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Scritto Domenica 18 aprile 2021 alle 12:21

Olgiate, Bernocco: il nostro era un centro vaccini pubblico e vicino al cittadino ma la regione vuole i grandi hub meglio se privati. Il dg Asst Favini ha negato gli spazi, come al 'Presst'

E' un misto di rabbia e delusione quello che prova il sindaco di Olgiate Molgora Giovanni Battista Bernocco. La “battaglia” portata avanti con gli altri cinque colleghi del PRESST (Airuno, Brivio, Calco, La Valletta, Santa Maria) ha dato i suoi frutti … a metà. Il centro vaccinale di viale Sommi Picenardi è stato riaperto qualche giorno, dopo la chiusura improvvisa e immotivata, per poi tornare a chiudere i battenti. Un disagio ma soprattutto una confusione per l'utenza che, già si trova sbandata tra i messaggi errati e spesso fuorvianti della regione, e che avrebbe potuto invece continuare a ricevere il vaccino trovando sul posto facce note.


Giovanni Battista Bernocco

Un'idea che si è concretizzata in poco tempo, è partita altrettanto velocemente, ha dimostrato di funzionare alla perfezione...e altrettanto velocemente è stata chiusa. E' andata così signor Sindaco?
Sì, senza che sapessimo nulla. Ci hanno fatto aprire il centro venerdì e poi lunedì ci hanno detto che a mezzogiorno di mercoledì avremmo chiuso. La direttiva della nostra ATS era che i centri di prossimità non avevano più senso di esistere con l'apertura degli hub massivi.


Due soluzioni totalmente differenti. Il “vostro” centro vaccinale era a misura di persona, quasi famigliare e soprattutto vicino a casa per l'area dei sei comuni dell'olgiatese. I centri massivi, lo dice già il nome, hanno la funzione di raccogliere diverse centinaia di persone senza distinzione di area territoriale.
E' proprio così. Sa cosa ha voluto significare per un anziano arrivare al centro allestito in sala civica e trovarsi magari il proprio medico di fiducia o un infermiere del posto, parlare con loro sapendo che già conoscevano le patologie pregresse, essere rassicurati proprio come quando si va nello studio? Noi sindaci abbiamo messo da parte i colori politici perchè ci siamo detti: prima la nostra gente, non c'è partito che tenga di fronte alla salute. E così ci siamo presentati uniti davanti ad ASST e ATS al tavolo del Prefetto, che non possiamo che ringraziare perchè ci ha sempre supportato e aiutato, e abbiamo picchiato i pugni affinchè il centro potesse riaprire. Abbiamo ottenuto il risultato. Ma poi? E' stato dirottato tutto sui centri di massa quando si poteva benissimo continuare qui, con una gestione più facile e vicina alla gente, tra l'altro senza alcun costo perchè tutto era a carico dei comuni e del personale volontario, compreso quello amministrativo, e della cooperativa dei medici.


Perchè ritiene si sia intrapresa questa strada?
Qualche domanda me la sono posta e sono arrivato alla conclusione che è solo una questione di soldi. Al centro massivo di Cernusco partiranno cinque linee vaccinali, due sono quelle di Olgiate che sono state chiuse. Cosa devo pensare? Che devono fare un rodaggio con i miei medici? Io spero che tutto funzioni alla perfezione ma da parte di ASST e ATS non ho visto alcuna strategia, nessun piano di gestione fatto come si deve.


Il centro vaccinale di Olgiate

Avete picchiato i pugni una volta sul tavolo e avete ottenuto il risultato, non potevate farlo una seconda?
Che senso avrebbe avuto? Ma soprattutto avremmo fatto il bene dei nostri cittadini? Lo scopo è vaccinare il più possibile e nel minor tempo. Ne abbiamo perso parecchio tra quando abbiamo chiuso Olgiate e quando ora aprirà Cernusco, mandando anche la gente lontana da casa. Così come è successo per gli altri posti come Merate, in funzione giusto qualche giorno. Ci siamo fermati perchè oggi non aveva senso mettersi di traverso e insistere. Il centro di prossimità avrebbe dovuto essere un valore aggiunto per ASST e ATS a costo zero e non un problema...certo non c'erano i grandi cartelloni con i loro simboli, che campeggiano fuori dagli hub massivi, ma lo scopo era vaccinare.


Anche il suo omologo di Calco, avvocato Stefano Motta, già la scorsa settimana si era scagliato contro ASST, ATS e Regione parlando di un contrasto istituzionale senza precedenti. Se ci fossero stati altri direttori generali crede che le cose sarebbero andate diversamente?
Con il precedente direttore generale di ATS non avevamo mai avuto problemi, si dialogava e credo che se ci fosse stato solo Casazza di ATS le cose avrebbero preso una piega diversa. Ma la presenza del direttore generale di ASST Paolo Favini ha complicato, come in altri ambiti, le cose e non ci ha permesso di intavolare dei rapporti sereni e costruttivi. E' stato così anche per il PRESST: i malati cronici hanno addirittura già ricevuto le lettere da Regione di rivolgersi al presidio olgiatese che, di fatto, non c'è perchè ASST si è messa nuovamente di mezzo e non ci concede gli spazi. Come sindaci avevamo già trovato i centri privati a cui rivolgerci ma avrebbe voluto dire impoverire il Mandic e non è quello che vogliamo. Con un'altra direzione si sarebbe dialogato diversamente e con altri risultati a beneficio dei cittadini.
Oggi mi fa impressione vedere che la sanità pubblica si deve affidare ai centri privati come ha fatto l'ospedale anche con i centri massivi. Non esiste. E pensare che lunedì, quando aprirà il centro di Cernusco, potrebbe arrivare anche l'assessore regionale al welfare Letizia Moratti, non mi rende felice. Non tanto per la scelta, perchè noi non finiremo mai di ringraziare la famiglia Crippa di Technoprobe per la generosità, quanto per il significato politico della visita. Ci sta dicendo: sindaci state lì e non muovetevi, noi di Regione appoggiamo questa strada, quella intrapresa col privato.          
S.V.
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