Passano febbraio e marzo, non ne posso più.

Cambio strategia.
Cambio medico.
Cambio ospedale.

Qualcuno tempo indietro mi aveva parlato della dottoressa Anna Biffi del reparto di ginecologia dell'ospedale Mandic di Merate, la contatto e prendo appuntamento.
La dottoressa, in modo del tutto inaspettato riesce a "infilarmi" il giorno stesso in coda alla sua lista di pazienti per una visita urgente l'8 aprile alle 20.30 (alle ventietrenta??!!), mi si riaccende un barlume di speranza!!
Alla visita mi aspetta una dottoressa con una voce dal potere calmante e la gentilezza di altri tempi che non solo a fine visita mi conferma la necessità di questo intervento, ma lo programma seduta stante, è giovedì sera, ricovero urgente sabato 10 e se l'esito del tampone sarà negativo intervento lunedì 12 aprile (4 giorni dalla visita).
Incredula e con il cuore che mi scoppia torno a casa a preparare la valigia.

Sabato 10 aprile h 16. Ritrovo la meravigliosa dottoressa Biffi, con tutta la sua energia positiva e gli occhi che sorridono, tutto quello che mi aveva prospettato sta filando liscio come l'olio, esami, tampone, ricovero e intervento si susseguono senza nessun tipo di intoppo, anzi, con un'amorevole attenzione e cura che sinceramente non mi sarei mai aspettata.
Lo staff di ginecologia è strepitoso, non sei una paziente, sei una donna e con la giusta attenzione e delicatezza vieni trattata.

Non potevo non scrivere una lettera di ringraziamento, so che l'ospedale Mandic sta passando momenti difficili, e non per via del Covid, ma perchè oscurato (chissà per quali motivi amministrativo/politici) da realtà più grandi a cui vengono dedicate più attenzioni e risorse, ma io da cittadina e dopo 10 mesi di attesa non posso che essere grata a questo splendido team che mi ha curata.
Ho visto infermiere altamente specializzate nella camera di preparazione preoperatoria capaci di spendere parole di incoraggiamento, preoccuparsi non solo dello stato fisico ma di quello emotivo, ho chiacchierato con un'anestesista che non mi ha chiesto solo l'anamnesi ma anche se avessi paura, se volessi un tranquillante per affrontare in serenità l'attesa, se fossi comoda o volessi cambiare posizione, mi sono stati spiegati i passaggi che avrei affrontato prima di addormentarmi, chiamandomi per nome o in modo più dolce CARA "adesso ti facciamo sdraiare così... questo è necessario per... vogliamo che tu sia comoda...", la Dottoressa Biffi e il primario Dott. Del Boca mi hanno salutata con un sorriso, in sala operatoria, "andrà tutto bene, tranquilla, ci prendiamo cura di te".

E' tanto, tantissimo, e per nulla scontato!!!

Mercoledì 14 - giorno della dimissione, alla fine della visita di controllo la dottoressa Biffi mi ha presa sotto braccio e mi ha accompagnata all'ascensore tra mille indicazioni e raccomandazioni, proprio come fa una mamma prima di lasciar andare i figli in vacanza da soli, mi ha accompagnata letteralmente saltellando, con un'allegria e un'energia che appartiene alle persone felici, ai bambini e a chi vive con entusiasmo; l'avevo vista pochi istanti prima motivare in inglese una ragazza di colore incinta e con qualche difficoltà di salute, e prima ancora ridere e scherzare con le infermiere come fossero un capannello di adolescenti fuori da scuola; nel congedarci l'ho ringraziata di cuore, mi ha tolto un bel fardello e devo (e dovrò) a lei il progressivo miglioramento della mia vita, e l'ho ringraziata anche per il suo entusiasmo contagioso: "è perchè amo quello che faccio e lo faccio sempre, SEMPRE, con passione. Siamo un bel centro, lavoriamo bene, lo faccia sapere a tutti" è stata la sua risposta.

Sarò grata per sempre a questa dottoressa, e a tutto lo staff del reparto di ginecologia a partire dal primario fino ai ragazzi che sorridendo portano su e giù i pazienti dai reparti alla sala operatoria.

Grazie, con il cuore.


P.S. ora aspetto che mi chiamino dall'ospedale Manzoni di Lecco, così, per una mia personalissima statistica sulle tempistiche!

Simona
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