Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 414.486.200
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Martedì 13 aprile 2021 alle 16:37

Rotonda del ''Lavandee'' a Lomagna

Nel Consiglio Comunale aperto convocato per la presentazione del bilancio 2021 è stata riproposta la "messa in sicurezza" dell'incrocio noto ai Lomagnesi come "Lavandè, o Lavandee", uno dei pochi nomi tradizionali di località esistenti in paese; insomma l'ingresso in Lomagna dal basso della valle del Curone, caratterizzato dalla presenza di un'antica cappella oggetto di un culto molto sentito.
Al di là del linguaggio burocratico, si tratta della realizzazione di una mega-rotonda a tre uscite per raccordare le vie che concorrono in questo luogo. La sua giustificazione risiederebbe nel grande incremento del traffico diretto alla tangenziale e proveniente da nord, e dunque di un flusso da cui Lomagna è soltanto sfiorata, almeno per ora.
Io chiedo all'Amministrazione sedente di approfittare del tempo concesso dal mancato finanziamento - se vogliamo abbastanza carico di significato circa la sua urgenza se non sulla sua effettiva necessità - dell'opera da parte dello Stato per riflettere in modo approfondito e critico sul suo reale bisogno per la comunità, in altre parole sul rapporto costi/benefici di tale intervento.
Tra i primi va considerato anzitutto la sua invasività. Infatti la morfologia del luogo, cioè la presenza del piede della collina e dell'abitato costringe a spostare il centro della rotatoria verso il torrente e ad aumentare fuori norma il suo diametro per ragioni puramente geometriche. La pendenza del terreno verso il torrente impone inoltre la realizzazione di un terrapieno molto consistente, così che l'impatto visivo e l'alterazione del suolo in vicinanza del corso d'acqua sarebbe molto importante, da verificare bene se nel limite del consentito.
In secondo luogo, ma solo in termini di esposizione e non di importanza, si stravolgerebbe una delle ultime zone (quasi) intatte di Lomagna, che per verità non ne ha conservate molte. Un luogo di culto consegnatoci dal passato sarebbe stravolto: anche rimanendo la cappelletta fisicamente in piedi, privata del suo ambiente tradizionale non avrebbe più lo stesso senso di prima.
Ancora. La rotonda inviterebbe inevitabilmente chi, arrivando da nord e diretto alla tangenziale trovasse intasata la strada davanti a sé, a tentare di aggirare il problema attraversando il paese. Credo sia una cosa che abbiamo fatto tutti almeno una volta nelle più diverse situazioni, ma qui con la strettoia di Via Martini davanti sarebbe un dramma; inoltre senza nessun beneficio ma con un notevole danno in termini di inquinamento e fastidio avremmo una corrente di traffico in piazza della Chiesa e vie collegate che finirebbe poi in via Milano e sulla discesa del Pino.
Da ultimo non voglio, perché non amo fare la parte di quello che gufa, entrare nel campo della realizzazione pratica e cioè delle necessarie transazioni con le proprietà interessate, che tuttavia non vedo né facili né con grandi probabilità di successo. Il fatto stesso che l'opera non sia entrata tra quelle immediatamente finanziate, cioè quelle della lista "A", contiene necessariamente una valutazione di necessità ed urgenza che rischia di avere un peso in questo processo.
L'unico beneficio dell'opera, che rende altresì ragione della sua ampollosa titolazione sarebbe che chi deve entrare a Lomagna provenendo da Casatenovo, Maresso o semplicemente dalla Fornace avrebbe ingresso facilitato in paese. Però va detto che né questo flusso di traffico né quello contrario proveniente da sud e cioè da Usmate sono così consistenti da richiedere un intervento di tale entità. Credo in proposito che si possa individuare una mitigazione del problema, meno dispendiosa e paragonabilmente risolutiva.
Forse è vero che non tutti i mali vengono per nuocere, e in questo caso la battuta di arresto dettata dal mancato finanziamento potrebbe essere sfruttata dall'Amministrazione per valutare se questa capienza di investimento non possa essere sfruttata per altre necessità, magari sottovalutate ma non per questo meno impellenti. Il miglioramento del collegamento con la frazione Fornace per esempio è un argomento troppo a lungo accantonato, e sarebbe ora che venisse preso in carico, affrontato e risolto.
Gianfranco Castelli
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco