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Scritto Lunedì 19 aprile 2021 alle 13:06

Greenway dei due parchi (Cernusco-Olgiate-Airuno): non può esserci turismo senza sostenibilità

Nel febbraio del 2019 la Provincia di Lecco, 11 comuni (Olgiate Molgora, Montevecchia, Missaglia, Lomagna, Osnago, Airuno, Olginate, Merate, Cernusco Lombardone, Brivio e Calco), 2 Cooperative sociali (Larius e Paso Lavoro) e l'Università Statale di Milano hanno partecipato al bando europeo Urban Innovative Action per il recupero di un tratto della ferrovia in disuso tra Lecco e Milano e la sua trasformazione in una “greenway”.
Il bando metteva a disposizione un importante contributo che premiava le azioni innovative sulla base tematiche quali la mobilità urbana sostenibile. Purtroppo però la Commissione europea, incaricata della valutazione, dopo aver dichiarato ammissibile il nostro progetto, ha comunicato a luglio 2019 la non finanziabilità.

Nonostante l’esito sfavorevole, in quella partita tutti gli enti coinvolti avevano agito come una squadra, presentando un progetto di alta qualità sia sotto il profilo tecnico che sotto l'aspetto della gestione e collaborazione tra enti e, in effetti, la partecipazione al bando europeo è stata solo l'inizio di una cooperazione che ha rivolto l’attenzione ad altre forme di finanziamento per la realizzazione di un intervento che consideriamo prioritario per il territorio.

D’altra parte è in quest’ottica che il Comune di Olgiate Molgora, nel 2018, aveva commissionato lo studio di fattibilità tecnico economica per prevedere il recupero complessivo, dal confine nord del comune di Merate alla stazione di Airuno, di 4,1 km di sedime ferroviario dismesso.
Un progetto che è nato per porre l’accento non solo sull’infrastruttura in sé ma anche sulla piacevole fruizione dell’ambiente circostante che il percorso rende possibile, valorizzato dai parchi di Montevecchia e del Monte di Brianza e grazie al collegamento con i diversi centri di vita e risorse agroturistiche del territorio.

Le greenways su ex-ferrovia rappresentano infatti percorsi verdi pubblici multi-funzionali dedicati a diversi tipi di utenti, utili sia per gli spostamenti quotidiani che per scopi turistico-ricreativi. Veri e propri progetti integrati di sviluppo, in grado di promuovere i territori attraversati, portando benefici per le popolazioni interessate e favorendo la creazione di nuove attività economiche.

Quella di cui parliamo sfrutterebbe appunto le tratte del sedime ferroviario lasciato libero dai lavori di raddoppio della tratta Calolziocorte-Carnate sulla linea Milano – Lecco e l’itinerario si collegherebbe con la ciclovia dell’Adda con un percorso completamente pianeggiate (eccetto i raccordi con l’alzaia dell’Adda). La sua realizzazione ha un costo indicativo di circa 2 milioni di euro incluse le spese per l’acquisizione dei terreni necessari, per la maggior parte del tracciato di proprietà RFI.

Percorrendolo a ritroso, il percorso prende avvio ad Airuno staccandosi dalla ciclabile dell’Adda e raggiungendo il centro del paese e la zona della stazione ferroviaria. Da qui la ciclabile sfrutta il sedime ferroviario dismesso, proseguendo a mezza costa del Monte di Brianza fino a Olgiate Molgora: un tratto particolarmente panoramico che permette di allargare lo sguardo al solco morenico della valle dell’Adda e alle colline della fascia pedemontana. In Località San Zeno la ciclabile abbandona il sedime ferroviario e si porta a fianco della ferrovia seguendo strade secondarie e toccando la stazione Olgiate Molgora. Al confine con il comune di Merate l’itinerario riprende il sedime ferroviario fino a Cernusco Lombardone per arrivare alla stazione ferroviaria recentemente riqualificata per il bike sharing e il deposito delle biciclette. Può inoltre prevedere il proseguimento verso sud o la risalita a Montevecchia, sfruttando percorsi ciclabili già realizzati dai comuni di Cernusco Lombardone e Montevecchia.

Il Piano Provinciale di Rete Ciclabile prevede che la greenway in oggetto costituisca parte dell’itinerario 16 “Greenway della ex-ferrovia Airuno-Cernusco-Carnate”, connettendosi con altri 3 itinerari previsti dallo stesso piano.

Secondo le previsioni dei PGT e dei PUT dei comuni interessati, inoltre, dalla greenway si dirameranno in futuro altri percorsi e itinerari ciclopedonali che consentiranno di estendere le connessioni a servizi comunali e beni di interesse culturale, archeologico e ambientale, valorizzandone il ruolo di “asse portante” della rete ciclopedonale di livello locale.
Il collegamento delle stazioni di Olgiate Molgora, Airuno e Cernusco Lombardone e la loro connessione per mezzo di un itinerario ciclabile e pedonale passante nei centri abitati permetterà quindi di creare una dorsale ciclopedonale di attraversamento da nord a sud del territorio meratese.

Se inserita in una rete più ampia (come previsto dal Piano Provinciale di Rete Ciclabile) potrà avere una forte funzione turistica, con valenza sovracomunale, favorendo la scoperta di alcuni beni di rilevanza culturale e paesaggistica del territorio, ma tale dorsale potrà svolgere molteplici altre funzioni, costituendo sia un percorso utilizzabile per gli spostamenti a piedi e in bicicletta tra i centri abitati e le frazioni periferiche, sia offrendo spazi verdi per attività ricreative e sportive all’aperto in connessione con importanti aree naturalistiche del Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone (a sud), del PLIS del Monte di Brianza e del Parco Adda Nord (a nord).

Una diversa fruizione dei luoghi prende necessariamente il via da una diversa offerta di mobilità. Siamo tutti consapevoli che la pressione dei visitatori durante i weekend primaverili ed estivi è diventata difficilmente sostenibile in alcune aree del Parco di particolare pregio come ad esempio l’alta collina di Montevecchia o in zona Bagaggera e Cà Soldato, tra Olgiate e La Valletta, perché porta con sé un aumento considerevole del traffico veicolare che fa risaltare la mancanza di parcheggi.

Le stazioni di Osnago, Cernusco Lombardone, Olgiate Molgora e Airuno (per il Monte di Brianza e il Parco Adda Nord) sono un'opportunità che merita di essere valorizzata per convincere il visitatore a lasciare a casa l'auto e muoversi soprattutto in bicicletta lungo percorsi facilmente fruibili.

Per tutte queste ragioni il recupero cicloviabilistico del sedime ferroviario dismesso è un obiettivo verso cui tutti i comuni dell’area dei parchi devono convergere con decisione; anche perché lungo questa "spina dorsale" possono integrarsi una serie di percorsi e di servizi come quello dei bus navetta e delle postazioni di bike sharing.

Anche il Parco di Montevecchia si è mosso in questa direzione, proponendo come prioritario questo intervento a Regione Lombardia, mentre il Comune di Olgiate Molgora se n'è fatto promotore al tavolo della competitività della provincia di Lecco organizzato dalla Camera di Commercio, che ha deciso di sostenere il progetto in relazione agli "Interventi Emblematici" di Fondazione Cariplo.

Un tavolo di lavoro che vede coinvolti RFI, la Provincia di Lecco, l'Università degli Studi di Milano, il Parco di Montevecchia e i comuni di Olgiate Molgora, Airuno, Brivio, Calco, Merate, Cernusco Lombardone e Montevecchia ha già iniziato a cooperare per la presentazione della domanda entro il 30 giugno.
Matteo Fratangeli
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