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Scritto Martedì 13 aprile 2021 alle 14:21

Merate: Franca Maggioni e Fiorenza Albani replicano alla consigliera Patrizia Riva. ''Stanche di attacchi e provocazioni, non siamo insensibili''

Non hanno per nulla gradito di essere state bollate come insensibili alla causa femminile e se, fino a prima avevano deciso come gruppo di non rispondere alle "provocazioni", il comunicato di "Cambia Merate!" successivo alla commissione è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso a causa delle numerose imprecisioni (a detta della maggioranza) contenute. E da quel momento la situazione è tracimata, da ambo le parti.  
Franca Maggioni, assessore all'istruzione e al sociale, e Fiorenza Albani, assessore alla cultura, hanno voluto fare chiarezza sulla posizione presa in merito alla proposta articolata da Patrizia Riva sull'intitolazione di due scuole ad altrettante donne.  

Franca Maggioni e Fiorenza Albani


Partiamo dal tema della commissione. Alla richiesta di Cambia avete risposto di non voler "imporre" dei nominativi alle scuole e che decidere a priori per una donna potrebbe voler significare discriminare gli uomini.  

Maggioni: Non è vero che non ho accolto la proposta, seppur impropria e provocatoria. L'ho fatto solo parzialmente dicendo che mi sarei fatta portavoce per iniziare un percorso con la scuola ma di certo non avrei fatto alcun nome perchè sarebbe stato come imporre una rosa di candidature entro cui muoversi, mettendo tra l'altro in difficoltà il consiglio d'istituto (organo preposto all'intitolazione degli istituti scolastici) nel caso la scelta fosse ricaduta su altri. La proposta deve quindi pervenire dalla scuola all'amministrazione e non il contrario! 


 
E' vero che ritiene la parità di genere raggiunta? 

Maggioni: Non ho detto questo e quando ho affermato che gli edifici intitolati alle donne non mancano in città si trattava di una esemplificazione per dimostrare che un processo culturale comunque è partito ed è in atto. 


 
La motivazione sul rinvio della discussione ad altri momenti è stata che la scuola si trovava ad affrontare problematiche più urgenti, le riaperturein primis. Evidentemente la minoranza non la pensa così.  

Maggioni-Albani: Crediamo che la richiesta di Cambia sia arrivata non a caso adesso. Tempo fa c'era stata un'interlocuzione per avviare con la scuola un percorso su questo tema. Si trattava di un semplice contatto che abbiamo poi fermato dato l'incombere di problemi più grandi. 



Le parole con cui avete appellato Patrizia Riva non sono state delle più leggere "scolaretta erudita delle Frattocchie". E' la prima volta che in questi anni uscite con un comunicato di risposta, con questi toni. 

Maggioni-Albani: Nello sport lo chiamerebbero fallo di reazione. La misura era ormai colma. E' da quando siamo stati eletti che veniamo attaccati con comunicati dopo le commissioni, quasi a voler dire sempre l'ultima parola. Siamo stanche di essere sempre etichettati come ignoranti. È inaccettabile che si pensi come l'intellighenzia sia sempre e solo da una parte. Solo chi è presente, può testimoniare la gestualità e la mimica facciale, con sguardi di sufficienza e di superiorità, provocazioni che subiamo e a cui stavolta abbiamo deciso di rispondere con un comunicato dai forti toni. Ma era in linea con gli attacchi immotivati che continuiamo a subire. 

 

Non è piaciuto poi il commento delle tre donne del consiglio intitolato "Ora basta" con chiaro riferimento alla serie di incontri organizzati da varie associazioni tra cui Dietro la lavagna, di cui Patrizia Riva è presidente.  

Albani: I riferimenti non sono stati scelti per offendere le relative associazioni, ma per dare un segnale forte rispetto a ciò che subiamo ogni qualvolta viene richiesta la convocazione di una commissione. Ora basta è stato proprio voluto per dire di smetterla con questo atteggiamento provocatorio e denigratorio, soprattutto nei confronti dell'assessore Maggioni attaccata continuamente anche dal punto di vista personale, bollata come insensibile e non attenta alla causa delle donne. E' logico avere idee diverse, altrimenti saremmo seduti tutti dalla stessa parte. Ma non avere rispetto del pensiero altrui e attaccare denigrando non lo accettiamo. Non usare parole di odio deve essere un atteggiamento reciproco e il comunicato dopo la commissione è stato l'ennesima provocazione. Inaccettabile travisare le parole e gli interventi di tutti i consiglieri di maggioranza. Fortunatamente c'è la registrazione sul canale Youtube Comunale che elimina ogni dubbio. Abbiamo sempre cercato rapporti cordiali e collaborativi portando in commissione gli argomenti che ci venivano proposti e dato ampio spazio per esprimere le loro idee.  


 
Qualche sassolino dalle scarpe da togliere? 

Maggioni: Sì. Al primo flash mob contro la violenza alle donne, nel 2019, non sono nemmeno stata invitata. Parlano tanto dell'importanza delle istituzioni e alla manifestazione in piazza sono andata in qualità di assessore così come la collega Albani, e non siamo nemmeno state citate quali rappresentanti del comune. L'anno successivo abbiamo collaborato con le stesse associazioni per la posa della panchina rossa, l'illuminazione del municipio, un banner sul sito comunale e la posa di fiori alla base della stele nel Parco delle Rimenbranze e ora veniamo bollate come insensibili al tema femminile.  
Gli attacchi che ho ricevuto più volte sono stati personali. Ricordo ancora quelli dei centri estivi: siamo stati tacciati di incompetenza ma abbiamo risposto con i fatti. La signora Riva si è inoltre presa il merito delle borse di studio per le ragazze , che sarà invece un merito di tutta l'Amministrazione e non un successo personale. Dobbiamo lavorare tutti insieme per la Città con un percorso condiviso evitando inutili strumentalizzazioni.


 
La consigliera Riva ha auspicato un vostro ravvedimento sulla questione delle intitolazioni...  
Maggioni-Albani: Non c'è nulla di cui ravvedersi perchè non abbiamo detto né fatto alcunchè di negativo. Ribadiamo che le nostre obiezioni sono di forma e non di sostanza. Non si vuole far pressione sulla scuola e non siamo contrarie ad intitolazione di queste a donne. Come già detto, terremo conto dei nomi proposti per intitolazioni di future piazze, vie o sale comunali.  
Figuriamoci se da donne, madri e lavoratrici non conosciamo le difficoltà che quotidianamente le donne devono affrontare. Siamo dispiaciute ed amareggiate dalla situazione che si è creata, soprattutto tra donne. Auspichiamo per il futuro un clima più disteso che ci consenta di lavorare tutte insieme nell'interesse dei cittadini.
S.V.
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