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Scritto Mercoledì 14 aprile 2021 alle 15:00

La medicina territoriale torni al centro

Gentile Direttore, apprezzo la battaglia che Merateonline porta avanti a difesa del nostro ospedale, e non potrebbe essere diversamente considerato che sono stata membro attivo del Comitato di Difesa del Mandic in tempi che ormai sembrano lontanissimi.
Tuttavia ritengo che la battaglia da combattere oggi sia quella di una Medicina territoriale di qualità che in Italia, e forse soprattutto in Lombardia, è piuttosto assente.
I medici di base sono stati ridotti a semplici "passacarte", ovvero prescrittori di farmaci e visite specialistiche. I pazienti si trovano così sballottati tra  specialisti che a volte prescrivono cure in contraddizione tra loro, senza una visione complessiva del loro stato di salute che anzi viene messo a rischio proprio da questa eccessiva parcellizzazione della cura.
La pandemia che tuttora stiamo vivendo ha evidenziato poi in modo drammatico la carenza dei medici di medicina generale, come molto bene illustra l'articolo che le accludo.
Abbiamo pagato cara questa organizzazione "ospedalocentrica", soprattutto qui in Lombardia dove il numero delle vittime è stato spaventosamente alto e continua a essere preoccupante.
Ritengo però che anche gli stessi medici di base siano sviliti da questo ruolo marginale che viene loro assegnato, mentre avrebbero necessità di  formazione, protocolli di cura chiari da applicare, maggiore considerazione da parte delle autorità sanitarie.
La ringrazio per l'attenzione che vorrà prestare a queste mie considerazioni, augurandomi che la Medicina territoriale sia rimessa al centro, e non solo dalla stampa ma anche dai nostri amministratori locali.

CLICCA QUI per leggere l'articolo "Luigi Cavanna: "L'errore italiano contro Covid".
Annamaria Vicini
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