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Scritto Mercoledì 14 aprile 2021 alle 16:33

Lomagna: 'Uniti' scrive al Prefetto per lo sgarbo istituzionale. Rinviato Retesalute

Il Consiglio comunale di Lomagna ha rinviato all'unanimità il punto sull'approvazione della delibera che darebbe mandato al sindaco di esprimersi a favore della liquidazione di Retesalute, l'azienda speciale che offre i servizi socio-assistenziali al territorio. All'ordine del giorno sono dunque rimasti unicamente gli argomenti che il gruppo di minoranza aveva chiesto di trattare in seduta straordinaria, opzione negata dalla sindaca, ragion per cui il capogruppo di Uniti per Lomagna, Mauro Sala, ha annunciato di aver informato il Prefetto di Lecco, il dott. Castrese De Rosa.

È stato il primo cittadino Cristina Citterio a dichiarare a inizio dell'adunanza, svoltasi nella serata di lunedì 12 aprile: "La minoranza ha chiesto il rinvio anche alla luce del fatto che l'assemblea dei soci è stata rinviata per una serie di motivazioni. Sottopongo al Consiglio la votazione per il rinvio del punto al prossimo Consiglio comunale, già programmato per il 22 aprile".
 
Mauro Sala ha ricordato che c'è stata una indisponibilità del notaio a presenziare all'assemblea di Retesalute inizialmente convocata per il 14 aprile. Ha poi aggiunto: "C'è anche una lettera mandata dal Comune di Olgiate Molgora alla Corte dei Conti che ha delle domande piuttosto pesanti sul proseguo di Retesalute. Tutto questo portava noi a chiedere un rinvio". Citterio ha comunque precisato che la sua linea non cambia: "Preciso che questo non inficia la posizione dell'amministrazione rispetto ad un percorso frutto di numerosi confronti". E ha auspicato che l'intero Consiglio possa convergere nella stessa direzione nel prossimo dibattito consiliare, magari alla luce di nuovi elementi che possano sopraggiungere.


Votata la sospensione della trattazione, il capogruppo di UpL, ha bacchettato la sindaca per il mancato rispetto del Regolamento, cioè la non convocazione del Consiglio straordinario. "È uno sgarbo istituzionale" ha ribadito il consigliere, che ha poi rincarato: "Lei che studia il Regolamento dalla mattina alla sera, perché vedo che è molta precisa su molte cose, non capisco perché non vuole darci questa opportunità di dire che la minoranza ha chiesto un Consiglio straordinario".
 
Il leader dell'opposizione ha inoltre informato che, su suggerimento del segretario comunale Giovanni Balestra, ha spedito una lettera al Prefetto di Lecco per mettere al corrente l'Ufficio Territoriale del Governo di quanto accaduto. "Il Regolamento dice che il Consiglio straordinario deve essere identificato. Non cambia niente a livello tecnico, però a livello politico quando un gruppo di minoranza chiede, raccogliendo un quinto dei consiglieri, di parlare di alcuni argomenti mi sembra corretto politicamente dire che è straordinario" ha chiarito Sala.
 
Di contro la sindaca non ha chiesto scusa, non ha riconosciuto la gravità dell'errore istituzionale e ha dichiarato: "Aspetteremo con attenzione anche un pronunciamento di Sua Eccellenza, così almeno abbiamo un parere sopra le parti".
Come abbiamo riportato in un recente articolo [clicca QUI], anche Sala ha sottolineato che il Regolamento specifica che "nell'avviso deve essere sempre precisato se l'adunanza ha carattere ordinario, straordinario o d'urgenza".

Citterio ha invece sostenuto: “Come spiegavo l’altra volta, e lo ribadisco questa volta, se vogliamo mettere il bollino ‘straordinario’ va bene [ha detto sorridendo, ndr], ma la questione è che è il Consiglio comunale e che tutti i temi trattati al suo interno hanno importanza. A parte la targhetta sopra il Consiglio straordinario, a parte questa sottigliezza politica che forse io non riesco a cogliere, cosa intende?”.

Seccata la replica di Sala: “Prima di tutto non è un bollino perché non è una banana Chiquita, non è una targhetta perché non è citofono. Tecnicamente non cambia nulla, politicamente però ha un certo peso”.
Si è poi entrati nel vivo dei temi del Consiglio. Da notare è che il capogruppo di minoranza, nei momenti più accesi in cui è stato richiamato all’ordine, ha usato l’inottemperanza della sindaca nell’avviso di convocazione come grimaldello: “Anche la modalità di convocazione di Consiglio è diversa” o ancora: “È specifico anche come si convoca il Consiglio”.
M.P.
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